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Fermenti di rivoluzione PDF Stampa E-mail
Scritto da Giulio D'Orazio   
martedì 11 settembre 2007

Sia nell'epoca moderna che nelle epoche passate le grandi rivolte sociali sono avvenute perché il popolo era arrivato alla consapevolezza di incontrare sempre maggiori ostacoli nell'affrontare la vita quotidiana e di essere troppo vessato dalle caste dominanti.

La Rivoluzione francese o quella marxista, così come la popolazione messicana o quella che ha seguito lo sbarco dei mille, hanno avuto come motivazione basilare non le idee vagheggiate dagli intellettuali ma il desiderio di innovazione nella qualità della vita (libertà, autosufficienza alimentare, dignità, giustizia, ecc.).

Similmente il fascismo ed il nazismo, oltre al peso della disastrosa guerra, hanno scatenato la rivolta partigiana (in Italia) e la crescente opposizione (in Germania) in conseguenza della ristrettezza alimentare, della difficoltà dei trasporti, dell'insicurezza personale, e così via, e non per una vera e propria opposizione ideologica. Quella è stata appannaggio di una ristretta cerchia di politici intellettuali che da soli non sarebbero riusciti nell'intento di abbattere la dittatura, l'aiuto è venuto dall'insoddisfazione generale e dall'appoggio militare esterno.

Nell'epoca umbertina ci furono rivolte per la tassa sul macinato: i contadini ed il popolo facevano il pane in casa ma prima dovevano macinare il grano nei mulini. Nel dopoguerra nel Mezzogiorno d'Italia le rivolte furono dei contadini che anelavano la proprietà della terra che lavoravano. Nei primi del Novecento sono divenute storiche le rivolte operaie. L'insoddisfazione popolare si scatena quando ci si rende conto delle difficoltà della vita quotidiana e di essere vessati da caste: re, feudatari, padroni, amministratori, ecc.

Il trend verso una ribellione si sta avvicinando. Politici di destra come di sinistra, giornalisti, studiosi e consumatori si lamentano sempre più per il rincaro dei prezzi e per l'aumento delle tasse, proprio nel momento in cui emerge una generale evasione contributiva, con sconti per politici, chiesa e sindacati, condoni e premi a furbetti e criminali. Nè le cose vanno meglio in altri campi, come la sanità, la sicurezza, i trasporti, il lavoro, e così via.

E' chiaro che se non saranno presi provvedimenti si andrà verso una rivolta di popolo, non attraverso la piazza  o lo scontro fisico (retaggio delle passate epoche storiche) ma al momento delle votazioni: e allora si seguirà il primo arruffapopoli (supportato dai mass media e quindi da una fazione di potenti in lotta contro un'altra fazione) che saprà inculcare emozioni e desideri, per erigersi a casta.

Ultimo aggiornamento ( martedì 20 novembre 2007 )
 
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