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Ecologia e spazzatura PDF Stampa E-mail
Scritto da Giulio D'Orazio   
giovedì 17 gennaio 2008

Ogni volta che ho varcato il confine con la Svizzera, viaggiando in treno, mi sono ripetuto la stessa considerazione. Come mai lungo le rotaie c'erano sul versante italiano una serie continua di rotoli di carta, bottigliette e oggetti vari mentre sul versante svizzero era tutto pulito? Le risposte erano tre, e tutte cumulabili o interdipendenti.

In Italia si può gettare fuori dai finestrini, dei treni come delle auto o dalle finestre degli edifici, qualsiasi cosa. Carta, vetri, stracci e persone, tanto nessuno sarà mai punito. Importante che ci sia il cartellino ove si fa divieto di gettare alcuna cosa, tanto per salvare la forma e liberare il capotreno o l'autista o, eventualmente anche un assassino dalle responsabilità previste dalla legge.

Chi di voi non mai visto autisti che mentre guidano liberano l'auto dai rifiuti (carta, cicche, ecc.) o quando addirittura gettano al volo il sacco della spazzatura? Solo i vigili urbani non se ne accorgono, tutti presi, come sono, a multare le auto con il parcheggio scaduto. Punire gli zozzoni non sarebbe altro che un'opera di educazione ambientale.

In Svizzera (ma anche altrove ma non da noi) se cade l'involucro della caramella c'è sempre qualcuno che lo fa notare con l'invito a raccoglierlo e gettarlo nell'apposito cestino. Da noi c'è la scusa che non ci sono cestini o se ci sono sono sempre pieni. Al di là delle Alpi si pulisce quando è sporco e non in base agli accordi sindacali sull'ora di pulizia.

L'adesione ecologica degli svizzeri non è connaturata al paesaggio ma imposta da regolamenti severi fatti rispettare dalla gendarmeria che, col tempo, hanno contribuito al divenire del costume civile. E' la paura del salasso della multa o del carcere che rendono virtuoso il cittadino, per cui siccome nessuno è più fesso dell'altro, chi elude la legge è denunciato e addidato al pubblico disprezzo. Essere cittadini rispettosi delle leggi è una forzatura imposta a se stessi, per cui quando si entra in Italia ci si libera dal peso dell'autocoscienza e si fa quello che nei paesi di provenienza è proibito. Per il gusto di violare la legge si getta quello che si può dal finestrino dei treni, tanto per iniziare.

Tutti gli eventi sono concatenati tra loro, hanno un precedente ed un futuro; lo abbiamo più volte ripetuto nel corso online di demodoxalogia. Il cittadino è come un fanciullo: lo si educa con premi o punizioni.

 

Ultimo aggiornamento ( giovedì 17 gennaio 2008 )
 

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