La sinistra cerca le ragioni della sua sconfitta elettorale, sia la vera sinistra sia l'aspirazione a sinistra del partito di Walter Veltroni. Quali le cause? Errata impostazione della campagna elettorale o delle tematiche del programma? Raccoglie più consensi Antonio Di Pietro con la sua politica giustizialista o il buonismo dei riformatori?
Vivendo in una società globalizzata e in clima di perdurante stagnazione economica le aspirazioni dei cittadini si compattano, a destra come a sinistra. E' la priorità dei bisogni che muta i comportamenti e le richieste. L'elettore di sinistra ha sempre sognato lo Stato come una mamma caritatevole che dalla cornucopia distribuisce benessere e felicità al popolo. Il compito dello Stato non doveva consistere solo nel dare l'istruzione, l'assistenza sanitaria e la pensione ma anche la casa e un lavoro sicuro per tutta la vita lavorativa. Ma la crisi industriale ed economica si trascina da anni e ha investito anche la finanza e le borse mondiali, di conseguenza il welfare non è più in grado di aiutare nessuno: le casse dello Stato sono insufficienti ai bisogni e il primo aiuto - come da millenaria tradizione - va alla casta al potere e ai suoi amici che la mantengono. Il popolo di sinistra dovrà aiutarsi da solo, sviluppare la fantasia e l'imprenditorialità. In pratica diventare come la destra. Una destra che crede nelle sue forze, nella sua intelligenza e capacità, che ha il coraggio di sfidare i tempi e le leggi. Una destra imprenditrice e dirigenziale, che manda avanti banche, assicurazioni, industrie, grandi commerci e così via. Imprenditori che ottengono agevolmente prestiti e finanziamenti, giovanotti dal nome illustre che, usciti dall'università, diventano vicepresidenti d'azienda. Personaggi che sanno fare piccoli e grandi intrallazzi. Certo non tutta la destra è così, lo è l'immagine tradizionale della destra! Il giovane disoccupato di sinistra, che non ha compiuto tutti gli studi anche a causa dell'ambiente di provenienza (povertà economica, situazione sociale), non ha neppure la possibilità di accedere in azienda e, ancor peggio, chiedere prestiti. Come sviluppare allora l'imprenditorialità, cioè la capacità di inventiva abbinata al coraggio? Di esempi in giro ce ne sono parecchi: dallo smercio della droga all'intrallazzo affaristico, tutto secondo vocazione e capacità. Se i politici che si dichiarano di sinistra non elaboreranno nuovi valori e prospettive adeguate ai tempi spingeranno fatalmente il popolo verso un versante di sopravvivenza molto pericoloso e senza ritorno. Non per nulla, come ha detto Giovanni Sartori, l'infiltrazione della mafia (che non ha colore politico) ha varcato lo stretto e ha superato Firenze. Ma per riformare la sinistra bisognerebbe prima allontanare alcuni personaggi, che hanno fatto il loro tempo e vivono come nababbi; portaborse, agitatori di professione, sindacalisti, parlamentari e capicorrente che sono vissuti a spese del popolo pantalone, senza creare neppure un centesimo di Pil.
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