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Scritto da Giulio D'Orazio
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sabato 13 ottobre 2007 |
Nel 1992 in una conferenza svolta ad Albano Laziale (Roma), per iniziativa dell'Associazione nazionale sociologi, sul tema "Giornalismo oggi, società domani" si affermò che l'umanità cambia solo apparentemente il modo di comportarsi.
Fu citato l'esempio delle file. Sono connaturali all'uomo, muta solo l'oggetto della fila. Allora, fu detto, la fila in Italia si faceva negli uffici postali per riscuotere la pensione e nell'Urss (Unione delle repubbliche socialiste sovietiche) per acquistare il pane; tra qualche anno - si disse - gli italiani faranno la fila negli aereoporti per imbarcarsi per le vacanze all'estero e i cittadini russi la faranno davanti alle boutique. Così come gli inglesi la facevano per andare al cinema e oggi per acquistare i libri di successo. Altro esempio: una volta le famiglie ospitavano, nella casa in affitto, i nonni o i genitori che contribuivano con la loro pensione o le eventuali rendite al mantenimento delle spese di casa. Oggi i genitori o i nonni, proprietari dell'alloggio, accettano in casa i nipoti o i figli non in grado di sobbarcarsi l'affitto dell'appartamento. Cambiano i termini ma c'è sempre qualcuno che riceve e qualcuno che dà. Fino a quando la società sarà come quella attuale si ripeteranno schemi e comportamenti usuali, specie in Italia ove le caste dominanti sono composte da generazioni di settantenni al potere da più di quarantanni e mai rinnovatesi culturalmente e socialmente. |
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Ultimo aggiornamento ( martedì 20 novembre 2007 )
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