| 09 Maggio 2009

William Holman Hunt, "Capro espiatorio" (1854)
Capro espiatorio, fin dall'antichità, è un soggetto scelto a caso, purché abbia caratteristiche adeguate allo scopo di chi pretende di imputargli arbitrariamente responsabilità e colpe. Il concetto di capro espiatorio occulta inquietanti aspetti di ambiguità e mistificazione sociale. Il consenso attivo o passivo dell'opinione pubblica a chi gestisce la condanna su un capro espiatorio è condizionato dall'ignoranza, dai pregiudizi sociali, dalla paura, da un aberrato e illusorio criterio di giustizia.
Le caratteristiche apparenti di un soggetto da impiegare come capro espiatorio possono essere tanto mitezza, inferiorità, diversità, quanto autonomia di pensiero, diversità di cultura, stato di minoranza numerica o di potere, correttezza civica, consapevolezza e autostima. Chi si serve del capro espiatorio per rifiutare le proprie responsabilità usa in modo perverso le qualità che non riesce ad avere, o a gestire, facendo convergere il pubblico ludibrio sul capro espiatorio. Quanto più vistosi e più espliciti saranno il retto profilo morale e comportamentale del capro espiatorio, tanto meglio lo stesso si presterà ad essere calunniato, caricato di ogni possibile colpa e nefandezza altrui.
Il capro espiatorio scelto verrà fatto identificare dall'opinione pubblica come soggetto tanto pericoloso da fomentare in essa ogni più riposto timore sociale e immaginario. La sua sola presenza e libera esistenza attualizza gli archetipi immaginari più terrificanti e la possibilità di usarlo come ologramma negativo. Tale soggetto deve essere allontanato ed eliminato e con lui le colpe e le paure dei calunniatori. Con perfetta reciprocità, tanto più candido, casto, puro e incolpevole tale capro espiatorio sarà, tanto più i veri colpevoli si sentiranno liberati ed assolti dalle loro colpe, compresa la calunnia del capro espiatorio quando questo verrà condannato da false prove o sfiancamento.
Per giustificare i disastri tecnologici derivanti dalla disponibilità del fuoco da parte degli umani, l'immaginario collettivo pose sui due piatti della libra in modo perfettamente reciproco la punizione della colpa di Prometeo e le opportunità che ne erano derivate. Allo stesso modo, chi si assurge a celebrante della "punizione" del capro espiatorio, di fatto si sostituisce alla legalità e al buon senso, sacralizzando arbitrariamente mistificazione e abuso. Tra gli esempi letterari citiamo: Dorian Gray (Oscar Wilde, 1891), che riuscì a lungo sembrare l'opposto di quello che era, in quanto ogni sua nefandezza si trasferiva sul suo ritratto; Benjamin Malaussène (Daniel Pennac, Il paradiso degli orchi, 1985), impiegato da un grande magazzino dei nostri giorni per prestarsi a impersonare il capro espiatorio ammortizzatore di ogni lamentela dei clienti. Entrambi sono interessanti esempi di diffusione trasversale del capro espiatorio.
L'uso del capro espiatorio sembra istintivo nell'essere umano. Chi, piegando pollice, medio, anulare e mignolo, punta l'indice verso qualcuno, attribuendogli una colpa, sta probabilmente additando un capro espiatorio. Infatti, un dito è puntato contro la vittima, ma ben tre, forse quattro, nascostamente, sono puntati verso chi compie il gesto di additare. Questo comportamento spesso gode dell'appoggio di coloro che ne condividono i vantaggi apparenti. L'indice puntato dovrebbe insegnare. Puntarlo impropriamente induce così gli astanti come l'opinione pubblica in errore.
Non tutti i capri espiatori accettano passivamente di essere obbligati a impersonare questo ruolo. Qualunque sia la tipologia caratteristica del capro espiatorio, questi, senza derogare al profilo morale e comportamentale che gli è proprio, può non adattarsi ad essere gestito passivamente da altri. La sua situazione di capro espiatorio allora peggiora, in quanto induce nei responsabili dell'abuso rabbia, risentimento uniti a paura di essere scoperti nella realtà della propria prepotenza e ambiguità. La resistenza lecita e legittima del capro espiatorio, singolo o gruppo che sia, specialmente se inattesa, rende fluttuante l'opinione pubblica.
Il successo dei calunniatori piuttosto che del calunniato dipenderà dalla interazione fra la qualità mistificatoria della comunicazione apparecchiata e la qualità della forma mentis di chi riceve il messaggio. Se tale "trattamento" non ha effetto immediato sul capro espiatorio, o lo ha con fasi alterne, l'opinione pubblica si alternerà a favore del calunniatore o del capro espiatorio. Calunniatori e calunniati rappresenteranno modelli positivi o negativi tanto per i singoli che per l'opinione pubblica, a seconda della propensione egoistica e spesso miope, apparentemente conveniente, di attaccarsi al carro del vincitore, piuttosto che alla carretta che porta il perdente al macello, spesso confondendo la qualità strutturale dei due tipi di veicolo.
Un autodidatta di multiforme e ricco ingegno, osservatore da pragmatici e reciproci punti di vista dell'umano agire, ripeteva che è necessario studiare, sapere e ragionare, guardando ogni situazione da punti di vista opposti, perché "il male più ignorante è l'ignoranza".
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