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Cultura europea PDF Stampa E-mail
Scritto da Maria Teresa Thibault   
martedì 11 dicembre 2007

Lunedì 17 dicembre alla facoltà di sociologia della La Sapienza si svolgerà un incontro su "Unione europea: un unico Stato con una miriade di lingue e dialetti". Trattasi della riscoperta dell'Europa unita da parte di alcuni docenti della facoltà, una riscoperta tardiva che non ha certamente contribuito a formare una coscienza europea ed una visione unitaria.

In proposito riportiamo quanto ha scritto la decana dei demodoxaloghi Dora Drago Lopez Jordan nel suo saggio su La letteratura medioevale europea, nelle sue radici classiche e cristiane (Libroitaliano, Ragusa, 2004):

Il Berchet nella Lettera semiseria afferma che Omero, Shakespeare, Calderon, Camoens, Racine, Schiller sono per lui italiani, come Dante, Ariosto, Alfieri, perché "la repubblica delle lettere è una e i poeti ne sono tutti indistintamente concittadini".

Ugualmente il Manzoni, in un verso nel carme In morte di Carlo Imbonati dice di Omero: "E patria egli non ebbe altro che il Cielo". Ecco l'idea della supernazionalità delle lettere e quella, implicita e ricorrente nei secoli, delle divinità dei poeti e degli artisti in genere.

Abbiamo dunque il dovere di studiare le opere dei grandi del passato, a qualunque paese essi appartengono, perché sono tutti ugualmente "nostri"; abbiamo il dovere, che è anche nostro diritto e nostra gioia profonda, di rivivere nel nostro animo quelle emozioni e quei sentimenti che li hanno ispirati, per sentirci vicini ad essi, per comprendere meglio lo spirito e la lezione eterna di "humanitas" e di bellezza che li ha ispirati [...]

E' quindi particolarmente importante oggi, e ancor più domani, quando l'unità europea sarà un fatto totalmente compiuto, essere ben consapevoli di ciò che ci unisce culturalmente e spiritualmente, di quanto cioè la cultura europea sia debitrice di quella italiana e di quanto questa a sua volta debba a quella europea o per meglio dire "occidentale". [...]

La matrice della nostra cultura dunque è europea ed è europea perché cristiana ed erede di quell'immenso patrimonio letterario, filosofico, artistico, scientifico che è la civiltà greco-latina. Gli spiriti cristiani hanno vissuto drammaticamente il contrasto con la civiltà "pagana" che rifiutavano perché fiorita al tempo "degli dei falsi e bugiardi", ma di cui riconoscevano il valore e la grandezza. [...]

Lo stesso Gregorio Magno, che pure in una lettera rimproverava a Desiderio, vescovo della Gallia, di insegnare le leggi della lingua e dello stile latino ("non è giusto - egli scriveva - che nella stessa lingua in cui si sono cantate le lodi di Giove, si cantino quelle di Cristo") è egli stesso un delicato poeta in lingua latina.[...]

Abbiamo fin qui tracciato un breve excursus delle manifestazioni letterarie nei vari paesi dell'Europa medioevale ed abbiamo sottolineato quanto questi, anche quelli geograficamente più lontani dai centri in cui nacque e fiorì la civiltà occidentale, cioè classica e cristiana insieme, abbiamo di tale civiltà assimilato cultura ed ideali, costituendo quasi una sorta di "repubblica europea delle lettere e dello spirito".

 

Ultimo aggiornamento ( martedì 11 dicembre 2007 )
 

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