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Scritto da Giulio D'Orazio
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Sabato 03 Novembre 2007 02:00 |
Pubblicato il 24 ottobre 2004 su Demodossalogia e opinione pubblica
Dopo il romanzo Addio Rafael, amico mio e la raccolta di poesie Momenti di vita, usciti nel 2003, Dora Drago Lopez Jordan ha pubblicato per l'Editrice Letteraria Internazionale (Ragusa, 2004), nella collana "libroitaliano", il saggio La letteratura medioevale europea nelle sue radici classiche e cristiane.
Il libro propone una sintesi della letteratura medioevale francese, spagnola, germanica e inglese partendo dal presupposto della omogeneità della cultura europea, nel duplice segno della cultura classica e cristiana. Un saggio quanto mai d'attualità, specie dopo il contrastato varo della costituzione europea, che si avvale della presentazione della docente universitaria Cecilia Gatto Trocchi. Nel post scriptum che riportiamo integralmente l'autrice afferma: "Abbiamo fin qui tracciato un breve excursus delle manifestazioni letterarie nei vari paesi dell'Europa medioevale ed abbiamo sottolineato quanto questi, anche quelli geograficamente più lontani dai centri in cui nacque e fiorì la civiltà occidentale, cioè classica e cristiana insieme, abbiano di tale civiltà assimilato cultura e ideali, costituendo quasi una sorta di repubblica europea delle lettere e dello spirito. Vogliamo chiudere queste brevi note con l'augurio che la meravigliosa lezione di humanitas, di bellezza e di amore tramandataci dai nostri padri non venga vanificata da influenze di civiltà lontane dalla nostra. Però, come la civiltà ellenica si arricchi con l'apporto delle civiltà orientali a cui si era accostata e divenne ellenistica; come la civiltà del negotium divenne classica, cioè greco-latina (Graecia capta ferum victorem cepit) a contatto col mondo greco; così se, (come i tempi promettono o minacciano) anche la globalizzazione renderà, oggi e ancor più domani, assai stretti e profondi i contatti tra le varie civiltà attualmente presenti nel mondo, allora esprimiamo l'augurio che da tali contatti possa nascere una civiltà più ricca e veramente rispettosa dell'uomo. Il cammino dell'Umanità, anche quando sembra che essa stia per precipitare in un abisso senza fondo, è inarrestabile e dalle ceneri della civiltà del passato potrà sorgerne sicuramente una nuova, più splendida, più umana e più ricca della precedente. Quod est in votis. Il Vico insegna."
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Ultimo aggiornamento ( Martedì 20 Novembre 2007 15:01 )
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