Dopo la prima, di cui abbiamo dato notizia lo scorso sabato, segnaliamo anche la seconda cinquina di lezioni del nostro corso di demodoxalogia.
La sesta lezione chiarisce l'atteggiamento degli accademici italiani nei confronti dello studio dell'opinione pubblica, perlomeno sino alla fine degli anni Settanta dello scorso secolo, come risulta dai dizionari di sociologia che ignoravano i concetti di pubblico, folla, e spesso anche di opinione pubblica, sostituiti dalla indistinta "massa", mentre per esempio il dizionario di sociologia di George e Achilles Theodorson (Marotta, Napoli,1969) già dava le corrette definizioni; quelle stesse coniate sin dagli anni Trenta dello scorso secolo dalla demodoxalogia. La puntata dà inoltre conto, con un'ampia carrellata, dei vari autori del Novecento che si sono occupati in particolare del fenomeno "opinione pubblica", partendo da Gustave Le Bon (Psicologia delle folle, Longanesi, 1980) e, via, via, sino a Paul Lazarsfeld e John Naisbitt (Megatrends, Sperling & Kupfer, 1984) con l'analisi dei contenuti. Quello che i demodoxaloghi applicavano sin dalla fine degli anni Venti del Novecento col termine di effemerocritica. La settima lezione concerne esclusivamente la prima dispensa universitaria sulla demodoxalogia, pubblicata nell'anno accademico 1948-49 dall'università internazionale per gli studi sociali Pro Deo (ora Luiss), voluta da Felix Morlion. In essa Federico Augusto Perini-Bembo, allievo, assistente e sostituto di Paolo Orano (già rettore dell'università di Perugia), traccia i princìpi della disciplina specificando i concetti di folla, pubblico ed effemerocritica. Nell'ottava lezione si sintetizza la seconda dispensa universitaria, edita il 10 novembre 1951 dalla tipografia Conti-Proda per conto delle edizioni Ateneo. Il testo indroduttivo alla demodoxalogia che, da allora in poi, divenne la dispensa per i corsi di perfezionamento in demodoxalogia, svolti in seno alla libera cattedra di Storia del giornalismo presso la Facoltà di scienze politiche dell'università di Roma (Sapienza) sino all'ultimo corso svolto da Federico Augusto Perini-Bembo nel 1988. Una dispensa - suddivisa in tre parti e introdotta dalle "avvertenze preliminari" - che indicava le basi fondamentali, rimaste inalterate nel tempo, della disciplina. Esiste la scienza dell'opinione? Si chiede la nona lezione affrontando le definizioni di demologia e dossalogia per poi classificare i vari pubblici: obiettivi, soggettivi, virtuali e complessi. Infine la decima lezione, dopo aver dato conto degli studiosi del Novecento, esamina le caratteristiche peculiari di folla e pubblico ipotizzando una scienza del giornalismo quale conseguenza del "quotidianismo" degli antichi romani e quale multiforme espressione dell'opinione pubblica.
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