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Parto e allattamento naturali PDF Stampa E-mail
Scritto da Antonella Liberati   
sabato 06 ottobre 2007

Il 21 settembre scorso si è svolto, a Genzano di Roma, un interessante, quanto fattivamente propositivo convegno sulla realtà dei parti cesarei e le modalità per favorire il recupero totale dell'allattamento al seno, con tutti i benefici che ne derivano e ne possono derivare. Il convegno ha riunito consapevoli responsabili del settore, offrendo la condivisione di normative, linee guida ed esperienze. Persone, professionisti, operatori autocritici del loro ruolo e donne hanno denunciato un ulteriore incremento del fenomeno di medicalizzazione della gravidanza, del parto e l’esigenza di recuperare la naturale competenza femminile di partorire e allattare al seno secondo i ritmi fisiologici e naturali.

Il 6 giugno 2006 l’ISTAT ha pubblicato la sua indagine quinquennale su gravidanza, parto, allattamento. I risultati dell’indagine confermano l’incremento della medicalizzazione del parto. L’Italia è il paese dell’Unione Europea con il più alto numero di parti con taglio cesareo; la percentuale è oltre il doppio della quota massima del 15% raccomandata nel 1985 dall’Organizzazione mondiale della sanità (si passa dal 29,9% nel 1999-2000 al 35,2% nel 2004-2005).

Non solo selezionare la fisiologia dal rischio è possibile, ma è addirittura indispensabile, per evitare che il livellamento assistenziale della normalità con il rischio abbia ricadute che si ripercuotono sia a livello medico sia a livello sociale e culturale.

A tal fine si sono confrontate le esperienze di diversi presidi ospedalieri presenti nel territorio e nel Lazio (ospedali di Anzio, Marino, Velletri, Genzano e Viterbo). Presidi ospedalieri che hanno disparità di percentuali molto grandi di numero di tagli cesarei (dal 23% circa al 40% circa) e modalità, protocolli di gestione diversi. Laddove si medicalizza maggiormente l’evento e non si affida la gestione della fisiologia all’ostetrica, nel rispetto delle sue capacità, responsabilità e autonomia professionale, si assiste a una percentuale crescente di tagli cesarei e di ricorso a tecniche mediche di analgesia farmacologica.

E' stata evidenziata anche l'importanza del il ruolo che le varie forme di comunicazione alle gestanti e ai loro familiari - diretta, indiretta, occulta possono avere e comunque hanno. Ogni comunicazione va analizzata per quello che veramente trasmette. Gestazione e parto non sono e non possono essere un “business” commerciale o di sistema. Il latte in polvere non è soltanto caro: è anche una pessima abitudine alimentare, foriera di mille patologie future, che in nessun modo può sostituirsi in qualità al latte materno della propria specie. Sono state avanzate concrete proposte basate su una lunga, sperimentata, innovativa pratica. In effetti, le “innovazioni” sono costituite da tutti quei tentativi di porsi in un atteggiamento di ascolto, disponibilità ad adeguarsi alla fisiologia delle donne madri-nutrici e a un continuo auditing del proprio comportamento (tanto delle madri/nutrici che del personale specializzato che le segue o dei loro familiari, oltre che degli organi gestionali), delle pratiche maieutiche, in continua autocritica positiva, per il recupero di consapevolezze e autonomie decisionali e naturali. In tal senso, vanno recuperati sia la conoscenza che il rispettoso uso della realtà fisiologica, perfetta nelle sue dinamiche naturali, che purtroppo nel tempo hanno subito troppe interpolazioni, fino all'abuso e/o all'inutile impiego di pratiche che tendono più a ingenerare situazioni patologiche e parapatologiche, anziché a risolverle o prevenirle.

La ricca e numerosa partecipazione dei congressisti ha evidenziato che gli argomenti trattati, oltre a essere di estremo attuale interesse, hanno bisogno di più spazio congressuale, formativo ed operativo. La ricchezza e validità delle esperienze riportate, le giuste autorevoli critiche al sistema generalmente in vigore, la ricca partecipazione all'evento, tutto dice che va recuperato al meglio tutto quanto di fisiologico esiste in gestazione, parto eutocico, allattamento al seno a richiesta, da mantenere tanto più a lungo quanto è possibile.

La normativa corretta già esiste. Dal 1985 esistono le raccomandazioni dell’OMS in materia di gravidanza, parto e allattamento che hanno provato l’inutilità o addirittura la nocività di molte pratiche di routine messe in atto durante il parto, ad esempio: la rasatura del pube, il clistere, il travagliare e partorire in posizione supina, l'aspirazione del muco del neonato, il taglio precoce del cordone ombelicale, la soppressione del dolore, anziché la sua gestione in quanto sintomo di meccanismi fisiologici, il ritardare o negare la funzione della suzione al seno per puerpera e neonato, e via elencando. Successivamente nel 1995 un gruppo di epidemiologi ha analizzato tutta la ricerca esistente in ostetricia negli ultimi vent’anni, scegliendo gli studi più seri raccolti nel volume Cure appropriate per la gravidanza ed il parto.

Queste ricerche proseguono, sono aggiornate nella Cochrane Library, confermano ampiamente le raccomandazioni dell’OMS e sono entrate nella storia dell’ostetricia come “evidenze scientifiche”. Vanno applicate e si deve controllare, poter controllare, che il sistema operi univocamente, ricordando sempre a tutti i collaboratori all'assistenza - indipendentemente dalle loro funzioni o dal loro livello e area di competenza - che si sta sostenendo un fenomeno naturale, partecipando con madre e bambino al loro esclusivo diritto di autoamministrare il periodo utile al passaggio del testimone della vita.

Infine, madre e bambino non vanno “dimessi” e... dismessi: debbono poter continuare a contare sulla presenza e sul dialogo di tutti coloro che li hanno seguiti, fino a quando ne sentiranno la necessità. E' buona pratica, nel tornare alla quotidianità domestica, che le puerpere siano contattate da un'ostetrica e che, comunque, sappiano a chi rivolgersi direttamente. Al convegno hanno riportato le loro esperienze e attività di collaborazione, ascolto e sostegno anche madri esperte, che spontaneamente o in associazioni, offrono alle nuove mamme la loro esperienza e vicinanza.

Si riportano, per quanto riguarda il sostegno e la promozione dell’allattamento materno, le raccomandazioni già da lungo tempo elaborate dall'Organizzazione mondiale della sanità e dall’Unicef, pubblicate anche su internet in un numero cospicuo di lingue con il titolo i "Dieci passi per il successo dell'allattamento al seno".

Ogni punto nascita e di assistenza al neonato dovrebbe:

  1. Definire un protocollo scritto per la promozione dell’allattamento al seno da far conoscere a tutto il personale sanitario.
  2. Addestrare il personale sanitario affinché possa mettere in pratica tale protocollo.
  3. Informare le donne già durante la gravidanza sui vantaggi e sulla conduzione dell’allattamento al seno.
  4. Aiutare le madri perché comincino ad allattare al seno entro mezz’ora dal parto.
  5. Mostrare alle madri come allattare e come mantenere la produzione di latte anche in caso di separazione dal neonato.
  6. Non somministrare ai neonati alimenti o liquidi diversi dal latte materno, salvo indicazioni mediche.
  7. Praticare il rooming-in, permettere cioè alla madre e al bambino di restare insieme 24 ore su 24 durante la permanenza in ospedale.
  8. Incoraggiare l’allattamento al seno a richiesta.
  9. Non dare tettarelle artificiali o succhiotti durante il periodo dell’allattamento.
  10. Favorire lo stabilirsi di gruppi di sostegno all’allattamento al seno ai quali le madri possano rivolgersi dopo la dimissione dall’ospedale o dalla clinica.

Si riportano altresì i “Sette passi per la promozione, protezione e sostegno dell'allattamento materno a livello dei centri sanitari territoriali” utili a sensibilizzare gli operatori in qualsiasi modo afferenti a gestazione, parto, allattamento, sostegno degli stessi.

Tutti gli operatori dei centri sanitari territoriali dovrebbero:

  1. Avere delle linee guida scritte sull’allattamento materno che vengano regolarmente comunicate a tutto lo staff sanitario.
  2. Aggiornare e formare tutto il personale coinvolto nella cura delle madri e dei bambini perché possa attivamente promuovere queste linee guida.
  3. Informare tutte le donne in gravidanza sui benefici e la gestione dell'allattamento al seno.
  4. Sostenere le madri nell'avvio e nel mantenimento dell'allattamento al seno.
  5. Incoraggiare l'allattamento al seno esclusivo e prolungato, con l'introduzione di alimenti complementari al momento appropriato.
  6. Offrire un ambiente accogliente e di supporto per le famiglie in cui è praticato l'allattamento al seno.
  7. Promuovere la cooperazione tra il personale sanitario, i gruppi che sostengono l'allattamento al seno e la comunità locale.

Oggi 6 ottobre, in occasione della Settimana mondiale dell'allattamento materno, presso la Casa internazionale delle donne, a Roma in via della Lungara 19 avrà luogo la "Giornata dell'allattamento materno" promossa dal Collegio delle ostetriche di Roma e dal Coordinamento collegi provinciali delle ostetriche del Lazio in collaborazione con la Leche League Italia - Lega per l'allattamento materno “La prima ora salva un milione di bambini”.

Ultimo aggiornamento ( martedì 20 novembre 2007 )
 
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