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Scritto da Giulio D'Orazio
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Martedì 18 Dicembre 2007 02:00 |
I demodossaloghi hanno un pregiudizio di fondo nelle loro osservazioni: ritengono che, perlopiù, si è soliti parlare secondo opinione e non secondo realtà. Specie i politici che lo fanno per partito preso: elogiare la propria parte e criticare l'avversario. Da un tale tipo di approccio ai problemi nascono tutte le distorsioni, incongruenze e situazioni che non risolvono i casi in questione ma li aggravano.
Facciamo un esempio. A proposito di immigrazione ci si scandalizza perché tra la criminalità troviamo un alto tasso di immigrati. Statistiche alla mano, dato che percentualmente il numero degli immigrati incappati nella violazione della legge è di gran lunga superiore a quello degli italiani, si è portati a concludere che tutti coloro che dal Terzo mondo vengono in Italia sono dei delinquenti. Che ci siano degli immigrati che vengono già con lo spirito di commettere atti illegali non lo possiamo negare, certi spiriti ribelli ai codici imposti dalla società ci sono tra loro come tra noi; il socialmente diverso fa parte della componente ordinaria della società, è il grado di diversità che lo allinea tra i punibili e non punibili. Chi amministra la giustizia non deve guardare alla razza o fede religiosa dell'imputato ma all'osservanza delle leggi.
Affrontiamo ora il problema. Il sig. B che nel suo Paese si ciba solo di pane, e neppure tutti i giorni, vedendo (o qualcuno gli fa vedere) che in Europa c'è la cuccagna, tutti mangiano, si divertono e stanno bene, decide di approfittare di questo benessere, anche perchè il solo pane non fa crescere sani e ogni tanto un po' di nutella o una fettina di carne contribuirebbero alle difese immunitarie. Il sig. B sbarca, cerca un lavoro onesto ma non lo trova; dato che deve mangiare accetta qualsiasi compromesso: quello offerto dalle organizzazioni malavitose ove, una volta che si è entrati nel giro, non se ne esce più.
Il problema non è solo italiano ma europeo. L'invasione degli affamati non è un fenomeno passeggero ma connesso all'ecosistema, anche ammesso che riusciremo, con una politica comunitaria, ad evitare gli sbarchi verranno dalla Turchia e dai Balcani. Li sospinge un miraggio: quello di una vita migliore.
L'Europa fa cadere a pioggia qualche aiuto, non concentra le risorse destinate ai paesi ancora non sviluppati su pochi progetti, destinati a creare risorse e sviluppo in loco; la vera alternativa all'emigrazione.
Grazie alla nuova tecnologia basterebbe portare l'acqua marina, notoriamente dannosa per le piantagioni a causa dei sali contenuti, ai paesi che si affacciano sul Mediterraneo o in Somalia; si svilupperebbe l'agricoltura mettendo in moto l'economia locale. Basterebbero due o tre piattaformi marine, una squadra di formatori professionali in agricoltura e la licenza (dell'ultimo ritrovato di una tecnologia tutta italiana) per filtrare l'acqua marina e renderla consona agli usi irrigui, cosa sino ad oggi possibile solo per la conversione in potabile ma non irrigua.
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Ultimo aggiornamento ( Domenica 16 Dicembre 2007 08:48 )
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