I partiti si stanno attrezzando per la competizione elettorale. I dibattiti televisivi, più o meno scenografici o rissosi, aumentano in proporzione inversa alla noia e al disgusto che generano nei telespettatori. Dopo le iniziative di Beppe Grillo e i vari libri sulla scia della Casta è sopraggiunta la novità politica: la nascita del partito degli onesti.
Il partito degli onesti ha un suo leader che ha solennemente affermato in tv la correttezza politica e morale dei suoi appartenenti e dei programmi che, quanto prima, presenterà agli elettori: al primo punto il rigore morale per risollevare le sorti del Paese. In verità non c'è un solo partito e un solo leader degli onesti, ma anche un altro, e un altro ancora, e ancora un altro. A contare tali partiti che si presentano in tv - e secondo un calcolo ancora provvisorio - ce ne sono più di trenta. Ma è il partito di colui che in quel momento espone le sue idee in tv che è onesto, gli altri non lo sono. Anzi gli altri, a detta degli affabulatori, hanno sbagliato tutto, continuano a sbagliare, non hanno programmi chiari, uomini rispettabili e - soprattutto - non hanno capito quello che vogliono gli italiani. E, dato che non hanno capito, i politici in tv spiegano agli altri politici (quelli che non hanno capito) le ragioni del popolo elettore. Cioè: un appartenente alla Casta e per giunta parlamentare da diverse legislature, con l'anima più candida del mondo, accusa i suoi colleghi di malapolitica tirandosi fuori dal gruppo per erigersi a Catone il censore. Affari suoi, potremmo anche starcene zitti. Ma che uno che sta tuttora dall'altra parte e che si permette di spiegare come la pensano gli italiani e cosa vorrebbero ci sembra un'enorme presa per i fondelli. O sono stupidi che non hanno capito nulla o sono furbi e, dato che sinora gli è andata bene, pensano di poter ancora raggirare gli elettori. Tanto nel mucchio qualcuno si trova sempre per costringerlo a dare il voto all'intrallazzatore di turno, specie se si andrà alle elezioni con l'attuale legge che non consente la preferenza. Tra i partiti più onesti c'è la preferenza per lo sbarramento ai partitini minori che inquinano l'iter legislativo e i lavori del governo. I partiti sono troppi, dobbiamo scendere a tre, quattro, massimo cinque, dicono in coro sull'unica cosa sulla quale i moralizzatori sono d'accordo. Certo, tanti partiti inquinano la democrazia. Almeno quella nostrana. I partiti hanno invaso le aziende pubbliche e le hanno mandate in malora. Ora di aziende da far fallire ce ne sono rimaste poche e quindi pochi sono i posti disponibili da occupare. Meno partiti sono e più facile è avere qualche posto in più. E' tutto qui il fervore per sbarrare la strada con il 4 o 5% agli altri.
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