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Prima pagina arrow Notizie arrow Politica arrow 13 e 14 aprile 2008
13 e 14 aprile 2008 PDF Stampa E-mail
Scritto da Giulio D'Orazio   
giovedì 27 marzo 2008
modellini di automobili con slogan politiciWalter può / Silvio c'é, modellini Brumm

Domenica 13 e lunedì 14 aprile gli italiani sono chiamati a recarsi ai seggi elettorali per scegliere democraticamente i parlamentari che daranno vita a un governo che, teoricamente, dovrebbe restare in carica per cinque anni. Ma siamo sicuri che l'attuale sistema elettorale possa definirsi democratico? Se democrazia viene dal greco antico e significa "governo del popolo", nell'attuale sistema il governo democratico è disciplinato da regole per garantire, appunto a tutti, quei diritti che sottendono doveri e che si riallacciano alle conquiste della Rivoluzione francese: libertà, uguaglianza, fraternità.

Le elezioni politiche di aprile non solo non sono democratiche ma sembrano addirittura anticostituzionali e illegittime. Qualsiasi formazione politica che dovesse conquistare la maggioranza e il diritto di formare un governo non farebbe altro che legittimare un colpo di stato strisciante da parte di una casta di politici che ha dissanguato l'Italia e vorrebbe ulteriomente spartire, con gli avversari (compagni di merenda), quel che rimane della poca economia sana.

Anzitutto gli elettori non possono scegliere il candidato e quindi esprimere un giudizio sulla persona, sul suo operato, le sue capacità e l'integrità morale. Possono solo votare un polpettone di nomi dove accanto a delle brave persone ci sono autentici farabutti: considerato l'attuale sistema elettorale, gli eletti saranno solo i nominativi messi all'inizio della lista; per indenderci quelli che i partiti vogliono eleggere. Quindi in seno alla lista non c'è uguaglianza tra candidati.

Come sono stati scelti quelli che saranno sicuramente eletti? Azzardiamo delle ipotesi che non dovrebbero essere tanto lontane dalla verità: personaggi che sanno di aver commesso atti contrari al diritto e alla morale e che, con l'elezione al parlamento, vogliono mettersi al sicuro da eventuali indagini o denunce. Oppure imprenditori che aspirano ad aiuti governativi per sanare o sviluppare le proprie aziende. O anche personaggi senza preparazione o capacità professionali che sanno solo movimentare le piazze e generare confusione. Per non parlare di affiliati alla mafia, massoneria ed altre consociazioni simili. Tutto questo mentre in parlamento occorerebbero rappresentanti onesti, pensanti ed equilibrati.

Anche per il senato, che dovrebbe essere un'assemblea di epressione regionale, la legge elettorale prevede che, con i resti di alcune regioni (ma non tutte! perchè?) possono essere eletti dei senatori che col territorio, ove si sono presentati e dove sono stati bocciati, nulla hanno a che vedere. Insomma, una legge fatta su misura per eleggere chi prepara le liste senza dare alcuna possibilità di scelta al popolo. Non chiamatele allora consultazioni democratiche ma partitiche: una scelta tra i simboli che attirano di più l'elettore-bue. 

 

Ultimo aggiornamento ( giovedì 27 marzo 2008 )
 
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