Prima pagina
Primari e leader PDF Stampa E-mail
Scritto da Giulio D'Orazio   
Mercoledì 27 Febbraio 2008 02:00

La mia generazione, e anche la successiva, sono state educate al culto della personalità. Un personaggio è importante, per statura morale, intelligenza, altruismo, secondo il codazzo di omuncoli che ha intorno. Un primario d'ospedale, con lo stuolo dei suoi medici e assistenti in visita al reparto, dava di per se stesso nel degente la sicurezza della pronta guarigione: e più era folto il numero dei camici bianchi intorno al primario e più certa e rapida la guarigione.

Era la fiducia nel primario e non la cura e le medicine a far guarire l'ammalato. E' stata così tanta la fiducia riposta negli uomini che si sapevano circondare da sostenitori e vassalli che le "folle" (fugace agglomerato emozionale di persone) portarono al governo dei loro paesi uomini come Mussolii, Hitler, Stalin, Franco, ma non solo loro; gli altri sono stati personaggi minori. E non è detto che i vari leader sconosciuti alla storia non siano stati dei buoni governanti, basti pensare a De Gaulle, De Gasperi, Kennedy, Wojtila, ecc. Tutti personaggi osannati da una moltitudine di persone.

Romano Prodi è stato acclamato presidente del consiglio dei ministri da quattro milioni di persone che si misero disciplinatamente in fila nei gazebi, Walter Veltroni con tre milioni e mezzo di cittadini è stato democraticamente eletto segretario unico del nuovo partito di sinistra, tendente al centro e pronto a un'alleanza con Silvio Berlusconi, dopo le elezioni, per spartirsi quello che è rimasto dell'Italia.

Berlusconi ogni giorno si immerge in un bagno di folla plaudente, nelle strade e nei teatri: raccoglie più applausi di quanti ne erano tributati a Totò. Beppe Grillo, esaltato dal successo del "V-day", pensa a liste civiche. I referendari sono soddisfatti delle loro ottocentomila firme: le hanno raccolte senza mezzi finanziari o un partito alle spalle, ma solo con l'appoggio di Alleanza nazionale, i radicali, partiti di sinistra, destra e centro, e qualche quotidiano. I cattolici ancora hanno sulla pelle la gioia provata nel contarsi il giorno del "Family day": un successo che ha esaltato anche le gerarchie vaticane, tanto che dopo secoli di storia (che risalgono a papa Celestino V) l'attuale pontefice della Chiesa cattolica ha rifiutato l'incontro con il pontefice della prima università di Roma, cogliendo a pretesto eventuali disordini, cioè contestazioni di una sparuta minoranza. Giustamente, chi raccoglie milioni di consensi e settimanalmente una piazza (san Pietro) plebiscitaria non tollera contestazioni di sorta, che metterebbero in dubbio la legittimità di un potere dogmatico che discende da un potere politico di monarca assoluto.

La folla e il codazzo dei gregari e dei postulanti inebria anche le migliori menti, così come non è mai foriera di buone sementi. La folla è un agglomerato umano momentaneo e passionale: così come viene è solita andar via. E' il pubblico, un agglomerato stabile e coeso, che sceglie le migliori soluzioni; spesso non capite o accettate fin dall'inizio dalla maggioranza degli altri.

Il pubblico non si forma spontaneamente ma va coltivato, come la coltura delle piantagioni agricole. Ma una volta formatosi rimane stabile per anni e anni, sino all'affermarsi di una diversa cultura.

 

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 27 Febbraio 2008 02:47 )
 
 

I link esterni [+] aprono
una nuova finestra
di navigazione web


Sito ufficiale della Società italiana di demodoxalogia SIDD © 1995-2008
Alcuni diritti riservati sotto licenza
Creative Commons [+] BY-NC-SA 3.0
Per la collaborazione e l'uso del sito si rimanda alle note legali
OpinionePubblica.Com è a cura di Bruno Zarzaca - Contributi di Giulio D'Orazio e
Antonella Liberati, Maria Teresa Thibault, Roberto Canali, Guglielmo Lucentini, Fulvio Roccatano
Realizzato con
Joomla! [+] un software libero rilasciato sotto licenza GNU/GPL