Alcune direttive dell'Unione Europea stabiliscono come determinati materiali immessi sul mercato comunitario siano marchiati CE, al fine di assicurare che tali oggetti siano forniti dei requisiti essenziali di sicurezza (RES).
Prima di fare un acquisto è bene mettere a confronto i prezzi e le prestazioni di due o più prodotti analoghi, evitando di farsi persuadere dai messaggi pubblicitari. Quando è possibile si cercano le informazioni dalle "schede tecniche" allegate alla merce, a condizione che queste siano "leggibili", contengano i parametri essenziali e non siano mirate solo ad esaltare il prodotto. La Legge prevede infatti le "informazioni al consumatore", con le indicazioni relative al prodotto riportate su una scheda, non come una serie di aggettivi più o meno insignificanti o incomprensibili, bensì come insieme di dati specifici, quali, ad esempio, la composizione bromatologica riportata sulle confezioni alimentari. Alcuni prodotti devono obbligatoriamente contenere avvisi di pericolo, in base alla loro natura, o all'età del fruitore. Quando si tratta di materiali complessi, come gli elettrodomestici, le macchine e simili, devono essere corredati da "manuali d'istruzione per l'uso". Lo scopo di tale informazione è quello di tutelare il consumatore. Si vuole evitare a chiunque di entrare inconsapevolmente a contatto con oggetti che possano risultare dannosi per la salute e di impedire potenziali pericoli dovuti all'uso improprio del prodotto. L'acquisto di materiale elettrico può essere facilitato quando viene scelto un prodotto con il marchio IMQ (Istituto per il marchio della qualità); questo consente il risparmio di tempo in valutazioni tecniche, in quanto c'è la garanzia che l'oggetto in acquisto è conforme alle migliori caratteristiche tecniche (standard) di qualità di quel momento. Per tutta la merce in generale è preferibile orientarsi su prodotti immessi sul mercato da aziende che sono state certificate ISO 9001 da organismi tecnici accreditati. Questo perché tale certificazione assicura che il fornitore è in possesso dei requisiti necessari per realizzare un prodotto rispettoso delle norme di qualità; il che equivale a dire che la ditta ha un "sistema di qualità aziendale" riconosciuto. E' necessario evidenziare la distinzione fra "certificazione di sistema" e "certificazione di prodotto". La "qualità" scaturisce dall'esigenza di realizzare un prodotto conforme a certi parametri specificati da apposite norme tecniche (standard). Per ottenere questo risultato è necessario che il produttore documenti e mantenga un "sistema di qualità" attraverso il quale possa assicurare che il prodotto risulti - alle eventuali prove oggettive - come previsto. In teoria, la certificazione di sistema può offrire una apprezzabile tranquillità che il prodotto ottenuto sia di buona qualità; ma non è sempre così sicuro. Diverso è invece per la merce certificata, perché c'è un ente certificatore che ha verificato il materiale nel dettaglio, accertando che i suoi requisiti rispondono agli standard previsti dalla normativa vigente. L'acquirente, in genere il consumatore, rappresenta il "cliente esterno" che esprime il grado di soddisfazione per un prodotto o un servizio. Ogni persona, nel suo ruolo di risorsa umana, diventa parte dell'ambiente e, se addetto alla realizzazione di un prodotto o di un servizio, è il cliente "interno". Dell'ambiente fanno anche parte la materia che viene impiegata nella lavorazione, gli scarti finali che vengono restituiti al termine dei processi di trasformazione, il prodotto realizzato e quanto rimane dello stesso al termine del ciclo di vita. Il processo di lavorazione deve rispettare il requisito della sicurezza nei confronti del cliente interno. Il prodotto deve rispettare il requisito della sicurezza nei confronti sia del cliente interno che del cliente esterno. Il tutto si traduce graficamente in un triangolo equilatero, dove un lato rappresenta l'ambiente, un secondo lato la sicurezza e il terzo la soddisfazione del cliente. In un triangolo equilatero non è facile individuare il lato più importante. Un Sistema di Qualità degno di considerazione è appunto quello che porta avanti una politica sulla Qualità basata sui tre aspetti: ambiente, sicurezza e soddisfazione del cliente. Nei paesi in cui è profonda la cultura dell'innovazione (Scozia, Svezia, Finlandia e altri), si vive una sorta di miglioramento continuo in tutto l'ambiente in tutti i suoi componenti e relative interazioni socio - produttivo - economico - finanziario - amministrativo - formativo - informativo - territoriali. Il miglioramento continuo si ottiene per mezzo di un team di controllo che deve continuamente verificare l'operato del Sistema, intervenendo con opportuni riesami, in cui partecipano tutte le discipline, per intervenire sui vari processi e renderli sempre più efficaci per il raggiungimento degli obiettivi prefissati. Non tutti gli ambienti di lavoro consentono un agevole ed adeguato controllo mirato al rispetto della qualità e più nello specifico della sicurezza. Si consideri un cantiere edilizio oppure un centro siderurgico. Sono attività estremamente complesse, suscettibili di imprevisti, dove al normale controllo sul corretto funzionamento e sull'impiego di adeguati dispositivi di sicurezza si aggiunge una dettagliata e scrupolosa pianificazione di verifica dello stato di manutenzione delle strutture aziendali. Al miglioramento concorrono le installazioni di nuovi dispositivi tecnici, le applicazioni di nuovi metodi e le mirate simulazioni di emergenza da applicare soprattutto nei settori con alto livello di rischio. Ogni volta che si attuano sostanziali modifiche tecniche è necessario fare il riesame del piano della sicurezza ed aggiornare le procedure interessate dai cambiamenti. Tutte le incombenze che comportano i controlli sopra citati non possono essere affidate a coloro che già operano in determinati settori, come al capo cantiere, al capo fabbrica, al direttore della produzione o altri. Si tratta di un lavoro specifico e scrupoloso che deve essere eseguito di continuo e può essere svolto da un team di persone adeguatamente formate con una figura rappresentativa che, oltre a godere di una certa autonomia, deve avere contatti diretti con il vertice aziendale. Generalmente il team in questione si occupa, sia di sicurezza aziendale sia di ambiente. Per quanto riguarda la soddisfazione del cliente, è preferibile l'impiego di un altro team di persone con competenze esclusive sulle procedure relative al ciclo produttivo. L'assenza di teams di controllo come quelli sopra indicati, lascia liberi gli utilizzatori e/o gli addetti nelle aziende di mettere a prova la loro creatività, arrivando perfino a manipolare i dispositivi di sicurezza, con il rischio di compromettere il regolare funzionamento di macchine e/o apparati. Purtroppo, la manomissione di tali accorgimenti può avere conseguenze letali. Agli incidenti avvenuti seguono generalmente una serie di giustificazioni senza senso che hanno spesso a che fare con la scarsa disponibilità delle risorse e/o la necessità determinata dalla concorrenza del prodotto/servizio sul mercato. Da Cinque, un giornale locale dei Castelli Romani, del 06 dicembre 2007, si parla di un killer sui treni italiani: "le porte". I delegati RSU ed i rappresentanti dell'Assemblea nazionale dei ferrovieri parlano di circa ottocento infortuni in due anni e quattro morti negli ultimi mesi. Sembra che circa la metà dei treni in circolazione in Italia (intercity, espressi e parte regionali) non abbia i dispositivi atti ad impedire che qualcuno rimanga intrappolato tra le porte, con il treno già in moto. Si parla di una direttiva della società Trenitalia che, anche sui treni dove esiste il sistema che accende in cabina di guida una spia luminosa solo quando tutte le porte sono chiuse, si consente la partenza, affidando il controllo visivo al capotreno. Una "missione impossibile" per quest'ultimo, dicono i delegati RSU ed i rappresentanti dell'Assemblea nazionale dei ferrovieri, considerato che un Etr, per esempio, conta ben 46 porte. Ma c'è un problema, osservano, di tutti quei casi in cui il capo treno affianca il macchinista in cabina e dunque non può svolgere il suo ruolo di controllo. E così, aggiungono, anche i treni meglio attrezzati finiscono per essere privi di un dispositivo di sicurezza costituito da un semplice circuito elettrico ma che sarebbe stato addirittura disattivato per ragioni organizzative. Ne risulta l'allarmante conclusione che i servizi di trasporto risultano efficienti finché l'apparato è nuovo, appena acquistato, ma si riducono ai primi problemi tecnici, ove si preclude un intervento manutentivo, anzi si disattiva addirittura il dispositivo di sicurezza. A molti amministratori non sembra sia molto chiaro il criterio di "soddisfazione del cliente", che equivale a rivolgere l'attenzione alle necessità del cittadino. Spesso viene confusa la funzione del proprio incarico con l'opportunità di ottenere benefici personali. La gestione del bene pubblico viene dirottata su una serie di attività tendenti a favorire un gruppo definito di persone e a disinteressarsi del resto della comunità. Si parla spesso di incaute concessioni edilizie, di manipolazioni ad arte del piano regolatore, di sistematico frazionamento delle responsabilità. Aree predestinate allo sviluppo futuro del servizio sanitario si convertono in centri commerciali; intere zone destinate alla viabilità, vengono occupate da edifici apparentemente leciti; aree verdi dove il verde delle piante si trasmuta in grossi edifici pitturati di verde; uffici pubblici vengono gestiti da dipendenti quasi tutti imparentati fra loro, o addirittura da interi gruppi familiari: un potere personale così consolidato ed occulto da permettersi di rimanere in carica per decenni, indipendentemente dal mutare dei colori politici o maggioranza amministrativa, con buona pace della Qualità. Il fruitore qualunque del pianeta è parte integrante di esso e, quindi, dovrebbe essere un cliente da soddisfare; di fatto rimane solo un tapino, con poco diritto di cittadinanza in un sistema globalizzato della "non qualità". Al forum dell'Expo Qualità di Parma del 2000, uno dei relatori mise in risalto la necessità che le Amministrazioni locali offrissero maggiore attenzione alla gestione del servizio al cittadino, anche attraverso iniziative e realizzazioni di opere pubbliche per contribuire ad un miglioramento della qualità della vita sociale. Lo stesso spiegò inoltre che più della metà dei fondi che la Comunità Europea aveva destinato a progetti comunali mirati a pubbliche utilità, fossero poi stati rifiutati perché privi degli aspetti qualitativi tendenti alla soddisfazione del cliente (cittadino). Se già in condizioni normali non è facile poter acquisire la filosofia della Qualità, di fronte alle situazioni sociali sopra descritte, intrise di nepotismo a carattere feudale, c'è da perdere ogni possibile speranza. Eppure, è possibile cambiare punto di vista, rendere flessibile la nostra mentalità. Già da qualche anno è attiva presso il Comune di Roma la “Carta della qualità sociale del nuovo piano regolatore e norme tecniche di attuazione”. A parte l'importanza del recupero urbano di alcune aree e la messa in sicurezza di alcune strutture urbane, è risultato interessante l'atteggiamento dell'amministrazione nella procedura di attuazione del progetto: alle relative fasi progettuali si arriva attraverso un primo documento di fattibilità di impatto sociale mediante monitoraggio del territorio e viene data enfasi alla fase degli "standard minimi di sicurezza". Una commissione edilizia composta da tecnici e specialisti competenti in varie aree, ma anche da esperti nei rapporti sociali, costituisce novità, oltre all'essere fondata su criteri di Qualità, vero punto di partenza della progettazione. Molte amministrazioni hanno implementato che è meglio conciliare più discipline a favore della pubblica utilità, superando la parcellizzazione, spesso per emergenze. Gestire per processi qualitativi, individuando gli indici idonei a rappresentare i vari parametri per soddisfare le reali esigenze di tutti i clienti significa considerarli soggetti/clienti, partendo dai bisogni individuali fino a quelli derivanti dalla sommatoria di socializzazione, piuttosto che singoli oggetti/problemi del pubblico operare . La Qualità è convenienza non miope.
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