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Sinistra al potere PDF Stampa E-mail
Scritto da Giulio D'Orazio   
Venerdì 14 Settembre 2007 02:00

Il governo di centrosinistra di Romano Prodi sta scontentando anche i suoi elettori. Il fatto è che la sinistra italiana, un poco per antica tradizione e un poco per la necessità di contrastare i poteri forti del capitalismo, non è pragmatica.

La sinistra è formata da sindacalisti o ex, notoriamente schierati sempre "contro" ogni proposta, anche la più sensata; da politici che badano all'apparenza ed ai proclami affidandosi ad altri politici eufemisticamente classificati come esperti per il completamento dei programmi; da intellettuali o pseudo tali che sognano l'impossibile. In queste condizioni non si può essere uomini di governo e quei pochi ministri o parlamentari veramente competenti sono minoranza sottoposta alle pressioni di parolai arruffapopoli (non per nulla Pierre Carniti aveva coniato il termine "chiacchierificio"). Per governare occorre aver studiato e praticato il management, sia se si è di destra o di sinistra perchè ci si deve giornalmente confrontare con lo stato delle situazioni di cassa, di previsione reale, di lacci e laccioli annidati anche in seno alle leggi e alla pubblica amministrazione.

Di conseguenza il governo di frontre a problemi e proposte oscilla fra un "si", un "no", per decidere con "forse". L'indecisione non paga ma accresce ed aggroviglia le soluzioni scontentando tutti. La base dei metalmeccanici, la sinistra cosiddetta radicale, le categorie degli artigiani, dei commercianti e degli agricoltori, i consumatori ed i pensionati, i giovani, e così via.

Ai raduni di Beppe Grillo e negli slogan contro il governo di sinistra si ritrovano anche quelle persone che si misero in fila per votare Prodi alle primarie e molti giovani. E' questa la novità, i giovani non si accostano alla politica ma all'antipolitica, il lavoro precario e l'insicurezza per il futuro e la pensione li collocano tra i qualunquisti.

Ma il partito dell'Uomo Qualunque, sorto nei primi anni del dopoguerra sulla spinta popolare e lo slogan contro l'oppressione delle tasse, raggiunse un terzo dei seggi parlamentari mettendo a rischio la sopravvivenza dei governi democristiani. Ed allora i politici non avevano i privilegi dell'odierna "casta"!

Ultimo aggiornamento ( Martedì 20 Novembre 2007 15:18 )
 
 

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