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Quello che accadde a Greccio in occasione del Natale 1223 lo ipotizziamo come il frutto di una straordinaria invenzione di Francesco, trasformatasi rapidamente nella tradizione annuale dei presepi. Per verificare l'attendibilità di una effemeride, è bene verificarne la storia, con altre attinenti che la precedono e la seguono (cfr. "Analisi dell'attualità" di Giulio D'Orazio). Sull'argomento riportiamo qualche esempio di archeoffemeridi diacroniche, tutte precedenti (effemeridi pregresse) il Natale 1223 a Greccio.

Madonna con bambinoCatacombe di Priscilla (II-III secolo d.C.). Nel dipinto la madre e il bambino hanno per cielo un chiaro firmamento pieno di stelle, fra le quali ne primeggia una che potrebbe essere il sole, oppure la stella cometa. La figura maschile ha un aspetto e un atteggiamento simbolici, mentre quelli della madre e del figlio decisamente umani. Manca il presepe (recinto chiuso, mangiatoia) nella grotta scura. Sono presenti la natività, la maternità, l'universo celeste.

Adorazione dei MagiAdorazione dei Magi, catacombe di Priscilla (II-III sec. d.C.). Tre Magi portano doni al Bambino in braccio alla Madonna in maestà. Le figure del dipinto sembrano abbigliate con abiti di foggia romana. I personaggi appaiono stilizzati e semplificati, mettendo in evidenza dinamicità per gli offerenti e staticità per le maestà riceventi, precisando così i ruoli degli uni e delle altre.

Sarcofago di StiliconeSarcofago di Stilicone (IV sec. d. C.). Il presepe è all'interno di un frontone decorato simbolicamente, che può suggerire una casa o una capanna. Nel timpano il bimbo in fasce è avvolto come una mummia, morto o addormentato. La mangiatoia somiglia a un letto funebre. Gli animali hanno un'espressione vitale e antropomorfa, specialmente il bue. Il bue si trova a sinistra di chi guarda; l'asino a destra. Simmetricamente, ai due estremi del timpano, due uccelli sono intenti a mangiare frutti da due ceste rovesciate, come se queste fossero cornucopie.

Sarcofago del PresepeSarcofago "Il Presepe" (IV sec. d.C.). La scena è ambientata in una costruzione rustica, con un albero all'esterno. La mangiatoia somiglia a un cesto di giunchi o paglia intrecciati. Ricorda quello su cui Mosè fu affidato al Nilo. I Magi sono abbigliati in abiti frigi. Il primo sta parlando, col volto girato, con il Mago che lo segue. Si avvicinano alla mangiatoia dove un bimbo di dimensioni enormi giace bendato e rigido come una mummia. Il bimbo é accudito dal bue e dall'asino. La figura maschile tra la mangiatoia e quella femminile a destra di chi guarda, potrebbe essere un angelo, un profeta o Giuseppe. La figura femminile a destra, col volto rivolto altrove, distante dal bambino, ricorda le personalizzazioni mitraiche della luna durante la tauroctonia.

Sarcofago dell'adorazione dei MagiSarcofago "Adorazione dei Magi" (IV sec. d. C.). La visita dei Magi è collocata in un ambiente architettonico e urbanistico. Il coperchio del sarcofago è a forma di frontone, con arricchimenti angolari. Nel timpano sono raffigurati a sinistra di chi guarda un bue e a destra un asino. Entrambi sono in atteggiamento dinamico, forse dialettico, posizionati ai lati della sigla "X P", simbolo di Cristo. Sul rettangolo del sarcofago, a sinistra, la Madonna in maestà, statica, seduta su un ricco sgabello imbottito, i piedi poggiati su un ancor più ricco poggiapiedi. Tiene sulle ginocchia il Bambino. Entrambi sono in atteggiamento diplomatico e petitorio, nel ricevere i doni da tre Magi in processione dinamica, abbigliati in abiti frigi. Il secondo Mago volge il capo per parlare a quello che lo segue.

In sintesi, nella selezione di archeoeffemeridi qui riportata si notano omissioni o aggiunte di elementi del "presepe": innanzitutto la sua collocazione in luoghi e tempi diversi da quelli probabili in Palestina al tempo zero dell'era cristiana, rispetto al parametro di riferimento evangelico. Inoltre, alcuni elementi trovano riferimento in altri testi, alcuni approvati come veri, altri considerati apocrifi. Ogni presepe, natività o adorazione dei Magi si caratterizza per adesione o meno alle probabili condizioni logistiche e ambientali reali dell'evento rappresentato. In definitiva, qualunque siano il registro e la qualità della adulterazione interpretativa di un fatto accaduto, questa acquista valore demodoxalogico.

(Abbiamo esaminato le effemeridi diacroniche pregresse al Natale del 1223. La prossima settimana esamineremo quelle posteriori all'oggetto della ricerca per poi concludere con una valutazione complessiva. La precedente parte di questa analisi è stata pubblicata il 4 luglio 2009)

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