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Santi e dintorni PDF Stampa E-mail
Scritto da Giulio D'Orazio   
Venerdì 25 Luglio 2008 02:00

Santi, profeti e maghi sono sempre esistiti. E con loro, ovviamente, ciarlatani, imbroglioni e visionari. Un tratto che accumuna gli uni e gli altri è l'innata capacità istrionica, cioè - come recitano i dizionari - un clamoroso ma mascherato esibizionismo. Un atteggiamento capace di soggiogare gli astanti, specie quando il pubblico, richiamato dal passaparola della pubblicità popolare, giunge dai più svariati luoghi speranzoso di partecipare a un evento eccezionale.

Sin dagli inizi del secolo scorso religiosi e studiosi hanno cercato di trovare comuni punti di concordanza sulla causalità di tali fenomeni, rimandando ad altre particolari tematiche il significato degli episodi. Ricordiamo le seicentocinquanta pagine del Manuel de Sociologie catholique (histoire, thèorie, pratique) di Albérìc Belliot, dell'ordine dei frati minori, edito per la seconda volta nel 1927 da P. Lethielleux, libraire-éditeur di Parigi.

Dall'anno 1950, per iniziativa di Eduard Vogt, docente dell'Università internazionale per gli studi sociali Pro Deo, si può formalmente riconoscere una vera e propria attività italiana di sociologia religiosa, sfociata nel 1955 nella conferenza di Lovanio che dette il via a pubblicazioni specifiche, dopo il primo congresso di sociologia religiosa svoltosi un anno prima presso l'Università cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Numerosi gli studiosi italiani, religiosi e laici, che parteciparono al Terzo congresso internazionale di sociologia ad Amsterdam e alla costituzione dell'Associazione italiana di scienze sociali. Tra i primi aderenti al gruppo di studio di sociologia religiosa citiamo: Ardigò, Burgalassi, Barbano, Baget-Bozzo, Braga, Grasso, Toldo, Tentori, Seppilli, Pizzorno; così come enuncia la pubblicazione La sociologia religiosa in Italia di Silvano Burgalassi, edita nel 1959 dalla citata università Pro Deo.

Gli istrionismi sono un piccolo tratto di un fenomeno che rientra nello studio della sociologia religiosa. Per lo psichiatra Luigi Cancrini i segni del corpo e le versioni somatiche di padre Pio rivelavano dei tratti istrionici (Omnibus, La7, 26 giugno 2008) così come  Paolo Villaggio (nelle Invasioni barbariche, La7, 25 giugno 2008) addebitava a suor Teresa di Calcutta atteggiamenti paragonabili a superbia e decisionismo. Tratti psicologici indotti da digiuni, diete insufficienti, privazioni o autopunizioni che spesso portano a visioni oniriche collegate alla credenza religiosa.

Per prendere in considerazione un vero soggetto dotato di poteri paranormali, concordano gli studiosi, occorrono predizioni avverate e cura riuscita di malati. Le stesse cose che la Chiesa cattolica verifica in chi si appresta a santificare.

 

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 25 Luglio 2008 02:03 )
 
 

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