 E' uscito il numero di febbraio-marzo di Scienza e tecnica (anno LXXI n. 450-451), il bimestrale della Società italiana per il progresso delle scienze (Sips) che trae le sue origini dalla prima riunione degli scienziati italiani avvenuta nel 1839. La rivista è una palestra di divulgazione di idee inerenti l'uomo tra natura e cultura e di diffusione del progresso delle scienze. Il numero si apre con il ricordo dell'emerito professore di sociologia Michele Marotta, vicepresidente della storica istituzione culturale.
Avendo conosciuto e avuto nei convegni dei demodoxaloghi l'emerito amico, con il quale eravamo in sintonia di approccio scientifico, riportiamo la parte finale della rievocazione: "Di lui vogliamo ricordare lo spirito di profonda ed autentica umanità, l'aperta e spontanea collaborazione a qualsiasi iniziativa culturale e sociale tesa a suscitare riflessioni ed approfondimenti e, soprattutto, l'aiuto dato ad associazioni, discenti e persino colleghi nell'organizzare convegni, svolgere dibattiti, intraprendere carriere e conquistare cattedre universitarie, anche se molti sono stati gli ingrati. Lo spirito di collaborazione è provato dalle attività svolte in seno ad una quarantina di associazioni, accademie e società a cui era iscritto, in alcune sin dagli anni 1950. I sociologi accademici ed i sociologi laureati avranno la loro sede ed il loro modo di ricordarlo, i soci della Sips che lo hanno avuto compagno di percorso ricordano la sua presenza ai convegni, i suoi interventi di puntualizzazione ed i tratti dell'autentico spirito partenopeo (anche se amava ricordare le origini avellinesi) che ne facevano un compagno gradito e ricercato per scambiare due chiacchiere o riflettere sui percorsi di vita e di storia sempre improntati all'ottimismo. Ottimismo, fiducia e colleganza con i giovani, sono state le sue caratteristiche più salienti di docente, unitamente ad una capacità, assai rara tra i colleghi: di spiegare con semplicità (direi umiltà) anche i concetti più astrusi riportando il tutto alla quotidianità delle cose e degli avvenimenti. Vicinanza ed incoraggiamento ai giovani, sia durante il percorso universitario che dopo, a laurea conseguita, e sempre con quella capacità di vedere l'alternativa ottimistica nelle espressioni più pessimistiche dei giovani, spronandoli a discernere le intenzioni dalla realtà, l'utopia dal pragmatismo. Un sociologo, un docente, che non potrà essere dimenticato da chi lo ha conosciuto e che il tempo saprà collocare in uno spazio e modo migliore rispetto a quanto hanno fatto i suoi contemporanei in vita." Nelle altre pagine di Scienza e Tecnica (disponibile sul siti della Sips [+]): la fotografia dell'Istat sulle condizioni del Paese; un'analisi critica su riscaldamento globale, effetto serra e clima futuro; aggiornamenti su convegni scientifici e culturali; recensioni. |