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Ultimamente in Italia si è accentuato il dibattito sui "bamboccioni", la cui presunta irresponsabilità nella gestione quotidiana del vivere sarebbe da attribuire alla permanenza nel nido familiare dopo la maggiore età. E’ innegabile il cambiamento sociale della famiglia: per lo più regno ammansito dell'affettività espressa dai genitori con le continue e perduranti premure verso i figli; adagiati, magari con un lavoro sicuro, nello stato idilliaco (piatto pronto, vestiti lavati e stirati ecc.) ancora a trenta o quarant'anni e oltre.

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Intervento tenuto al seminario di demodoxalogia di San Martino al Cimino il 26 ottobre 2009

La demodoxalogia è una misconosciuta tradizione di studi italiana, contemporanea ai più rinomati approcci pionieristici nordamericani sulla comunicazione e i mass media. Mentre Harold Lasswell pubblica Propaganda Technique in the World War I (1927), Paolo Orano, considerato il fondatore della demodoxalogia, indica l'opinione pubblica come oggetto di scienza già nel 1928: "una potenza con la quale il potere di governo, il regime politico, deve trattare e alla quale può anche soccombere". Lo statunitense parla dalla democratica America, l'italiano dalla Facoltà fascista di scienze politiche di Perugia: il differente contesto spiega gran parte del successo della Content Analisys e della cattiva fama della demodoxalogia (italianizzata in "demodossalogia" per le famigerate fisime di purezza linguistica dell'epoca).

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Dal parlamentare più smaliziato e anziano, di legislature, al più giovane quadro militante di partito speranzoso di far carriera politica, si è soliti inneggiare al primato della politica: cioè la politica, e per essa i partiti e i parlamentari, devono intervenire con forza nella società per indirizzarla nelle scelte e nella soluzione dei problemi.

Ecco quindi provvedimenti legislativi che consentono la sopravvivenza di oltre quattromila aziende di servizi pubblici, gestite disastrosamente dagli enti locali attraverso nomine politiche di incompetenti portaborse calibrate tra partiti e boss locali. Oppure interferenze della politica nella sfera personale del cittadino, come nel caso di Eluana Englaro o della pillola abortiva; ma non solo. Proseguendo di questo passo lo stato ci imporrà con chi e come svolgere i nostri atti amorosi, cosa acquistare e le modalità di adesione alla fede religiosa. Stiamo andando verso un Medioevo modernizzato?

Prima parte dell'intervento tenuto al seminario di demodoxalogia di San Martino al Cimino il 26 ottobre 2009

Il metodo inde (indagine demodoxalogica) non è un campionamento ma un’indagine euristica: i risultati possono essere comparati e interpretati da qualsiasi ricercatore, in quanto realizzati con metodologie standardizzate e ripetibili. L''inde consiste in un procedimento qualitativo-quantitativo e in uno qualitativo. Tale metodo fu esposto per la prima volta alla Facoltà di scienze politiche di Roma (anno accademico 1979-1980) e successivamente sulla rivista Scienza & Tecnica (anno LIX, n.313, Sips, 1996), nonché nei seminari svolti dalla Cattedra di sociologia politica alla Facoltà di sociologia della Sapienza (giugno 1993) e dall’Associazione nazionale sociologi (11-12 settembre 2004). L'indagine demodoxalogica è inoltre trattata nelle dispense di Storia e tecnica del giornalismo della Sersi Universitàt di Herisau (Svizzera), a cura del docente Domenico Fiordelisi, e dal 2009 nel master in comunicazione giornalistica dell'Istituto italiano alta formazione.

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Indipendente da altre variabili (programmi, candidati, propaganda ecc.), parte del successo della Democrazia Cristiana fu nel sostantivo "democrazia" unito a "cristiana" e al motto "libertas": concetti chiave impressi su uno scudo con una croce in campo bianco (colore "immacolato"). La "croce" simbolo cristiano e lo "scudo" strumento di protezione dagli attacchi degli avversari di allora (i comunisti, armati simbolicamente di falce e martello): il nemico "rosso" che avrebbe potuto attentare agli interessi della classe sociale che deteneva il potere e ogni tipo di proprietà. Ma la DC fu più di un partito espressione di classe: attraverso tale mistificazione simbolica riuscì ad aggregare intorno a sé le masse popolari cattoliche. Tanto che il suo organo di stampa ufficiale portava un titolo a sua volta ingannevole: Il Popolo. La Democrazia Cristiana scomparve per i motivi storici che si conoscono, ma non è scomparsa la sostanza della sua politica che oggi è rinata in altre forme mistificatorie. La metamorfosi più evidente è rappresentata dal Popolo della Libertà, un movimento politico che difende anche i valori del cristianesimo e che riassume le parole popolo e libertà usate dalla vecchia DC.

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In ambito accademico la demodoxalogia è poco conosciuta, e possiamo capirne il perché: i testi dei maestri della disciplina si fermano agli anni cinquanta dello scorso secolo: di essi ne sono rimasti in circolazione poche copie che neppure si trovano nelle nostre biblioteche; tuttalpiù da qualche antiquario di libri o addirittura (e in numero copioso) nella biblioteca dell'università del Michigan. Perché in Usa sì e in Italia no? Perché la demodoxalogia è stata l'antesignana di quei metodi di ricerca empirica che si attribuiscono allo statunitense Paul Lazarsfeld, meglio conosciuti - specie in ambiente militare - come open source intelligence (Osint). Secondo Wikipedia, Lazarsfeld "successivamente al 1939 affiancò l'incarico universitario a quello di consulente per il governo statunitense". In tale veste, insieme a Harold Lasswell, durante la seconda guerra mondiale ricavò degli importanti dati sulle perdite del nemico attraverso la lettura dei giornali tedeschi: il morale della popolazione, il numero dei decessi, le condizioni di vita e altre informazioni; un tipo di indagine basata sulla lettura dei giornali applicata poi commercialmente da John Naisbitt.

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Concludiamo la sommaria e veloce analisi effemerocritica su alcuni articoli di cronaca nera apparsi sulla stampa quotidiana. Esaminiamo dunque due incidenti causati dall'involontario scoppio di un ordigno bellico residuato della seconda guerra mondiale. Un articolo è presentato nelle brevi di nera e l'altro in una posizione di evidenza: differenza forse dovuta al grado di gravità dell'incidente (nel primo caso un ferito, nel secondo un morto) e forse per sottolineare alcuni aspetti umani della vicenda. Infatti il morto era un operaio che, secondo la descrizione del giornalista, "come ogni sabato, dopo cinque giorni di duro lavoro, in un cantiere, va a prendersi cura del suo piccolo uliveto". Il giornalista tende cioè a fornire l'immagine dei sacrifici della gente operosa e semplice e di una tragedia avvertita e sentita da tutto il piccolo paese ove si era verificata: paese costituito interamente di lavoratori, operai e agricoltori o, come nel caso del soggetto della tragedia, di tutte e due le cose insieme.

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Sul n. 469-470, anno LXXII di Scienza & Tecnica, la rivista della Società italiana per il progresso delle scienze, un articolo di Antonella Liberati illustra la demodoxalogia come "disciplina che nasce all'inizio del secolo (scorso) e va a disciplinare e codificare le costanti esistenti da sempre nell'ambiente (territorio/popolazione/risorse) estrapolandone teoria delle tecnologie e delle tecniche relative alla gestione dell'opinione pubblica". In particolare l'autrice presenta una similitudine fra il menabò di un giornale e la struttura compositiva-comunicativa degli affreschi di Giotto che illustrano la Legenda Maior: attraverso l'analisi archeodemodoxalogica, nello spirito del relativismo culturale, l'interpretazione degli eventi storici è lasciata all'intuizione personale dei singoli ricercatori. Su Wired (n.11, gennaio 2010) Gianluca Nicoletti accenna al primo congresso della Sips (Pisa, 1839) citando il curatore della mostra che si terrà tra qualche mese a Roma sul contributo fondamentale degli scienziati al Risorgimento e all'Unità d'Italia.

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