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Profezie e attese millenaristiche PDF Stampa E-mail
Scritto da Roberto Canali   
sabato 26 aprile 2008

Con "l'anno 2012" Giulio D'Orazio ha iniziato ad interrogarsi sulle connessioni tra mondo conosciuto e mondo ancora sconosciuto ma che percepiamo presente, avvalendosi anche delle mie riflessioni, di quelle di Danilo D'Antonio [+] e di autorevoli testimonianze. Nel presentare il mio secondo intervento, informo che il notiziario Il Sole sempre, nel suo numero di aprile 2008, anno IV, ha riportato integralmente i primi due contributi apparsi su questo sito. A proposito di profezie (l'anno 2012), rilevo che nei secoli ce ne sono state tante: alcune si sono verificate alla scadenza prevista, altre hanno subito un ritardo (o non sono state bene interpretate), altre ancora non si sono affatto verificate. Per esempio il concetto della "fine del mondo" che è portato avanti dai seguaci del cosiddetto millenarismo, che è l'espressione di un movimento apocalittico che sostiene il ritorno di Cristo sulla terra per la durata di un millennio prima della distruzione totale del mondo.

Secondo altri studiosi, vicini alla Chiesa mondiale (un'associazione religiosa costituitasi negli anni ottanta del secolo scorso), qualcosa di unico e prodigioso ha avuto inizio nel 1975, con eventi eccezionali che non si fermeranno all'anno 2012 ma che continueranno a fasi alterne per altri seicentomila anni a venire quando terminerà l'attuale "era oro", così definita nei manoscritti-guida della Chiesa mondiale, poi seguita da infinite altre ere secondo quell'andamento ciclico perenne che ritroviamo anche nel concetto demodoxalogico dei cicli.

Secondo tale visione - a differenza di religioni o sette che predicano la scomparsa del pianeta Terra - non potrà mai esserci la fine del mondo: si verificheranno invece assestamenti geologici su tutto il pianeta. Questo processo è definito, nei manoscritti della citata Chiesa mondiale, "fine dei tempi regolari delle quattro stagioni" ovvero il "miscelo delle stagioni". Avvenimenti che stiamo effettivamente verificando in questo periodo storico a seguito della modificazione del clima, lo scioglimento dei ghiacciai ecc. e la conseguente estinzione di piante e animali, e si prevede di gran parte dell'umanità.

I maggiori eventi profetizzati, scritti in quasi tutte le storie religiose, portano la scadenza alla "fine dei tempi", cioè durante l'attuale miscelo delle stagioni iniziato nell'anno 1975, epoca indicata anche come "mille e non più mille", periodo coincidente con la fine del secondo millennio e inizio del terzo millennio. La scadenza mille e non più mille la attesero anche nel passaggio tra il 1800 e il 1900, ma gli studiosi della Chiesa mondiale ne attribuiscono un significato diverso: storico-teologico-profetico dimostrabile matematicamente. Intorno a tale significato vi sono state diverse indagini e opinioni da parte di teologi, storici, filosofi, sociologi ecc. Dal punto di vista sociologico  Maria I. Macioti nel libro Attese apocalittiche alle soglie del millennio, Liguori editore, Napoli 1996, scrive:

"Se in passato esistevano paure relative all'anno Mille, circolavano però in ambiti ristretti, in ambienti colti [...] Oggi i mezzi di comunicazione di massa concorrono fortemente a far circolare una notizia, un fatto [...] Non siamo più oggi di fronte ad una specifica produzione apocalittica legata ad un particolare tipo di credenza o forma religiosa. O meglio, non esistono solo questi specifici contesti in cui vengono elaborate ipotesi, ansie, attese apocalittiche. Sono coinvolte in prima persona la letteratura, la televisione, i giornali, il cinema. C'è stato, si direbbe, uno spostamento di campo, un passaggio, un travalicamento del contesto religioso. Un penetrare di questi timori, di queste ansie, nel mondo laico della quotidianità."

Il libro della Macioti è uscito nel 1996, al termine del secondo millennio in cui c'erano sì molte attese apocalittiche ma anche tante speranze in un futuro migliore per l'umanità con l'inizio del terzo millennio; speranze riposte nella saggezza dei capi e dei potenti che gestiscono il destino di tutte le forme create: vegetali, animali e umane. Speranze in un sistema globale senza più guerre, senza più malattie, senza più fame, e attese di una maggiore giustizia e sicurezza sociale in tutte le nazioni. Purtroppo queste speranze e attese sono rimaste fortemente deluse.

Come sostengono i demodoxaloghi il futuro è dato dalla costruzione del presente, perciò il presente che stiamo vivendo ha rappresentato il futuro per coloro che sono vissuti nell'ultima parte del secolo scorso. E' questo il motivo, secondo gli studiosi della Chiesa mondiale, per il quale il futuro si sarebbe dovuto ben costruire almeno negli anni terminali del secondo millennio.

 

Ultimo aggiornamento ( domenica 08 giugno 2008 )
 
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