Il presidente onorario della Sips, Carlo Bernardini, su Scienza e Tecnica di ottobre scorso (anno LXX n. 446) ha chiarito il ruolo della Società italiana per il progresso delle scienze, fondata nel 1839 ma ricostituita a Parma nel 1907 ad opera del matematico Vito Volterra.
Volterra, nel recuperare un'antica associazione scientifica, "aspirava ad inserire il nostro Paese - ha scritto Bernardini - in una comunità internazionale, la comunità scientifica che stava cambiando radicalmente il mondo intero". Nel delineare un quadro per il futuro, l'articolo ricorda l'impegno dello scienziato Volterra nell'aggregamento di tutti i saperi in quanto "la pluralità e diversità dei linguaggi e dei problemi specialistici non implicano affatto l'incompatibilità degli interessi scientifici. Anzi, questa è un'occasione in più per creare dei ponti che colleghino le varie scienze come già avviene in alcuni settori (bio-medicina, bio-chimica, bio-fisica, geo-fisica, chimica-fisica,ecc.) da molti decenni e con risultati davvero entusiasmanti". Un discorso che i demodoxaloghi portano avanti da decine e decine di anni. Non per nulla l'VIII convegno nazionale di Mira, il 13 maggio 2000, sul tema "Scienza, società ed opinione pubblica", aprì i lavori pomeridiani con la tavola rotonda incentrata su "Convergenze intellettuali e costanti scientifiche: il contributo della demodossalogia" cui parteciparono Mariano Bianca (filosofia), Michele Marotta (sociologia), Umberto Melotti (sociologia politica), Matteo Mazzato (critico d'arte), Fausto Tapergi (scienze e filosofia) e Giulio D'Orazio (demodoxalogo). Riflessioni che erano già state esposte dai demodoxaloghi proprio alle varie Riunioni della Sips, rifacendosi anche al suo statuto associativo che prevedeva l'interdisciplinarietà degli appartenenti, delle commissioni di studio e degli scopi. Ricordiamo, in particolare, le comunicazioni: - "L'acqua un bene fondamentale nel rapporto territorio-popolazione-risorse" alla LXI Riunione del 1991 a Catania, dove nelle conclusioni tra l'altro si affermava: "Dato che c'è una stretta interdipendenza tra l'uomo e l'ambiente, tra le scienze naturali e quelle sociali e che le più importanti leggi chimico-fisiche e biologiche possono essere prese come riferimento per analoghe costanti rilevabili nel campo sociale, possiamo dire che il rapporto territorio-popolazione-risorse è un parametro fondamentale per le scienze naturali come per le scienze sociali";
- "Le costanti nei fenomeni biologici collettivi: problematiche per una teoria unificante delle scienze" alla LXII Riunione del 1993 a Viterbo, ove: "senza pretendere di indicare nuovi campi di studio o di enunciare teorie vorremmo richiamare l'attenzione degli studiosi presenti sulle problematiche della connessione fra biologia e fenomeni sociali. Il nesso è evidente: ogni azione o fenomeno sociale è compiuto o è conseguenza di atti decisi o interpretati da esseri umani; da una moltitudine di viventi che pensano ed agiscono secondo schemi acquisiti mediante la cultura ed una ontogenesi correlata all'ecologia";
- "Ipotesi di lavoro per degli elementi di convergenza tra natura e cultura" alla LXIII Riunione del 1995 ad Urbino, in cui tra l'altro gli atti recitano: "Una visione dell'insieme, nei secoli e nell'Universo, ci suggerisce un comune comportamento fra gli organismi viventi, anche a livello micro: il singolo vivente (umano, animale o vegetale) tende a raggrupparsi e - attraverso lo scambio - a creare sistemi integrati soggetti a specifiche variabili (clima, risorse, cultura, ecc.)".
Coloro che conoscono la demoxalogia o seguono il corso online sanno che tali argomenti sono stati dibattuti dai ricercatori della Sidd e risultano trattati anche in Lineamenti di sociologia dell'emigrazione (edita nel 1987 e disponibile in diverse biblioteche a Roma, Firenze, Torino e Bari come indicato nel catalogo SBN). E' quindi con piacere che possiamo constatare che dopo sedici anni, in seno alla Sips, qualcuno ha raccolto le proposte dei demodoxaloghi. |