| 26 Giugno 2009

L'immagine principale di questa analisi è uno dei quadri delle "Storie di S. Francesco" affrescate nella Basilica superiore di Assisi: il Natale di Greccio. I parametri qui impiegati per la nostra lettura sono quelli della effemerocritica. L'immagine considerata viene esaminata sia come "notizia" in sé sia come "notizie" inserite in un menabò equiparando il dipinto a una effemeride a cui applicare l'effemerocritica. Il valore opportunamente e reciprocamente attribuito al contenuto tanto della notizia che dell'effemeride che la contiene, come i valori in esse contenuti, sono valutati in rapporto a parametri demodoxalogici, indipendentemente da valori ad essi attribuiti in altri contesti.
L'immagine considerata viene assimilata a una prima pagina di quotidiano, anche per la sua struttura divisibile in nove moduli o "tagli". Altre immagini che considereremo più avanti ci consentiranno di ampliare le possibilità di lettura demodoxalogica degli affreschi di Giotto. La struttura grafica e pittorica delle storie raccolte nel loro insieme in gruppi di tre e di quattro, considerata come l'impaginazione delle storie, può essere assimilata a quella di una rivista illustrata. Come per ogni quotidiano o rivista illustrata esiste una gerenza, altrettanto esiste un committente nell'opera in questione. Il committente può non coincidere con il finanziatore. Nell'allestimento di un numero di giornale o rivista possono agire parecchi soggetti, tra i quali il direttore artistico, il grafico impaginatore e il tecnico del colore: potremo assimilare a queste figure Giotto e i suoi collaboratori.
Rimarrà da decidere se il contenuto dei vari messaggi è frutto esclusivo della volontà del committente, del finanziatore, di Giotto, di uno o più dei suoi collaboratori, oppure del sinolo fra la volontà del committente ufficiale adulterata da quella di chi ha voluto indirizzare diversamente il messaggio originale, oppure dell'artista stesso, volontariamente o meno. Questo aspetto è presente tanto nelle opere che andiamo a osservare, tanto nell'uso incoerente che può essere fatto delle didascalie apposte sotto fotografie o dei commenti ai filmati destinati all'opinione pubblica (si veda "Immagini e didascalie"). Si riportano ora alcuni criteri demodoxalogici per comodità del lettore, che potrà approfondire nella lezione 31 del corso di demodoxalogia di Giulio D'Orazio.
La demodoxalogia classifica i componenti l'opinione pubblica in pubblici: oggettivo se valutato in base ad elementi che non dipendono dalla volontà dei soggetti componenti (es. età, altezza, sesso, colore degli occhi); soggettivo se valutato in base a elementi che dipendono dalla volontà dei soggetti che lo compongono (es. il trovarsi in un certo luogo per un motivo personale o legato a una scelta culturale, per aderire a una manifestazione, frequentare una certa biblioteca ecc.); virtuale se valutato in base a elementi che dipendono dalla funzione, ruolo o attività di categoria dei componenti (es. l'appartenere a un corpo di pronto intervento, a una istituzione civile o religiosa, a una associazione e via elencando). Un uomo (pubblico oggettivo) può aver scelto la vita religiosa (pubblico soggettivo) e far parte del coro dei cantori (pubblico virtuale).
Osservando criticamente la forma e i contenuti di un messaggio qualsiasi, derivante da una notizia/fatto accaduto, se ne potranno estrapolare elementi di adulterazione rispetto alla notizia o fatto oggettivamente accaduto. L'adulterazione è legata alla percezione della notizia a seconda tanto del contesto in cui il fatto è accaduto, quanto del contesto di chi percepisce e riferisce la notizia, per modificarsi ancora in base al contesto ambientale in cui si trova chi riceverà il messaggio. Tutto il ciclo di vita di una notizia è condizionato da fattori ambientali soggettivi ed oggettivi, a seconda che il fatto accaduto venga veduto, ascoltato, riferito, raccontato, filmato, fotografato, dipinto, telegrafato, altro. L'adulterazione è anche dovuta al modo, al mezzo, al tempo e contesti settoriali di trasmissione della notizia, ma anche se è il risultato di una selezione, oppure se la si è arricchita, commentata e via elencando. Per la pittura, comunque interpretazione di un soggetto o tema, le adulterazioni (interpretazioni dell'artista o del grafico del fatto accaduto, del tema affrontato) possono concretizzarsi nella composizione dell'immagine finale, nella scelta grafica e pittorica, nella sintesi e tecnica figurativa, nei colori scelti, nel contesto, effetti di luce, altro).
L'affresco del Natale di Greccio è suddiviso in spazi che identificano, collocano, distinguono e collezionano notizie, messaggi e pubblici in uno spazio tempo-globale definibile, suddiviso in altri spazi-ambienti e tempi caratterizzati dalla presenza o assenza di elementi. Chi ha strutturato l'effemeride ha previsto uno o più spettatori, fornendo loro un punto di vista privilegiato. Tale punto di vista è quello del regista che può e deve guardare, da estraneo autorevole, quanto avviene all'interno dell'iconostasi (recinto che separa il luogo dove si celebrano i misteri da parte di chi ha la conoscenza, competenza e dignità per accedervi, separando il santo dal sacro e dall'umano). Il regista si rapporta a tale iconostasi anche come spettatore partecipe di una sacra rappresentazione. Ne derivano alcune categorie di notizie: quanto dichiarato, quanto oggettivamente rappresentato, quanto viene richiamato da altre effemeridi o notizie di dominio pubblico, quanto di discrepante inserito rispetto a quanto già noto. Tutti elementi di invito alla critica, possibilità di lettura multipla delle notizie date, molteplicità dei soggetti della notizia, in un reciproco continuo che anticipa in qualche modo quella che sarà la tecnica di Escher, qualche secolo dopo.
Il regista Giotto cede il suo posto allo spettatore, al pubblico che sta guardando l'immagine, che guarderà l'immagine nei secoli per leggere la notizia riportata. Questa comunicazione all'opinione pubblica ha un titolo/didascalia: "Il presepio di Greccio". Il dipinto dovrebbe rappresentare l'evento mettendo in evidenza il protagonista (il soggetto che compie l'azione: cfr. lezione 32 del citato corso online) ed un convenuto (oggetto su cui ricade l'azione); il soggetto protagonista agisce nei confronti dell'oggetto su cui ricade l'azione determinando la formazione di opinione pubblica in proposito; l'evento è il nesso che lega il protagonista o soggetto che compie l'azione al convenuto od oggetto ricevente ed è formato da tanti sottoeventi. Nel caso del "Natale di Greccio" vi sono almeno due eventi di uguale e principale rilevanza; altri di minore rilevanza, ma non strettamente sottoinsiemi dei primi.
L'effemeride dipinta da Giotto si discosta alquanto dai fatti accaduti a Greccio come narrati da altri: ne ipotizziamo i motivi e le finalità. Come per ogni pubblicazione diretta all'opinione pubblica, l'effemerocritica va applicata tanto a quella in attenzione quanto a quelle precedenti e successive, per contestualizzare il messaggio nel suo eventuale ripetersi ed evolversi. Rispetto al "Natale di Greccio" nei prossimi articoli esamineremo due altri allestimenti comunicativi di effemeridi/episodi delle Storie di S. Francesco secondo Giotto e i suoi committenti: una precedente (il crocifisso di S. Damiano parla a Francesco) e una successiva (il patrizio Gerolamo accerta le stimmate sul corpo di Francesco). In particolare, vedremo l'uso logistico che Giotto demodoxalogo fa del medesimo crocifisso dipinto su tavola sagomata in tre diversi contesti comunicativi all'opinione pubblica. Articoleremo la nostra lettura demodoxalogica delle effemeridi giottesche con cadenza (indicativamente) settimanale.
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