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Scritto da Giulio D'Orazio   
lunedì 03 dicembre 2007
Pubblicato su Demodossalogia e opinione pubblica il 2 gennaio 2006

Il 21 marzo (equinozio di primavera) del 1943, presso la Guaita del Monte Titano, il conte Pietro Silvio Rivetta (Toddi) costituì la Scuola del benessere integrale per divulgare la sua dottrina del "massimo rendimento". La dottrina di Toddi afferma principalmente una realtà iperfisica - ossia più concreta ancora di quella fisica - e permanente; le cui prime ricerche, esperienze e riflessioni avevano avuto inizio nel marzo del 1913. Dalla dispensa del corso libero svolto all'università di Roma nell'anno accademico 1948/49 riportiamo alcune enunciazioni per chiarire ai lettori l'impostazione della dottrina divulgata da Toddi.
  • La personalità umana completa (anima e corpo) è permanente in aeternum, senza possibilità di scissione dei due componenti, ciascuno dei quali non è il composto: Anima Abrahae non est Abraham sed pars eius (S. Thom., Summa Theol.). Separare i due componenti implicherebbe la distruzione del composto, ossia provocherebbe l'ulteriore inesistenza dell'individuo (in-dividuus indivisibile) [...]
  • Nulla avviene inutilmente: Natura nihil facit frustra. La natura sceglie la via più utile, ossia più redditizia. Perciò "non è possibile accorciare le vie della Natura" (Leonardo da Vinci); "Natura non opera con molte cose quello che può con poche" (Galileo Galilei).
  • La materia non vivente ubbidisce ineluttabilmente (deterministicamente) a questa legge: soltanto un essere vivente può allungare, complicare, rendere cioè meno redditizio (ai fini vitali) i processi fisici, che per loro natura sono i più semplici, i più facili, i più redditizi. [...]
  • Nel mondo fisico tutto avviene deterministicamente, ossia dalla causa efficiente e per la causa finale si svolgono ineluttabilmente i processi della materia. "Chi conoscesse, in un determinato istante, la posizione e la direzione di tutti gli atomi, potrebbe prevedere tutti gli eventi fisici fino alla fine del mondo" (Laplace).
  • Io posso lanciare o non lanciare in aria o contro un muro una palla: essa ubbidirà ineluttabilmente alle leggi fisiche del moto, dell'elasticità dei corpi, della resistenza dei solidi e dei gas: descriverà una traiettoria determinata, la quale non può esser diversa. Io sono libero di immergermi o non immergermi in una vasca, eseguire o no i movimenti per nuotare: ma il mio corpo galleggerà secondo quell'insieme di leggi fisiche che formano il principio di Archimede, e mi manterrò a galla e sarò in moto solo se i movimenti muscolari (volontari) saranno adatti a sfruttare le leggi fisiche cinematiche (del piano inclinato e delle resistenze) in modo da averne il rendimento al fine propostomi (nuotare) [...]
  • Potremmo esprimere con la formula SM3 (in cui S=spirito, anima e M=materia, corpo) il composto uomo, così come in chimica, la formula H2O esprime che l'acqua è un composto di idrogeno e di ossigeno. E' perciò illusorio cercare nell'uno o nell'altro dei componenti, separatamente, le proprietà del composto, così come sarebbe assurdo cercare nell'idrogeno o nell'ossigeno i caratteri e le proprietà dell'acqua; l'idrogeno è un gas ed è combustibile, l'ossigeno è un gas ed è comburente: l'acqua è un liquido che non è ne combustibile nè comburente: non brucia nè alimenta il fuoco [...]
  • Non si può essere di buon umore né di cattivo umore senza che ciò non abbia una ripercussione fisiologica. Parimenti non v'è alterazione umorale, ormonica, metabolica, circolatoria, nervosa, digestiva, la quale non implichi conseguenze psichiche. Sotto un eccesso spastico di emicrania il più geniale dei matematici non potrà applicarsi alla soluzione di un problema con la stessa limpidità mentale con la quale egli può risolverlo allorquando il suo cervello sia in condizioni fisiologiche normali; [...] L'emicrania è un malessere del corpo o dello spirito? E' un malessere dell'uomo (anima + corpo SM3).
  • Il gesto e la mimica sono la prova dell'intima interdipendenza tra anima e corpo [...]
  • In ogni punto dello spazio tutto permane quale avvenne nell'istante in cui avvenne. Ove qualcosa è avvenuto, qualcosa è avvenuto. Non fu vero che qualcosa è li avvenuto: è e sarà perennemente vero che qualcosa lì avvenne.
  • Contro l'apparenza fenomenica del movimento sta la realtà concreta (iperfisica) dell'immobilità: oltre l'illusorio divenire è l'essere.

Traslando alcuni concetti della Scuola di Toddi (del quale fummo allievi nel suo ultimo anno di vita), abbiamo esteso il passaggio dal singolo al plurale, cioè dall'individuo alla collettività ricercando i nessi tra scienze sociali e scienze naturali e quindi ritornando all'impostazione di Auguste Comte con la sua fisica sociale. Ulteriori informazioni sul pensiero di Toddi i lettori le potranno ricavare dalla lezione 29 del corso online di demodoxalogia.

 

Ultimo aggiornamento ( lunedì 03 dicembre 2007 )
 

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