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Scritto da Giulio D'Orazio
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domenica 04 maggio 2008 |
Gli alti gradi della massoneria quando non discutono di affari o di visioni illuministiche concernenti la politica mondiale (alla stregua dei padri fondatori della nazione americana e dei loro successori) discettano, con quella fumosità che li contraddistingue, di argomenti che ritroviamo nel saggio Le forze plasmatrici eteriche (editrice Atanor, Roma, 1980). Un capitolo del citato libro, il cui autore è G. Wachsmuth, tratta "Il tempo e lo spazio, il loro sorgere e sparire".
Riprendiamo alcuni brani dal citato libro edito dalla casa editrice del Grande oriente d'Italia: "Il prof. L. Graetz dice nel suo L'etere e la teoria della relatività: riassumendo le nostre considerazioni dobbiamo dire che secondo la teoria dell'etere, come secondo la teoria della relatività, oltre alla materia (in senso generale, inclusi quindi gli elettroni) esiste qualcosa che il Wichert chiama sotto-fondo dell'universo. La teoria dell'etere dà a questo sotto-fondo dell'universo proprietà, che, sebbene non accettabili nei particolari, non lo spogliano però del tutto della sua materialità. Secondo la teoria della relatività invece questo sotto-fondo dell'universo non ha più nulla di materiale. Qualcosa adunque che non possiamo descrivere, ma che con Einstein denomineremo continuità di spazio e tempo."
Secondo la cultura massonica esistono delle forze plasmatrici (eteriche) che fungono da ponte tra l'essenza dell'oggetto e il fenomeno con cui si mostra, cioè tra lo spaziale e il non spaziale, passando dallo stato di riposo all'attività e da questa nuovamente al riposo. Una assimilabile visione dei cicli storici, economici, antropologici, filosofici, epocali ecc. che è professata, con le dovute cautele e distanze da altre discipline, anche dai demodoxaloghi (vedasi la lezione n. 32 del corso online di demodoxalogia) Precisa Wachsmuth: "L'evoluzione del mondo trascorre quindi non soltanto tra la nebulosa prima e la morte per calore, ma tra il sorgere dello spazio e lo sparire dello spazio, tra l'affermazione dello spazio e la negazione dello spazio. Perciò anche nella filogenesi del nostro sistema cosmico appaiono prima le forze che affermano lo spazio e dopo quelle che negano lo spazio. La genesi delle forze plasmatrici eteriche è la genesi dello spazio. Se si prosegue ad indagare su queste vie, si può arrivare ad una visione concreta del divenire e dello sparire del tempo e dello spazio nel mondo dei fenomeni dei regni della natura. Allora il problema dello spazio e del tempo uscirà dallo stadio dell'equilibristica, estranea alla vita, astratta, di concetti, alla quale giunse con il post-kantismo morente, e andrà a sboccare in uno stadio dell'indagine e della conoscenza scientifica conforme alla verità, piena di vita; allora il metafisico e il fisico, invece di passare uno accanto all'altro, potranno in una nuova forma darsi la mano." |
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Ultimo aggiornamento ( domenica 04 maggio 2008 )
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