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Spazio e memoria PDF Stampa E-mail
Scritto da Giulio D'Orazio   
Giovedì 17 Luglio 2008 02:00

In relazione al pensiero di Max Simon Nordau (lezione 30 del corso di demodoxalogia) il sociologo, psicoterapeuta ed ex docente alla St. John's University di New York  Wayne W. Dyer sostiene, nel libro Te stesso al cento per cento (Rizzoli, Milano,1981), che l'uomo è soggetto a due opposti segnali, uno proveniente dalla società (dall'educazione) e l'altro dal subcosciente (gli atavici segnali interiori). 

Il docente americano, autore di numerose pubblicazioni scientifiche, nel citato libro tra l'altro afferma:

"Una delle caratteristiche dell'assolutismo è la sua insidiosa abilità nel convincere la gente al continuo perseguimento di risultati esteriori: il successo economico, il prestigio, le promozioni, l'approvazione del proprio stile di vita da parte degli altri, gli onori, gli status symbol di ogni tipo. Per inseguire con successo tutte queste carote, vi vengono fornite etichette, guide, regole, abitudini, tradizioni e cose simili. In effetti si è continuamente bombardati da propaganda e da direttive da una sconvolgente quantità di fonti esterne, progettate apposta per obbligarvi ad inseguire il premio promesso [...] Opposti ai segnali esterni che incoraggiano continuamente a correr dietro, sempre più in fretta, alle cose che quei segnali cercano di vendervi, esistono tuttavia numerosi segnali interni che nascono dentro di voi e che sono in competizione con quelli esterni per riuscire a controllare la vostra vita. Questi segnali interni si presentano sotto forma di pensieri o di sensazioni e nascono, tra l'altro, anche dai vostri istinti animali e dalla voce del bambino che è dentro di voi, a cui vorrei aggiungere il richiamo delle vostre più alte necessità di esseri umani (cioè gli stimoli che, se soddisfatti, possono inalzarvi ai massimi livelli), insieme al senso di missione o di scopo".

Il Wilson Institute, diretto da L. Jean, nel corso Metodo radar per lo sviluppo rapido della memoria (Wilson international, Sondrio, 1960), si interrogava sul persistere del passato nella natura, affermando che:

"questa memoria impregna di se tutta la natura ed è sentita non solo dall'uomo ma da ogni essere, da ogni elemento della natura, anche quelli cosiddetti passivi. Prendiamo ad esempio lo spazio: si direbbe che anch'esso conservi una specie di ricordo degli avvenimenti che si sono svolti in esso, dei corpi che in esso hanno occupato uno spazio. [...] Quello che della radioestesia a noi interessa è la teoria secondo la quale un corpo lascia la traccia di se, anche quando esso non c'è più. In altre parole lo spazio ricorda quel corpo (e come quello tutti gli altri). Tale fenomeno è chiamato persistenza. [...] Nel regno animale poi possiamo dire che tutti i grandi stadi di organizzazione, tutte le forme cronologiche del modo primitivo - che formano la sorgente comune di tutte le forme viventi - si riproducono nel corso della vita embrionale dei mammiferi superiori e in particolare dell'uomo. [...] Esiste un tipo di verme che vive in determinate spiagge e che si nasconde nella sabbia quando c'è l'alta marea e riemerge quando il mare è basso. Infatti, vivendo questo verme praticamente sulla battigia, se non facesse così rimarrebbe praticamente sommerso dalle acque e verrebbe trascinato al largo, lontano dai luoghi ove trova sostentamento. Ebbene, si è notato che uno di questi vermi posto in un vaso di sabbia trasportato in laboratorio continuava a nascondersi e a riapparire a intervalli regolari, nelle ore in cui press'a poco si verificava l'alta e la bassa marea. Insomma, questo verme anche lontano dal suo ambiente continuava a comportarsi secondo le leggi del suo ritmo vitale."

Il fenomeno della persistenza della memoria coinvolge anche la fisica. A. Mary in I segreti della vita citato da Jean dice: "Calamitato per mezzo di una corrente elettrica, il ferro dolce perde molto rapidamente il potere di calamita che invece l'acciaio conserva con tenacia anche al di fuori dell'influenza della corrente", (è la cosiddetta persistenza magnetica dei metalli). 

La memoria degli avvenimenti del passato persiste, anche se non abbiamo il ricordo di tali episodi. Con tutte le cautele del caso e senza alcuna pretesa di scientificità possiamo affermare, in base a racconti di prima mano, letture ed episodi (in verità in numero insufficiente per una catalogazione), che in presenza di determinate cause tale memoria possa ulteriormente assopirsi o espandersi in campi del tutto sconosciuti, sino a quel momento, al soggetto in questione. Tali cause sono: scariche di corrente elettrica, particolari colpi contundenti all'occipite, malattie del sistema nervoso-cerebellare. Qualcosa, insomma, che in modo diretto o indiretto abbia a vedere con i fenomeni di energia ondulatoria fisico-magnetica di Toddi (lezione 29 del corso di demodoxalogia).

 

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 17 Luglio 2008 12:32 )
 
 

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