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Politica di sinistra PDF Stampa E-mail
Scritto da Giulio D'Orazio   
Domenica 13 Luglio 2008 02:00

I due maggiori, o meglio gli unici, partiti con una consistenza parlamentare sufficiente, pur essendo rappresentati in parlamento non esistono! Infatti sia il Popolo della libertà che il Partito democratico sono annunci di partito, sperimentazioni, intenzioni di creare un partito ma giuridicamente non esistono, nel senso che uno ancora non ha riunito i supposti fondatori e enunciato delle regole statutarie e l'altro ha creato sulla carta un partito e nominato i vertici (anche se provvisori) ma non ha convocato il congresso dei probabili iscritti per l'approvazione dello statuto, delle dirigenze democratiche e - principalmente - dei cardini dei nuovi valori della sinistra.

Eppure sono presenti in parlamento. E' la nuova politica: schieramenti che si improvvisano per fronteggiare le momentanee situazioni che si presentano. Mentre una volta i partiti avevano una storia basata su uomini, idee e valori che si erano affinati nel tempo, oggi l'ideologia non conta più, è divenuta una barzelletta. Infatti Silvio Berlusconi con il suo anticomunismo e il pericolo di tutto ciò che è di sinistra rasenta il ridicolo, in quanto ormai il comunismo è unicamente un ricordo storico e la sinistra non sa neppure lei cosa è: progressista, riformatrice, populista, classista? Tante sinistre e tanti uomini politici di sinistra che non parlano un unico linguaggio ma balbettano solo dialetti. Forse è questo il motivo che non li tiene uniti: non si capiscono perché hanno perso la matrice ideologica.

Una volta dopo una sconfitta elettorale gli amici si riunivano e, molto amichevolmente, mandavano a casa il segretario del partito. Oggi è il segretario del partito (Walter Veltroni) che sostiene un cambiamento di rotta e conseguenti nuove alleanze. Verso un centro ma anche a sinistra, non disdegnando l'alta borghesia e gli imprenditori. Senza storia non ci si può indirizzare verso un futuro poiché è dalla storia che nascono i valori che danno sostentamento ai programmi.

Nelle discussioni politiche si fa appello al programma elettorale presentato dai due schieramenti, come se gli elettori conoscessero e ricordassero il programma del partito per il quale hanno votato. Noi siamo convinti che fra gli stessi eletti alla Camera e al Senato ce ne siano moltissimi che non conoscono il programma che sono stati chiamati a realizzare. I decisori sono altrove!

In questo balbettio generale la sinistra e Veltroni si interrogano sulle ragioni della sconfitta, qualcuno fonda delle correnti (come ai bei tempi della vera politica), altri propongono fumo. Massimo D'Alema, che essendo massimo ha sempre aspirato a sedere sugli scanni più alti, ha fondato una corrente che - ha precisato - non è una corrente: si chiama fondazione. Un luogo di ritrovo per dei pensatori che, dopo un ampio e fruttuoso scambio di vedute, concordino sul modo e i tempi di sostituire Veltroni (anticipandolo nelle ondivaghe alleanze); non è una corrente politica, ha un'altro nome. Nel frattempo se qualche industriale o banchiere o palazzinaro o cooperativa volessero far giungere i loro cospicui finanziamenti alla corrente (pardon, alla fondazione) il sostentamento sarebbe bene accetto.

Si prega però di non preannunciare l'importo tramite telefono e di non presentarsi sulla barca!

 

Ultimo aggiornamento ( Domenica 13 Luglio 2008 11:50 )
 
 

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