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Acrobati, clown, domatori, animali più o meno esotici, più o meno rari, feroci, pericolosi: tutti in pista! C'è lo spettacolo del circo!!! Gli acrobati, i comici e i domatori probabilmente si trovano in pista per scelta volontaria, forse attitudinale, oppure per il desiderio o per l'opportunità di esibirsi in quanto acrobati, comici o domatori. Gli animali non umani, più o meno esotici, più o meno rari, feroci, pericolosi possiamo invece escludere che si trovino in pista per loro volontà, attitudine o convenienza. Gli animali non umani si trovano in pista costretti con ogni mezzo a "dare spettacolo", facendo cose che mai farebbero spontaneamente. Abbiamo visto in vari telegiornali e programmi tv i “trattamenti” a cui sono sottoposti gli animali non umani per "condizionarli" e costringerli a dare spettacolo. Entrano in pista e si esibiscono per effetto di mirati condizionamenti, crudelmente devianti. Obbediscono per paura di maltrattamenti di vario genere. Molti soccombono o impazziscono. Quando riescono a fuggire vengono cacciati, catturati o uccisi.

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Nella seconda metà del quinto secolo a. C. Socrate, ispirandosi alla professione della madre, levatrice, intendeva l’insegnamento/ragionamento come maieutica: metodo consistente nel "tirare fuori" il pensiero dell'interlocutore attraverso il dialogo. In un periodo in cui si discute molto sulla formazione degli insegnanti, la metodologia socratica può essere considerata ancora attuale.

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Un provvedimento governativo in corso di approvazione in Parlamento passerebbe gratuitamente tutte le proprietà demaniali dello Stato (terreni e immobili) alle regioni di pertinenza. La clamorosa notizia - che in un Paese serio scuoterebbe l'opinione pubblica - arriva dal deputato Bruno Tabacci (ex democristiano della prima repubblica e ora con Francesco Rutelli) durante l'odierna trasmissione di Omnibus (La7).

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Ad ogni competizione elettorale è chiamato in causa il peso della televisione per racimolare qualche voto a favore di questa o quella fazione politica. Per ridurre la presunta, e ribadiamo presunta, capacità del piccolo schermo di influenzare l'elettore, ma soprattutto nel tentativo di ridimensionare l'egemonia mediatica del proprietario di Mediaset, nel susseguirsi del tempo si sono pensate, costruite, applicate, corrette e smentite impostazioni normative che non hanno fatto altro che aggravare la situazione e gli scontri tra gli opposti sostenitori dell'emittenza pubblica e di quella privata. Siamo così giunti all'oligopolio mediatico della cosiddetta Raiset: Rai e Mediaset uniti nel conflitto d'interessi del premier-imprenditore Silvio Berlusconi.

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"Chi sbaglia paga" ha sentenziato la carica istituzionale più importante dopo il presidente della repubblica. Finalmente qualcuno seduto negli alti scanni del paese, il premier Silvio Berlusconi, ha dettato chiaramente le direttive (perlomeno ideologiche) in materia di giustizia. Una dichiarazione che il popolo aspettava da decine e decine di anni (per non menzionare i secoli pregressi): a detta della maldicente vox publica, infatti, i piatti della bilancia sorretti dalla statua della giustizia (forse per il peso degli anni) sembrano pendere sempre più da una sola parte.

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