Prima pagina
La scrittura è sacra PDF Stampa E-mail
Scritto da Giulio D'Orazio   
Giovedì 24 Aprile 2008 02:00

Esempio di scritture tratte da un libro di Toddi
Esempi di scritture, Toddi, Il benessere integrale, 1946

Molti studiosi dei misteri della vita attribuiscono alla scrittura di particolari personaggi carismatici il carattere sacro, nel senso che i "messaggi" acquistano valore di profezia o indicazioni di vita: dagli apostoli a Nostradamus, da Leonardo da Vinci allo Scrivino Ortano (per citare conosciuti e misconosciuti di varie epoche storiche).

I greci chiamarono ieratici i segni della scrittura egizia, detti perciò anche oggi geroglifici. In Mesopotamia il "chiodo" (che formava i caratteri cuneiformi della scrittura) era l'emblema della dea Nisaba simboleggiante la parola divina, ossia la scrittura degli dei. Per i celti ed i germani la scrittura (detta runa) risaliva al pezzo di legno di faggio su cui venivano incise le formule dei sortilegi.

Nel saggio Il benessere integrale, De Carlo editore, 1946, Toddi ha scritto:

"è sintomatico che di grafologia si siano occupati e si occupino prevalentemente uomini di culto: la grafologia deve il suo nome al Traitè du Graphologie, pubblicato nel 1875 dall'abate Michon, acuto indagatore; in Italia se ne occuparono profondamente padre Moretti e padre Cinelli, e valido apporto han recato gli studi del gesuita Martin, del cardinale Regnier, di mons. Boudinet, ecc. [...]
Il sacro e l'arcano sono assai spesso più intimamente connessi di quel che crediamo con ciò che giudicheremmo profano: i medici che, all'inizio delle loro ricette pongono il tradizionale R/, interpretato come "recipe", o Pr. (Prendi) ignorano che questa sigla non è se non la trasformazione del simbolo grafico di Giove (raffigurante l'aquila, suo attributo mitologico), e serviva a porre sotto la protezione divina la ricetta e la cura. Il simbolo farmaceutico (persino distintivo dei chimici e farmacisti) ha ancora il serpente sacro di Esculapio. Noi non sappiamo perché il serpente guaritore venisse raffigurato dagli antichi con una speciale volùta, quasi un ghirigoro simbolico: gli indiani sanno che i serpenti recano scritto sulla pelle, con la disposizione delle scaglie, il certificato di inocuità o velenosità della specie."

Il dott. O. D. (Critone) ha scritto nel 1934 in Che cosa rivela la scrittura? (editrice laboratori Scienza del Popolo, Torino):

"Il nostro pensiero lo possiamo comunicare in diverse maniere: parlare, gestire e scrivere. La scrittura, dunque, non è che una forma particolare di espressione e non è che la traduzione dell'impulso trasmesso dal cervello al muscolo attraverso i nervi [...] Che dalla scrittura si possa comprendere la personalità dello scrittore è cosa intuita sin dall'antichità [...] il più antico documento in materia che sia a noi pervenuto [...] è quello del bolognese Camillo Baldi (1547-1634) pubblicato nel 1622: Trattato come da una lettera missiva si cognoscano natura e qualità dello scrittore. Dopo di questo lo studio fu negletto [...] Dobbiamo arrivare al 1812 per trovare un altro serio studio, quello del belga Hocquart: L'art de juger de l'esprit et du caractère des hommes sur leur ècriture, che per primo cerca di dare qualche base organica alla grafologia. Nello stesso secolo riprendeva lo studio, con l'ardore e la foga del suo carattere, l'abate francese Jean-Hippolyte Michon (1866-1881)."

Torneremo su questo affascinante tema.

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 24 Aprile 2008 13:18 )
 
 

I link esterni [+] aprono
una nuova finestra
di navigazione web


Sito ufficiale della Società italiana di demodoxalogia SIDD © 1995-2008
Alcuni diritti riservati sotto licenza
Creative Commons [+] BY-NC-SA 3.0
Per la collaborazione e l'uso del sito si rimanda alle note legali
OpinionePubblica.Com è a cura di Bruno Zarzaca - Contributi di Giulio D'Orazio e
Antonella Liberati, Maria Teresa Thibault, Roberto Canali, Guglielmo Lucentini, Fulvio Roccatano
Realizzato con
Joomla! [+] un software libero rilasciato sotto licenza GNU/GPL