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Scritto da Giulio D'Orazio   
Lunedì 14 Aprile 2008 02:00
manifesto elettorale pd taroccato
Manifesto elettorale PD ritoccato (da internet)

Stanotte ho fatto un sogno: ho sognato che gli italiani si erano recati a votare ma non avevano scelto i due maggiori (e unici) contendenti (Silvio Berlusconi e Walter Veltroni) ma avevano riversato i voti sui partiti minori in misura pressapoco uguale, esprimendo in questo modo la protesta verso l'antidemocratico sbarramento dell'8%. Con il risultato di una legislatura instabile e un governo improponibile dal punto di vista delle alleanze. Caos in parlamento, grida di brogli elettorali e richiesta di annullamento delle elezioni da parte dei due sconfitti. Invece... i partiti minori, incoraggiati dai risultati elettorali, nell'intento di creare un governo di pacificazione e che soprattutto svolgesse unicamente gli interessi del Paese e dei suoi abitanti - ancorando l'azione politica a dei valori concordati e alla risoluzione dei bisogni e delle aspettative della popolazione - avevano nominato e dato la fiducia a un governo composto da persone chiamate a tale incarico per comprovata serietà, professionalità, esperienza di governo, dedizione al servizio della collettività, tolleranza e cooperazione, nonché aperte al futuro. Superando lo steccato delle ideologie e dei partiti.

Pertanto il governo risultava così composto:

  • presidente del Consiglio Bruno Tabacci, ex Dc;
  • ministro interno Giuliano Amato, riconfermato, ex Psi;
  • ministro esteri Luca Cordero di Montezemolo, con l'incarico di riformare e ristrutturare il dicastero unificandolo al commercio estero e ampliando la presenza commerciale e politica adeguandola alle esigenze della globalizzazione;
  • ministro economia (bilancio e finanze) Giulio Tremonti, Popolo della libertà;
  • ministro industria Pier Luigi Bersani, riconfermato, Partito democratico;
  • ministero infrastrutture (lavori pubblici, poste e trasporti) Antonio Di Pietro, riconfermato, con l'incoraggiamento a sorvegliare appalti e servizi;
  • ministro lavoro e previdenza sociale Tiziano Treu, ex sindacalista Cisl, Partito democratico;
  • ministro pubblica istruzione e ricerca Franco Frattini, Popolo della libertà;
  • ministro difesa Emma Bonino, con l'incarico di ridimensionare il dicastero finalizzandolo unicamente come forza di pace per missioni internazionali e pronto intervento nei casi d'emergenza ambientali e sociali;
  • ministro giustizia Alfredo Mantovano, ex magistrato, Alleanza nazionale;
  • ministro sanità Umberto Veronesi;
  • ministro turismo e beni ambientali Francesco Rutelli, Partito democratico (se eletto sindaco di Roma sostituito da Gavino Angius, Psi ex Ds);
  • ministro ambiente e politiche agricole Roberto Maroni, Lega;
  • ministro famiglia e solidarietà sociale Walter Veltroni;
  • ministro per il coordinamento degli interventi per il Mezzogiorno Nicola Rossi, ex Democratico di sinistra. 

Tutti i parlamentari si erano poi accordati su quattro punti fondamentali:

  1. sviluppo economico;
  2. giustizia e sicurezza per i cittadini, i lavoratori e le aziende;
  3. incentivi al lavoro e alla famiglia;
  4. ricerca e innovazione nell'istruzione, nelle aziende e nella pubblica amministrazione.

Poi mi sono svegliato.

 

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 14 Aprile 2008 10:26 )
 
 

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