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Archeodemodoxalogia e Futurismo PDF Stampa E-mail
Scritto da Antonella Liberati   
Venerdì 04 Gennaio 2008 02:00

Tanto la Colonna traiana quanto il Manifesto dei futuristi (Le Figaro, Parigi, 20 febbraio 1909) costituiscono due dichiarazioni di metodo operativo di intervento nell'ambiente, in presenza di consapevolezza di avanzato livello tecnologico, al fine di ottenere, comunque, il consenso dell'opinione pubblica. Apparentemente opposti, la prima descrive eventi passati, il secondo eventi da far accadere; sono affini nel proporre una sintesi comunicativa per la formazione dell'opinione pubblica e del suo consenso tanto alle innovazioni quanto ai relativi costi da sostenere. In entrambe si professa amore per la guerra, ritenendola il mezzo più efficace, risolutivo, veloce e bello possibile, ma soprattutto necessario per rendere economicamente conveniente il moderno livello tecnologico ben oltre la contingenza ambientale di origine.

Il fascino della sfida di Prometeo, banalizza le perdite; il lucore delle panoplie o la traccia visiva di una macchina in avanzamento veloce distraggono dal grigiore dei morti e dalle tracce di sangue. Imponenti costruzioni minimizzano il collasso ambientale. Prometeo portò agli uomini il fuoco, strumento principe di trasformazione, di evoluzione tecnologica. Prometeo vivrà per sempre incatenato a quell'ambiente a cui procurò il dono divino del fuoco senza valutarne adeguatamente gli effetti nel tempo e nello spazio. Un'aquila, simbolo di sguardo lungimirante e ben al di sopra delle contingenze ambientali, inesorabile, gli maciullerà il fegato ricrescente in eterno, nel tentativo di portare Prometeo a consapevolezza e forse pentimento, oppure punirne il consapevole oltraggio all'ambiente.

Traiano o i futuristi del Novecento, ognuno con i mezzi comunicativi loro coevi, fanno della gloria, della loro percezione, del loro stato di consapevolezza ambientale, efficace strumento di propaganda.

I futuristi del Novecento, dispongono di potenti strumenti di comunicazione all'opinione pubblica: carta facilmente stampata, cartelloni, radio, cinema, televisione, pubblicità, messaggi grafici e fotografici, abili composizioni grafiche o fotografiche, psicologia strumentale attiva e passiva, con possibilità di veloce o velocissima produzione e distribuzione del materiale di propaganda.

Traiano dispone di pietra da scolpire e lasciare staticamente in un luogo, preciso e fisso, da raggiungere e a cui fare riferimento. Il luogo scelto è frutto di tecnologia: un terreno pianeggiante ottenuto rimuovendo vistosamente una collina. Ne scaturisce un monumento alla focalizzazione di attenzione da parte degli utenti. Un monumento di sottile magnitudine e articolata grandiosità, apparentemente discreta.

Sia Traiano che i futuristi aggiungono al messaggio una forte componente artistica, apparentemente predominante, che assume funzione anfotera, da cavallo di Troia, per catturare l'attenzione dell'opinione pubblica e allo stesso tempo distrarla dalla realtà della comunicazione, dalla notizia, aumentando l'efficacia del messaggio.

Entrambi,  l'uno in modo centripeto e gli altri in modo centrifugo, hanno raggiunto tutti i riceventi possibili con tutte le valenze insite nei messaggi apparecchiati e probabilmente continueranno a farlo in futuro. Entrambi dimostrano quanto la diplomazia applicata alla propaganda possa, ben oltre gli effetti di reali trattative e pattuizioni.

Le conoscenze tecnologiche offrono al Prometeo della situazione e del momento ogni pretesto, motivazione e giustificazione possibili per la sua espansione commerciale bellica. Vae victis. Guai ai vinti, o comunque considerati tali. Guai a chi volesse dire come stanno le cose in realtà. Guai a chi volesse ostacolare l'amore viscerale per le armi e gli armamenti, la gestione di potere costruito sul prestigio a mezzo di sapienti manifestazioni comunicative. Guai a chi non volesse apprezzare entusiasticamente il complesso, crescente, plutocratico indotto dovuto alla produzione industriale finalizzata alla guerra. Eppure, solo i vinti potrebbero testimoniare la struttura reale e l'effettivo costo dell'impresa, gli effetti di sperimentazioni e scoperte.

Negli eventi descritti nell'Iliade e nell'Odissea, nell'Eneide, o ascritti a Traiano, a Lorenzo de' Medici, alla leonina marciana Repubblica di Venezia e a numerosissimi altri,  sono rilevabili caratteristiche di manifesto comunicativo affini a quello prodotto, stampato, pubblicizzato e vissuto da Filippo Tommaso Marinetti e dai primi futuristi del Novecento.

Il futurista di ogni tempo è comunque colui che consapevolmente percepisce gli elementi di modernità del tempo presente nel  momento del loro divenire. Ha una qualche affinità con la figura del profeta biblico, che apparentemente pre-dice il futuro, mentre invece sta descrivendo il presente non ancora percepito dai più, dall’opinione pubblica. Quando l’opinione pubblica ne sarà stata informata, i detti del profeta o del futurista verranno percepiti come pre-veggenze, ma l’inganno è determinato dallo sfasamento tra la percezione coeva al fenomeno da parte del profeta, del futurista (percezione attiva, contemporanea, di avanguardia) e quella dilazionata da parte dell’opinione pubblica (percezione a posteriori, passiva, storicizzata).

L'archeodemodoxalogo è colui che tenta la decifrazione di algoritmi spazio-temporali-ambientali del passato ricercando in essi le costanti demodoxalogiche che hanno strutturato allora le apparecchiature comunicative alla pubblica opinione (segni della percezione futuristica di allora, in quell'ambiente e della loro gestione).

Tenta una lettura sia ermeneutica che oggettiva dei rapporti esistenti fra le speranze e/o determinazioni di  implementazione tecnologica e gli effetti degli impatti ambientali nello spazio e nel tempo determinati dai futurismi di allora. Tenta di applicare all'algoritmo socioeconomico considerato le stesse percezioni che il futurista codifica nella fase moderna del ciclo (determinazione dei parametri di riferimento): si veda la lezione 26 del  nostro corso online.

Futuristi e archeodemodoxaloghi cercano verifiche alle rispettive percezioni delle effettive interrelazioni fra i componenti l'ambiente e le loro incessanti combinatorie, valutando a priori e/o a posteriori, cause-effetti reali in rapporto alle apparecchiature comunicative impiegate. Entrambi utilizzano il parametro delle costanti demodoxalogiche, che come tali, sono presenti dalle più ancestrali forme di ambiente inteso come unicum di viventi-territorio-risorse.

Qualunque Prometeo potrebbe e dovrebbe avere la visione - soprattutto se titanica - tanto d'insieme che di dettaglio di entrambi, oggi più che mai.

 grafico delle innovazioni

Grafico relativo all’andamento delle innovazioni nell’ambito socioeconomico.

Il nuovo ciclo moderno comincia a manifestarsi, senza essere riconosciuto da tutte le fasce dell’opinione pubblica, fin dall’apogeo del moderno.

  1. Humus: elementi in obsolescenza tangibile o intangibile del ciclo precedente.
  2. Innovatori/innovazioni: persone e tecnologie che tendono a rimuovere lo stato d’inerzia d’uso del ciclo precedente.
  3. Futuristi: percettori dello stato dell’ambiente, dei non ancora visibili elementi di modernità, futuri per l’opinione pubblica.
  4. Moderno: quanto da innovativo e per pochi tende a diventare di massa.
  5. Post-moderno: quando l’innovazione ha raggiunto ogni fascia e tipo di opinione pubblica con relativi comportamenti economico sociali.
  6. Post-post moderno: quando il bene, il servizio o il comportamento non costituiscono più motivo di ambizione o prestigio e vengono considerati patrimonio acquisito da conservare o porre in obsolescenza.
  7. Obsoleto: ritenuto da abbandonare. Spesso è rivisitato in un ciclo successivo distante.

 

 

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 04 Gennaio 2008 11:41 )
 
 

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