| 05 Luglio 2008
L'archeodemodoxalogia cinematografica, letteraria e affini quali manifesti di pensiero, ambientali, opere pittoriche, fotografiche, grafiche, di propaganda e comunque con intento di comunicazione all'opinione pubblica, relativa alla prima metà del XX secolo, individua - in alcune forme comunicative del tempo considerato - notevoli affinità tematiche. Le opere d'ingegno o artistiche considerate in questa sede sono Metropolis, film del 1927; Il Mondo Nuovo, romanzo del 1932. Sono autopsie della realtà ambientale della prima metà del XX secolo.
Ogni pellicola cinematografica e ogni romanzo costituiscono forma complessa di comunicazione all'opinione pubblica. Le abbiamo scelte come parametri di riferimento.
Qualsiasi rappresentazione della realtà costituisce forma di comunicazione a qualcuno; è comunque sintesi o arricchimento di una notizia. A seconda della riduzione o dell'arricchimento della notizia, delle forme e dei mezzi impiegati per comunicarla, avremo un messaggio risultante più o meno evidente. Il messaggio racchiude elementi diversi finalizzati al suo scopo. Ne può contenere altri paralleli, contraddittori, inutili, mistificatori o sovrabbondanti. Il messaggio, se stampato, pubblicato, pubblicizzato diventa comunicazione all'opinione pubblica. Tanto un film quanto un romanzo hanno pubblici che possono raccogliere molte fasce e tipi di opinione pubblica. Poiché vengono fruiti generalmente nel tempo libero, se i lettori o gli spettatori non sono particolarmente attenti e critici, possono essere utilizzati come veicolo tanto di messaggi apparenti quanto effettivi.
E' di interesse dell'archeodemodoxalogo individuare la qualità e la tipologia degli elementi della comunicazione e le eventuali costanti demodoxalogiche in essi presenti.
Rispetto alle usuali fonti aperte, frazionate nell' hic et nunc del loro essere pubblicate, film e romanzi costituiscono antologie sintetiche di opinione pubblica, verificabili in virtù della loro finitezza. Vanno lette come se il lettore fosse contemporaneo alla loro pubblicazione, ma con la consapevolezza di quanto è accaduto dopo. Sono antologie di opinione pubblica interpretata, corroborata da ipotesi per assurdo o per simboli e archetipi già noti. Il loro autore offre collegamenti interpretativi pregressi, che spesso consentono di ricostruire la genealogia ideologica del messaggio.
In Metropolis, tra i molti temi fattivi confluire, c'è la inquietante celebrazione di una civiltà sostenuta dalle macchine e, per converso, l'antagonismo con la sfera delle emozioni. Si tenta anche il sinolo fra macchina ed emozioni, ma, alla fine della pellicola, il dilemma non è stato risolto. Sembrerebbe soltanto che i pubblici presenti nella storia ne siano solo un poco più consapevoli.
Metropolis anticipa 1984, romanzo del 1949, nel consentire il controllo totale delle masse attraverso il totale annullamento di volontà e potenti sistemi di videosorveglianza. La M machine offre una sconcertante affinità architettonica e meccanica con la chiusa idraulica di Petersborough in Canada, inaugurata nel 1904. Metropolis, la città madre, madre di tutte le città, in effetti si chiama Babele e la M machine è Moloch, che divora i suoi figli disumanizzati.
Ascensori per il basso trasportano plotoni di operai in tuta, che in certe inquadrature sono sostituiti da sagome dipinte. Le strutture di superficie sono molto simili a quelle di Berlino o del Foro Italico a Roma, allestite nello stesso periodo. La visione d'insieme della città megalopoli suggerisce un enorme grattacielo sul modello di quelli statunitensi. Le macchine in funzione sembrano affascinanti plutonici mezzi di utopico potere. In Metropolis Babele confluiscono delirio di onnipotenza nell'essere inventori di geniali imitazioni del corpo umano al servizio del potere che nega ogni umana aspirazione o necessità; l'ambizione futurista all'uomo macchina; reminiscenze bibliche ed esoteriche; ambizioni sociali e astuzie manageriali; pro e contro di tutte le fasce e tipi di pubblici, con relativi codici comunicativi; apologia della morte e della rinascita artificiale, magari per procura; esorcizzazione di ogni delirio a mezzo del fuoco, dell'acqua, dell'innamoramento, del disvelamento; descrizione dei comportamenti delle folle; un'antologia di simbolismi; schiavitù da lavoro coatto; divisione della società in categorie uniformi per funzione; spionaggio, esoterismo e settarismo, finalizzati al controllo totale di individui e folle. L'agognata utopia si rivela distopia.
Il Mondo Nuovo è molto esplicito: tutto è stato artificializzato, la gente deve credere in Our Ford invece che in Our Lord; i nascituri vengono concepiti, gestiti e condizionati in bottiglia, per ottenere dei perfetti Alfa, Beta, Gamma, Delta, Epsilon, gruppi di folle omogenee per caratteristiche fisiche e comportamentali, frutto di studiato condizionamento ambientale, che ne renderà facile la gestione sociale.
La parola, che diventa impronunciabile e se pronunciata provoca indicibile imbarazzo negli astanti, è madre.
Ogni sentimento o emozione va prevenuta da una condizionata, funzionale preventiva assunzione di soma, pillola magica del consenso e della felicità totali. Il condizionamento tipo Pavlov regola il Mondo Nuovo. Sia in Metropolis che nel Mondo Nuovo ci sono soggetti risultati refrattari al condizionamento generale. Non fanno parte delle folle, ma di pubblici formati da individui pensanti, ancora ricchi di emozioni. Comunicano autonomamente, disturbando il sistema. Percepiscono la loro diversità, ma non riescono ad apprezzarne le qualità: sono diversi, guardati con sospetto. Nel Mondo Nuovo, vengono mandati su un'isola. Ognuno di loro lo teme come la peggiore delle punizioni, ma il Governatore Mondiale sa che scopriranno di trovarsi in una piccola società di individui allontanati e ghettizzati perché refrattari ai condizionamenti, diversamente abili, sensibili, capaci di emozioni e spirito critico.
Film e romanzo contengono tanto elementi che algoritmi facilmente individuabili nelle notizie e nei messaggi del nostro tempo. Sono strumenti per meglio leggere il respiro del comportamento umano nel suo eterno oscillare tra la ricerca di utopia, realizzazione della sua mistificazione in distopia, per ambire ad una nuova ricerca di irraggiungibile utopia. Aiutano a dare un nome ad ansie e paure del nostro tempo. Sono due opere a quel tempo futuriste, annuncianti radiosi futuri tecnologicamente avanzati per ripiegarsi sui propri fallimenti e disincanti. Due distopie nascoste dalle ambite utopie generate dalla sempre crescente ambizione dell'essere umano per il superamento di ogni ostacolo naturale o artificiale, dai tentativi di utopica organizzazione, riorganizzazione o pretesa di creazione tanto di individui quanto di masse sociali e produttive.
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