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Rivedere le istituzioni PDF Stampa E-mail
Scritto da Giulio D'Orazio   
mercoledì 03 ottobre 2007
Estratto dall'Inchiesta demodoxalogica sul postindustriale (Sidd, 1986)

L'economia ha sempre occupato una posizione dominante nella vita dell'uomo attraverso lo scambio dei prodotti e delle idee come risposta ai vari bisogni fisiologici, culturali, sociali. Così come, nonostante secoli di civilizzazione, l'umanità ha conservato pulsioni e schemi ripetitivi, perchè rispondenti ad una esigenza interiore di consonanza tra il pensato ed il vissuto, tra le aspirazioni ed i bisogni. L'avvento del post industriale potrebbe caratterizzarsi per una profonda mutazione delle istituzioni, come avvenne con la Rivoluzione francese e, ancor prima, con il conferimento del potere in base a motivazioni esterne alla natura dell'uomo. Infatti il potere decisionale o di giustizia è stato prima prima affidato al patriarca, poi al re ed infine all'istituzione repubblicana e allo stato moderno.

L'umanità ha sempre delegato agli altri la disciplina dei rapporti sociali e la conoscenza di quanto non vissuto: alla politica la gestione della società, alla religione i rapporti con la metafisica e agli scienziati ed intellettuali la creatività. Da una parte ha delegato tutto ciò che ha attinenza con la collettività ed i valori (quindi che è esterno all'uomo), dall'altra ha moltiplicato gli sforzi e le iniziative personali per soddisfare i bisogni.

Le istituzioni, e le relative modifiche, sono la conseguenza di ideologie divenute dominanti, che a loro volta traggono sostentamento da un diverso modo di lavorare e di avere rapporti. Caduto il mito della proprietà (ereditato dalla società agricola) e quello della produzione di massa (creato dalla società industriale) ci si avvia verso il terziario ove predomina la moltiplicazione delle idee. Quindi un futuro di cultura che, finalmente, arricchirà l'uomo facendo decadere la sua dipendenza dalla religione e dalla politica, che gli hanno espropriato la conoscenza diretta e personale dei problemi sociali ed ultraterreni.

Le idee stimoleranno l'umanità a gestirsi in proprio la vita ed i rapporti con gli altri e il non conosciuto. Questo sarà possibile perchè con l'avvento del vilaggio globale, senza limiti di spazio e tempo, si ricostruirà un'unica matrice culturale antropologica così come era all'inizio del cammino umano, conservando però ciascuno le sue caratteristiche personali dovute all'impronta genetica, psicologica ed intellettuale. Si vivrà in una rete di mini-universi integrati.

Con la caduta dell'impero romano venne la decadenza del potere centrale e delle città ed il riflusso verso un frantumarsi anarchico di forze locali sempre più rurali ed incomunicanti fra loro. Oggi siamo ad una svolta che ripete esperienze passate, ma la telematica supera l'incomunicabilità e la cultura rende possibile e necessario lo scambio delle idee e delle esperienze, allargando i confini e le possibilità di comunicazione.

Con la riscoperta dell'uomo e della natura prendono corpo nuovi valori che traggono alimento dalla fiducia in se stessi di saper far fronte agli eventi sociali e naturali senza concedere deleghe ad altri. Anche lo scambio dei prodotti e delle conoscenze avverrà attraverso imprese gestite in proprio, o sul piano personale, per sottrarsi alla rigidità dei meccanismi statali o di ingranaggi ove il potere decisionale è in mano a pochi addetti. Basta vedere quanta consistenza hanno avuto in questi anni le mini-imprese e i lavori non previsti o regolati dalla disciplina legslativa o contrattuale (part-time, job-creation, lavoro nero, ecc.). Nel post industriale l'individuo se la dovrà cavare da solo altrimenti non sopravviverà. Per questo motivo abolirà qualsiasi tipo di mediazione collettiva per passare a forme di mini-associazionismo (di produttori, di utenti, culturale o ricreativo, ecc.) come prima tappa per una riforma dello Stato e dei poteri decisionali, perchè la possibilità di comunicare immediatamente e direttamente rende inutile, e a volte dannosa, l'intermediazione degli altri o delle istituzioni. Ed anche perchè prenderà sempre più coscienza che la delega ha portato l'umanità sull'orlo di catastrofi nucleari o ecologiche.

La svolta consisterà in una apparente anarchia derivata dalla multiformità di direzioni e decisioni, per cui la gente considererà se stessa non come facente parte di un gruppo omogeneo ma, ha detto Alvin Toffler, come individui differenziati, ciascuno coi propri bisogni e desideri.

Ultimo aggiornamento ( martedì 20 novembre 2007 )
 

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