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Scritto da Giulio D'Orazio
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Lunedì 02 Giugno 2008 02:00 |
Per indicare un certo tipo di parlamentari è stata creata una felice espressione: nani e ballerine. Sembrerebbe che nel governo di Silvio Berlusconi siano rappresentate entrambe le categorie. Con uno spirito altamento educativo per le giovani generazioni, nel governo sono entrate appariscenti fanciulle il cui merito pregresso consiste in qualche particina in film o comparsata in tv, altre per una larga popolarità di impetuose amicizie con giovani borgatari o in manifestazioni di piazza. Sono saliti al soglio del palazzo governativo anche personaggi che non hanno mai scritto un articolo o un libro (speriamo che almeno ne abbiano letto qualcuno) o che sono stati semplicemente dei fedeli segretari o portaborse (in quest'ultimo caso si suppone depositari ambulanti di retroscena e segreti).
Sia chiaro, non ce l'abbiamo con i nani e le ballerine. Chi in gioventù non ha rubato la marmellata in cucina o tirato qualche sasso contro le finestre? Nonostante ciò, non tutti sono poi cresciuti da bulli ma, anzi, hanno dato buoni risultati nella vita sociale e professionale. Si dice che la migliore madre sia proprio quella signora che nei trascorsi giovanili abbia eccessivamente fraternizzato con l'altro sesso; se è così, perché non dovrebbero dare un ottimo risultato alla guida di un dicastero personaggi che nulla o poco sanno di dottrine giurisprudenziali, economia, sociologia ecc.? D'altro canto è notorio che il ruolo influisce sul comportamento, per cui showman e ballerine una volta insediati nel ruolo di statisti si comporteranno come se fossero tali. Quello che preoccupa è la mancanza d'esperienza di molti ministri, viceministri e sottosegretari di parecchi dicasteri. Per esperienza diretta sappiamo che qualche decina di anni fa nella quasi totalità dei ministeri c'erano dei personaggi che avevano più potere dello stesso ministro e bastava una telefonata fra loro per bloccare proposte di legge, modificarle o accelerarle all'insaputa dei proponenti o dandola a bere all'incompetente ministro. Solo chi ha navigato in detti uffici al di quà e al di là dello sportello si rende conto dell'enorme potere che - sin dal dopoguerra - hanno certi alti funzionari ministeriali (sempre al loro posto anche se cambia il ministro) collaboratori diretti col titolare del dicastero. Ci si meraviglia, poi, se da trent'anni si parla di riforme ma non si riescono mai a fare! Chi ha potere nello Stato fa parte di quella congrega di incappucciati alla quale appartengono anche i massimi banchieri, industriali e avventurieri rampanti. In una pagina della storia è segnata la fine di un'epoca: i fratelli delle logge non costruiscono più in funzione dell'Italia ma per allargare il proprio orticello.
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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 02 Giugno 2008 17:23 )
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