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Sistemare i precari PDF Stampa E-mail
Scritto da Giulio D'Orazio   
Giovedì 15 Novembre 2007 02:00

L'odierna società, con sempre maggiore asprezza rispetto al passato, sta divenendo una società apparentemente aperta e collaborativa ma in realtà organizzata su una molteplicità di caste e congreghe varie che si alleano tra loro a danno di altre formazioni.

L'indulto che ha visto uscire dalle carceri oltre ventimila detenuti, sbandierato come provvedimento sociale, in realtà servì per agevolare determinati personaggi evidentemente potenti nell'ambiente politico e finanziario. La cancellazione del reato penale (ora reintrodotto dal governo di Romano Prodi) per il falso in bilancio, trasformato in semplice sanzione pecuniaria, coprì le malefatte finanziarie di specifiche aziende. E così via, il tutto decretato per legge nell'intento di una necessità voluta dal popolo e nell'interesse generale del Paese.

Non c'è niente di più falso dietro le affermazioni che certi provvedimenti si prendono per tutelare la generalità dei cittadini italiani. Che molti, anche moltissimi cittadini possano beneficiare di provvedimenti conclamati al passo con i tempi e con l'evoluzione sociale non lo mettiamo in dubbio: resta il fatto che non sono quasi mai varati con l'intento dichiarato.

Prendiamo i lavoratori precari. Una categoria, perlopiù di giovani, che non può programmare un futuro e in quanto tale è indifesa e psicologicamente sfiduciata; quindi svantaggiata rispetto ad altre categorie. Meriterebbe dei provvedimenti sociali di compensazione per essere alla pari di altri lavoratori. Nell'attuale programmazione economica nazionale in discussione al parlamento c'è, finalmente, un provvedimento in loro favore: il passaggio al tempo indeterminato. Bene, bravo, direbbe chiunque, ma non è così. Il provvedimento non è per tutti i precari ma solo per alcuni, così come l'uscita dal lavoro usurante è fissata per quote e non per tipo di lavoro, alla scadenza dell'età pensionabile. E' come vincere alla lotteria. Ma il premio non viene concesso per estrazione tra tutti gli aventi diritto ma sarà applicato con ordinanze sindacali. Quindi si ripropongono contrapposizioni in seno alle stesse categorie ove avranno la meglio coloro che si saranno organizzati in congrega.

Nella sistemazione dei precari l'ingiustizia è evidente e qualcuno l'ha pure velatamente denunciata. Si prevede la sistemazione dei precari nel pubblico impiego e in limitatissime aziende, che si suppone scelte per trattativa e non per finalità. L'imbroglio è all'origine. I precari sono assunti su segnalazione dei centri privati di avviamento al lavoro che sono sorti dopo lo scioglimento dell'inutile ufficio ministeriale per il collocamento. Centri che hanno avuto, per legge, le competenze del disciolto ufficio pubblico. Ma le nuove agenzie private di intermediazione del lavoro sono sorte e gestite da personaggi vicini ai sindacati, a correnti di partito o frange industriali, spesso in accordo territorialmente tra loro. Quindi i precari assunti sono la manovalanza elettorale di vere e proprie confraternite che con la legge in esame verrebbero definitivamente sistemati per ricompensare la loro fedeltà politica. Alla faccia del merito e del bisogno.

Ultimo aggiornamento ( Martedì 20 Novembre 2007 15:15 )
 
 

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