| 15 Aprile 2009

Wright in volo, Centocelle, 26 aprile 1909 *
Soltanto due mesi dopo la pubblicazione del manifesto futurista a Parigi, l'attenzione dell'opinione pubblica italiana fu polarizzata da un'altra manifestazione oggettivamente futurista: l'aeroplano dei fratelli Wright sarebbe decollato da un prato alla periferia di Roma!
Il 14 aprile 1909 i prati di Centocelle furono raggiunti con ogni mezzo di trasporto da persone di ogni fascia sociale. Fu un giorno di febbrile attesa, delusa fino alle ore diciotto del giorno dopo, quando Wilbur Wright salì sul nuovo mezzo di trasporto più pesante dell'aria e compì le attese evoluzioni aeree. Il prestigio trasversale dell'evento su corroborato da quello dei passeggeri che furono aerotrasportati nei giorni seguenti (tra i quali Sidney Sonnino e tre nobildonne) a riprova della sicura fruibilità e qualità del nuovo mezzo di trasporto.
L'evento dimostrava all'opinione pubblica la tangibile contemporaneità del futurismo. Era stato reso possibile dalla interazione scientifica e tecnologica di tre inventori, germogli del futurismo dei primissimi anni del XX secolo: il guardiamarina dell'Accademia di Livorno Mario Calderara e i fratelli statunitensi Wilbur e Orville Wright. Calderara progettava un idrovolante; i fratelli Wright lavoravano al miglioramento di una aerodina, un aeromobile più pesante dell'aria governato dal pilota ai comandi. Il successo dei Wright nel 1903 rafforzò la determinazione aeronautica di Mario Calderara. Scrisse ai Wright, chiedendo loro di condividere la loro nuova tecnologia: gli risposero, fornendo anche i disegni del loro velivolo. Ne nacque amichevole fitta corrispondenza, che qualche anno dopo permise una serie di accordi che portarono alla trasformazione del prato di Centocelle in aerodromo e successivamente in aeroporto. Sempre all'inizio del 1909 si era costituito il Club degli aviatori, che provvide tanto al reperimento di fondi che a tutta l'attività diplomatica e contrattuale perché lo straordinario evento avesse luogo. Sui pratoni di Centocelle era stata costruita una aviorimessa per il velivolo dei Wright. Era nato l'aerodromo di Centocelle, che fu inaugurato come tale il 15 aprile 1909 e successivamente utilizzato per i multiformi sviluppi del nuovo mezzo di trasporto.

Aviorimessa nell'aerodromo di Centocelle *
Il 15 aprile 1909, dunque, nel neonato aerodromo di Centocelle cominciò la dimostrazione pubblica di volo aerodinamico che si protrasse fino al 26 aprile, con decine di voli. L'evento trovò eco anche sulla rivista L'illustrazione italiana. Mentre in quei mesi i fermenti futuristi avevano già trovato definizione e propositi nella pubblicazione a Parigi del Manifesto elaborato da Filippo Marinetti e altri. In breve, l'impiego di aerodine avrebbe reso possibile l'aeropittura e un'analisi sempre più parcellizzata e profonda della velocità.
Nel settembre 1909 Calderara divenne il primo pilota italiano con brevetto di volo. Grazie all'esperienza di pilotaggio fatta con i Wright, divenne istruttore degli aspiranti piloti insieme a Umberto Savoja. All'inizio del 1910 il ministro della guerra autorizzò la gestione della prima scuola di pilotaggio in Italia, tanto per militari che per civili, con sede proprio nell'aeroporto romano di Centocelle. Nel 1911 Calderara sarebbe riuscito a progettare e costruire il suo idrovolante e nel 1912 a farlo volare con successo per poi mettere a disposizione di tutti le sue conoscenze specifiche.
Con l'allestimento di una significativa esposizione, l'aerodromo di Centocelle il 5 aprile 2009 ha aperto nuovamente le sue strutture per riportare all'attenzione dell'opinione pubblica il suo secolo di storia. Oggi quel luogo è molto cambiato, perché le sue funzioni sono state adeguate alle mutate condizioni ambientali. La celebrazione degli aspetti "aeronautici" del futurismo, un secolo dopo, può essere anche l'occasione per valutare nelle sue luci e ombre l'impatto culturale e ambientale che l'aeronautica ha avuto sul nostro pianeta.
* Foto d'archivio concesse dall'Aeronautica Militare
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