Bacheca

Demodoxalogia (con la x), demodossalogia (con la a) o demodossologia (con la o)? Scoprilo!
 
[+] nuova finestra
Download Day - Italian

Pubblicità

Sostienici
con la tua

comunicazione
in questo spazio

 contattaci 


Prima pagina
L'Europa domani PDF Stampa E-mail
Scritto da Giulio D'Orazio   
venerdì 21 settembre 2007
Intervento al convegno Ans “Europa grande Paese” (Roma, Istituto Sturzo, 2006)

Nel 1956, mezzo secolo fa, ero nel consiglio direttivo romano del Movimento federalista europeo guidato da Altiero Spinelli, uno dei padri dell’Unione europea, che la vaticinò, insieme ad altri, quando era confinato durante il fascismo nell’isola di Ventotene. Poco più che ventenne, pensavo – e come me tanti altri – che l’avvento di un unico grande Paese denominato Europa sarebbe stato questione di pochi anni e che avrebbe risolto la maggior parte dei problemi economici e sociali di popolazioni ex nemiche, uscite da una guerra disastrosa e alla ricerca di pace e prosperità.

Quindici anni dopo, una associazione di giovani giornalisti e di testate rivolte ad un pubblico giovanile, l’European Youth Press Federation, sorta il 18 marzo del 1970 ad Erlangen, nella Germania ovest, allora denominata Repubblica federale tedesca, diffuse un motto che era anche una implorazione:

“Non vogliamo storie, vogliamo una Storia”

Uno slogan dal doppio significato: “siamo stanchi di sentirci raccontare delle storielle, vogliamo traghettare verso una sola storia, quella europea”; ed anche: “per giungere ad un comune sentire e quindi accelerare il cambiamento della società che dovrà proporci (a tutti noi europei) nuovi modelli d'essere” - che, detto in altro modo, ha lo stesso senso del sottotitolo dell’odierno convegno “la società che cambia è la società che ci cambia” - vogliamo che il libri di storia (ma anche di economia, letteratura, ecc.) parlino un unico linguaggio, diano cioè versioni uguali in ogni paese europeo sui fatti accaduti e sulle prospettive, abolendo i nazionalismi e le ripicche emotive e letterarie sul passato.

Tra i quattro scopi statutari vi era quello “di avvicinare più gente possibile per trattare i problemi dei giovani di tutto il mondo” (art. 2) e di agevolare “l’avvento di una generazione spontaneamente europea creando in tutti la consapevolezza di una comune eredità storica, culturale ed etnica” (art.3).

Oggi, siamo davvero sicuri che esiste una vera comunità europea? A parte la Gran Bretagna che con un piede in Europa ed uno negli Usa fa solo i suoi interessi, le istituzioni europee (parlamento, commissioni, ecc.) remano davvero per fare dell’Europa un solo grande Paese? A che punto sono l’integrazione e l’uniformità della legislazione giuridica, degli ordinamenti scolastici, delle normative burocratiche periferiche, e così via? Dopo la conversione delle monete in euro funziona solo l’Europa dei mercanti, delle industrie e dei banchieri. Non è questo quello che ci si aspettava, anche perché per cambiare la vita quotidiana, cioè le aspettative, i comportamenti - in sostanza l’opinione pubblica - occorrono concreti indirizzi “riformatori” (culturali e sociali) da parte delle Istituzioni sovranazionali poiché la popolazione è, per sua natura, molto lenta nell’imboccare nuovi percorsi, un poco per paura delle novità e un po' per la tranquilla comodità del “si è sempre agito così”.

L’Europa Grande Paese? Dopo cinquant’anni dico: domani!

Ma è un domani che non ha un vincolo diacronico, non ha un limite e una fine, è il domani dei fanciulli: qualcosa in un tempo infinito che forse potrà anche verificarsi.

Ultimo aggiornamento ( martedì 20 novembre 2007 )
 
< Prec.

Sondaggi

(3) Quanto incidono sulle scelte dell'elettorato i messaggi politici trasmessi in TV?
 

Vuoi esprimere un'opinione più articolata?

 contattaci 

Statistiche dal 2/9/2007

Utenti: 34
Notizie: 363
Collegamenti web: 156
Visitatori: 348020

Sito ufficiale della Società italiana di demodoxalogia SIDD © 1995-2008
Alcuni diritti riservati sotto licenza Creative Commons [+] BY-NC-SA 3.0
Per la collaborazione e l'uso del sito si rimanda alle note legali
OpinionePubblica.Com è a cura di Bruno Zarzaca - Contributi di Giulio D'Orazio e
Antonella Liberati, Maria Teresa Thibault, Roberto Canali, Guglielmo Lucentini, Fulvio Roccatano
Realizzato con Joomla! [+] un software libero rilasciato sotto licenza GNU/GPL