 Agli inizi del Novecento in Toscana si aggirò per anni un barbuto predicatore che, Vangelo alla mano, sosteneva che Cristo aveva dettato le regole morali e annunciato che, successivamente, sarebbero seguite le regole sociali. Orbene, tali regole, di fratellanza e solidarietà sociale verso gli umili e i diseredati, venivano diffuse da Davide Lazzaretti (nel ritratto accanto). In specie tra i contadini ebbe un notevole seguito tanto che fondò un'associazione religiosa di stampo cattolico.
Il governo dell'epoca non lo riconobbe come ideatore di una setta religiosa ma lo segnalò all'arma dei carabinieri come anarchico rivoluzionario dedito a sollevare rivolte delle classi contadine e proletarie contro le istituzioni e la borghesia. Una copertina della Domenica del Corriere raffigura dei carabinieri che sparano all'anarchico rivoluzionario Lazzaretti, colpendolo a morte, mentre arringa i contadini alla rivoluzione sociale. Gli adepti alle idee del predicatore continuarono a venerarlo; sino agli anni settanta i figli dei contadini, che fuggirono nelle Americhe per evitare le accuse di fomentatori di rivolte, raccoglievono contributi per la diffusione della neoreligione. Sul monte Amiata, nell'Appennino toscano, fu eretta una cappella dedicata al sant'uomo Lazzaretti. A Roma, in via Aniene, una stanza di un appartamento era stata trasformata in luogo di culto con una cappella votiva con tanto di statua di dimensioni reali raffigurante il fondatore. In seguito ad un vistoso successo ottenuto come docente, scrittore e oratore, il 21 marzo del 1943 (equinozio di primavera) il conte Pietro Silvio Rivetta di Solonghello fondò l'Istituto per il benessere integrale con lo scopo di assicurare la felicità, in questa vita e nell'altra, ai seguaci che avessero praticato alcune regole fisiopsicologiche, risultate dall'essenza dell'antica cultura teosofica e pratica della civiltà occidentale e di quella orientale. Nel dopoguerra, nella zona delle Tre Fontane che allora era periferia di Roma, migliaia di persone si recavano in venerazione in una grotta ove a un tramviere era apparsa la Madonna. Tuttora il complesso è luogo di culto con tanto di chiesa, parcheggio per i pulmann dei pellegrini, rivendita di oggetti religiosi e di rifocillazione. Ad Orte una quarantina di anni orsono l'umile casa dell'artigiano Mario Vitantoni era meta di persone sofferenti speranzose di essere guarite da malattie del corpo e della mente. Migliaia i casi di guarigione, documentati dalle riviste dell'epoca e da coloro che ne beneficiarono e che tuttora sono grate allo Scrivino Ortano, perpetuandone il ricordo e le indicazioni per una Chiesa universale. Più o meno negli stessi anni, nelle vicine valli dell'Umbria un convento di suore era meta di pellegrinaggi in quanto si era sparsa la voce delle capacità taumaturgiche di una di esse. Migliaia di casi di persone in buona fede oppure esaltate, incoscienti o toccate dalla grazia, portatori di una intelligenza o di capacità superiori, sono salite - e altre tuttora occupano - la ribalta di tv e giornali (ad esempio la tramissione Voyager del lunedì sera su Raidue). La gente ha un innato bisogno di credere in qualcosa, vero o falso non ha importanza; la fede rafforza la convinzione e la moltitudine delle persone che ci credono genera la profezia che si avvera. Nell'articolo di fondo su Sapere 2000 (27 ottobre 1984, Angelo Ruggieri editore, Roma) scrivemmo: "Un santone indiano di moda sostiene che la forza di volontà di un certo numero di persone, elevata alla decima potenza attraverso una complicata formula algebrica, ottiene i risultati voluti. Alcune coincidenze numeriche, note come relazioni tra i grandi numeri, correlano il microcosmo subnucleare (la particella più piccola) all'intero cosmo".
La Madonna di Lourdes che vede arrivare in Francia da oltre centocinquant'anni migliaia e migliaia di fedeli per immergersi nell'acqua miracolosa ha al suo attivo solo una sessantina di guarigioni certificate, congiuntemente, dalla Chiesa e dai medici. In proposito Pitigrilli disse che il vero fatto miracoloso non sono tanto le (scarse) guarigioni avvenute quanto il processo di massa che tale fede ha messo in moto, con aspettative che si ripercuotono con benefici effetti sull'individuo che vi si reca e sull'economia locale (attraverso il cosiddetto turismo religioso). Un fenomeno religioso mediatico, ancora tutto da analizzare, che in Italia ha un nome: san Pio da Pietrelcina.
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