Prima pagina
Draghi in affari PDF Stampa E-mail
Scritto da Bruno Zarzaca   
Sabato 31 Maggio 2008 02:00
ritaglio articolo l'espresso
L'Espresso, 29 maggio 2008.

Bisogna ammetterlo: l'informazione italiana spesso alimenta i peggiori sospetti. Non vorrei infierire ulteriormente sulla corporazione ancella del sistema di caste che sta depredando l'Italia: spopola già Beppe Grillo [+] e ne hanno scritto recentemente Beppe Lopez (La casta dei giornali [+], Stampa alternativa, 2007) e Luigi Bacialli (Casta stampata [+], Mursia, 2008). Mi permetto solo di aggiungere che, in certi casi, non abbandonarsi alla dietrologia sarebbe semplicemente deplorevole: mi sembra utile in questo senso ragionare sul recente sacrificio di uno scoop sull'altare dell'inciucio tra politica e giornalismo.

Dunque, l'Espresso [+] del 22 maggio scorso pubblicava a pag. 15 una breve notizia ("Fiscal Draghi" di G. Mas.); ne riportiamo il testo integrale:

Nel 2005 il contribuente Draghi Mario di Roma ha pagato 24 euro di tasse su un imponibile di 162, derivante da rendite da fabbricati. Il governatore della Banca d'Italia, nominato a gennaio 2006, nel 2005 era vice presidente di Goldman Sachs. Probabilmente Draghi ha presentato dichiarazione in un altro Stato. La Cassazione tributaria ha avvertito: "La doppia residenza e il deposito di risparmi all'estero non sono sufficienti a escludere l'obbligo di pagare le tasse in Italia, qualora l'Italia sia rimasto il luogo ove esistono i legami familiari del contribuente".

Chi, ragionevolmente, si aspettava un approfondimento o una smentita è rimasto deluso: la notizia sembra non sia stata ripresa da altre testate e non si parla più dei redditi di Draghi neanche nel successivo numero dello stesso settimanale. Lì il governatore della Banca d'Italia viene invece citato alla fine di in un articolo sui poteri forti ("Compromesso in banca" di Paola Pilati), in cui si sostiene che le banche accetterebbero le tasse di Tremonti purché la pubblica amministrazione passi all'uso dei più economici (per le banche) sistemi di pagamento elettronico:

Compromesso, è dunque la parola d'ordine. A meno che qualcuno non sparigli le carte della partita. E chi, se non il supremo guardiano del sistema bancario, il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi? La risposta dell'enigma al 31 maggio, giorno delle sue "Considerazioni finali".

Non ci produrremo nella complessa esegesi dell'intervento odierno del governatore, né proveremo a cercare minacciosi collegamenti tra i due "avvertimenti" in forma di news; ci chiediamo soltanto perché una notizia ghiotta come quella della "strana" dichiarazione dei redditi di Draghi non sia arrivata con clamore all'attenzione dell'opinione pubblica. Non vi sembra già sufficientemente scandaloso, anche per un paese anomalo come l'Italia, che il garante della ricchezza della nazione abbia prodotto i propri redditi e pagato le tasse all'estero (la prima notizia dell'Espresso adombrava perfino peggiori ipotesi): gli interessi economici del governatore della Banca d'Italia non dovrebbero restare sempre e unicamente nei confini della nazione (in tutti i sensi)?

Come spesso accade, ai dubbi della cronaca si incarica di rispondere la storia: quest'ultimo episodio confermerebbe una visione vieppiù diffusa (ahinoi!) dell'Italia terra di conquista per gli speculatori della globalizzazione. Ricordiamo solo che Goldman Sachs [+] dagli anni ottanta è consulente nei processi di privatizzazione avviati in diversi Stati: come corollario di questa attività diversi suoi (ex) manager vengono piazzati principalmente nei governi di Stati Uniti e Italia (oltre a Draghi, Massimo Tononi nell'esecuitivo di Prodi e Gianni Letta in quello di Berlusconi).

Potremmo discutere sull'etica di questa best practice, ma ci allontaneremmo dal nostro focus. Osserviamo invece come in tale contesto l'informazione può essere usata per inviare avvertimenti e messaggi trasversali: io li chiamerei i "pizzini" dei famigerati poteri forti. Anche se non si tratta di un vizio che affligge solo l'informazione di Berlusconi o, per l'appunto, di De Benedetti: già Truman, quando era presidente Usa, amava ripetere che gran parte delle informazioni riservate sono pubblicate dai giornali. Provengono cioè da fonti aperte e sono dunque, teoricamente, a disposizione di tutti. Il problema, semmai, è che la capacità di riconoscere e interpretare le notizie non è altrettanto "democratica" giacché presuppone strumenti a disposizione di pochi, servizi di intelligence in primo luogo.

Tornando al mancato scoop su Draghi, dunque, chiediamoci: sarà un caso che il 2 giugno 1992 (giorno che ricorderei come Festa alla Repubblica) l'allora vicepresidente della Goldman Sachs, insieme ai rappresentanti di altre potenti banche d'affari e al "filantropo" George Soros [+], prese parte al riservatissimo incontro a bordo del panfilo della regina Elisabetta (zona extraterritoriale) al largo di Civitavecchia?

Sarà un caso che le decisioni prese in quella riunione portarono tre mesi dopo alla drammatica svalutazione della lira, in conseguenza della speculazione di Soros sulla sterlina, e che il processo delle grandi privatizzazioni (a prezzi stracciati) che ne scaturì, e depauperò l'Italia, fu guidato in vario modo proprio da Draghi & Co. (tra i tanti amici del governatore: Ciampi, Amato, Visco e Prodi, anche quest'ultimo sembra in relazione con la Goldman Sachs)?

Perfino Francesco Cossiga il  24 gennaio scorso a Uno Mattina (Rai Uno) ha addebitato a Draghi, definito "un vile affarista", la "svendita" dell'industria pubblica italiana quand'era direttore generale del Tesoro: imperdibile il servizio di Striscia [+] sull'imbarazzo di Luca Giurato durante l'intervista telefonica all'ex presidente della Repubblica!

Verrebbe da chiedersi, insomma, se Draghi abbia davvero fatto gli interessi della Repubblica Italiana, guadagnandosi la poltrona che fu di un altro "servitore dello Stato" campione di trasparenza come Antonio Fazio. La notizia della dichiarazione dei redditi del governatore sarebbe stata l'occasione giusta per ragionare su tali faccende...

Ma forse l'Italietta duopolista di Berlusconi e Veltroni non vuole un altro scandalo, alla Banca d'Italia o altrove; il nostro paese preferisce rappresentarsi rasserenato: sembra questa la missione affidata all'informazione embedded ("organica" al sistema che la foraggia) .

Purtroppo, però, i problemi causati negli ultimi decenni dalla nostra allegra casta dirigente sono sotto gli occhi di tutti. Denunciare tali misfatti aiuterebbe a svecchiare il paese: peccato che la corporazione dei giornalisti [+] in cambio di un piatto di lenticchie continui a gingillarsi tra veline e pizzini!

 

Ultimo aggiornamento ( Domenica 08 Giugno 2008 22:29 )
 
 

I link esterni [+] aprono
una nuova finestra
di navigazione web


Sito ufficiale della Società italiana di demodoxalogia SIDD © 1995-2008
Alcuni diritti riservati sotto licenza
Creative Commons [+] BY-NC-SA 3.0
Per la collaborazione e l'uso del sito si rimanda alle note legali
OpinionePubblica.Com è a cura di Bruno Zarzaca - Contributi di Giulio D'Orazio e
Antonella Liberati, Maria Teresa Thibault, Roberto Canali, Guglielmo Lucentini, Fulvio Roccatano
Realizzato con
Joomla! [+] un software libero rilasciato sotto licenza GNU/GPL