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I sociologi e l'arte PDF Stampa E-mail
Scritto da Maria Teresa Thibault   
Martedì 29 Luglio 2008 02:00

E' uscito il volume II (anno II) della rivista professionale di sociologia e società La sociologia in rete diretta da Camillo Capuano. Numerosi gli interventi e i saggi degni di essere menzionati, ma dalle settantadue pagine questa volta estrapoliamo solo gli scritti che afferiscono, in modo diretto o indiretto, all'arte intesa nel suo complesso di opere, metodologie e riferimenti sociali.


  • La demodoxaloga Antonella Liberati, dopo una presentazione storica della disciplina demodoxalogica e del significato etimologico, acquisito nei dizionari, illustra l'archeodemodoxalogia: neologismo per definire quel complesso di osservazioni e studi legato alla ricerca di costanti ambientali del passato. Infatti molti documenti storico-artistici del passato danno notizia in modo casuale della tecnologia e dell'ambiente che il manufatto rappresenta, offrendo delle preziose informazioni sulla vita sociale, le abitazioni e gli stessi stati d'animo della popolazione; informazioni che esulano dalla volontà di chi ha commissionato l'opera ma che riflettono lo stato emotivo dell'artista che "racconta" ciò che vede e sente. L'autrice descrive (secondo l'ottica archeodemodoxalogica) la monumentale colonna voluta dall'imperatore Traiano per celebrare la vittoria sui daci. Un metodo per accostarsi alla vita del passato attraverso l'opera marmorea dell'artista del tempo che vale sino ai giorni nostri, in tutti i campi dell'arte, per conoscere quello che c'è dietro l'angolo della società o dell'ambiente rappresentato.
  • Il docente Mauro Pacetti, giovandosi di abbondanti e significative riflessioni di storici del pensiero sociale, esamina il fenomeno Beppe Grillo (un artista dello spettacolo) tra società civile e politica. Per l'autore l'artista Grillo intercetta un disagio sociale evidente; rappresenta sul suo blog e nelle piazze uno spaccato delle aspirazioni di molti cittadini. L'azione sociale dell'artista si riverbera nei media in modo dicotomico (politica/antipolitica) con un ruolo di traino anche per l'agenda politica. E' una forza di coinvolgimento (del commediante) pari a quella della letteratura con le settecentocinquantamila copie vendute del libro La Casta di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella. Sono punti di svolta così come lo fu la Rivoluzione francese che contrappose la nozione di società civile a quella di Stato. La bussola che orienta l'azione è costituita da ideali e valori condivisi ed il comportamento del cittadino è legato a processi comunicativi e interattivi [N.d.R.: ove le arti rientrano in tutto campo]. I temi affrontati e dibattuti da Grillo passano (attraverso l'azione dell'attore) dalle sfere private del cittadino a quelle pubbliche.
  • Il dottorando Emilio Gardini, esaminando la sociologia della postmodernità, ci avverte che la logica del senso comune è come una patina sovrapposta, come lo sono il mito, la pittura, l'epistemologia o qualsiasi altra cosa. I segni e le immagini che compongono lo scenario conoscibile postmoderno sono ciò a cui l'attenzione del ricercatore deve volgersi per orientarsi nella de-codifica dell'osservato; essi costituiscono frammenti di linguaggi che costruiscono forme sempre nuove di modifiche culturali e simboliche. L'interpretazione della società non è che una rappresentazione, una figurazione di essa. Per David Harvey in architettura il modernismo è considerato come tecnocratico, razionale, talvolta monotono e standardizzato nelle sue linee contro il postmodernismo eterogeneo, di rottura, indeterminato e frammentario, scomposto nei confronti della linearità razionale e funzionale. La sociologia weberiana, anticipatrice della contemporanea, include nella sua sfera conoscitiva tutte le forme espressive, anche le forme estetiche della vita, che oggi più che mai compongono il panorama culturale della società.

Tematiche che in ultima analisi hanno a vedere con l'opinione pubblica per l'influenza che le arti (pittura, letteratura, danza, recitazione ecc.) hanno sul loro pubblico, attraverso la capacità di indicare mode e tendenze, e come (di converso) gli artisti sanno recepire i gusti, le aspirazioni, "il comune sentire" del loro pubblico, immettendo tale percezione nelle loro opere. Campi d'indagine ancora tutti aperti e sui quali i sociologi ed i demodoxaloghi saranno chiamati ad indagare, nel prossimo autunno, in un convegno nella città di Frascati.

 

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 18 Agosto 2008 14:55 )
 
 

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