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Nel suo intervento al secondo convegno nazionale di demodoxalogia, svoltosi a Napoli dal 16 al 20 ottobre del 1954 in seno alla XLV Riunione della Sips (Società italiana per il progresso delle scienze), Giovanni Mammucari esordì affermando che "il cinema è indubbiamente un formidabile strumento per l'informazione e per la formazione dell'opinione pubblica, capace pertanto di incidere anche sul costume e sul gusto della società."
Nel proseguire il suo intervento, il futuro direttore generale dei servizi per l'informazione della presidenza del consiglio dei ministri, si chiese: "Che cosa, demodossalogicamente, si deve intendere in tutto ciò? Quali forze controllano e regolano quest'importantissimo fenomeno di massa? A quali esigenze e a quali interessi corrispondono le formule che danno luogo ai vari generi correnti? Tutta una serie di argomentazioni che del resto allo stato attuale della dottrina implicherebbero anzitutto la soluzione di un'altrettanto vasta problematica di carattere psicologico, economico, giuridico, oltre che socio-demodossalogico che sembra proprio trovare il suo naturale luogo d'incontro in questo peculiare fenomeno di sintesi che è costituito appunto dal cinema [...] Demodossalogicamente il fenomeno cinema anzitutto si presenta in una duplice, consueta relazione. Vale a dire quale mezzo strumentale di formazione-informazione dell'opinione pubblica, nonché quale manifestazione, artistica ed economica ad un tempo, di espressione di comportamento collettivo."
L'anno successivo i demodoxaloghi furono chiamati a svolgere un sondaggio alla Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia: si vedano gli interventi di Maria Castorina negli atti Demodossalogia ed opinione pubblica (ediz. Sidd, 1998) e di Maria Giovanna Simbula in Scienza, società ed opinione pubblica (ediz. Sidd, 2001). Arnolfo Santelli, nelle sue lezioni svolte nell'anno accademico 1955-56 nei corsi di demodoxalogia, approfondì la tematica riguardante la Genesi di capolavori e loro influenza sulla pubblica opinione, in particolare per quanto riguarda le seguenti opere: La ronda di notte di Rembrandt, Il barbiere di Rossini, C'est mon père di Hugo, Il fabbro armonioso di Haendel, Il Perseo di Cellini, Serenata e Ave Maria di Schubert, Chiaro di luna di Beethoven, Ah non credea mirarti di Bellini, la Sistina di Michelangiolo e Storia di Cristo di Papini. Nel successivo anno accademico, come di consueto presso la Facoltà di scienze politiche della Sapienza, Gavino Gabriel trattò l'Influenza dei mezzi meccanici audiovisivi nei rapporti fra gusto ed opinione pubblica, G. Mammucari Pubblico e spettacolo, con particolare riguardo al cinema, al teatro ed alla rtv e Mariani De Amicis tracciò un Panorama dell'attualità musicale e criteri di valutazione. Dopo mezzo secolo il panorama, la tecnologia e i gusti del pubblico sono mutati ma le mosche cocchiere dei demodoxaloghi hanno indicato una traccia d'indagine che resta tutt'ora viva per quanti si apprestano a cogliere i movimenti ed i rapporti tra opinione pubblica e le Arti (le nove Muse) nel loro complesso.
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