| 09 Ottobre 2009

La spirale demodoxalogica
Il Notiziario dell'Associazione nazionale sociologi del 31 agosto scorso ha ospitato un interessante articolo di Roberto Vacca: "Costruire coi numeri visioni plausibili dell'avvenire". L'autore prende in esame i dati della disoccupazione negli Stati Uniti sostenendo che:
prevedere come andrà l'economia mondiale nei prossimi mesi e anni è difficile. I dati forniti dalle banche, governi, istituti di statistica non sono sempre affidabili e presentano sbalzi. Le formule degli economisti matematici per valutare i rischi futuri non hanno funzionato e talora hanno contribuito ad aumentare i rischi. Io uso da anni le equazioni di Volterra (ndr. si veda Scienza e Tecnica n. 446, Sips, 2007) che descrivono crescita e declino di popolazioni biologiche. I risultati sono le curve a S: crescita lenta poi veloce che sembra esponenziale, rallentamento fino a raggiungere un asintoto costante [...] I processi di crescita e declino dei prodotti umani seguono le stesse regolarità di quelli delle popolazioni biologiche [...] Le popolazioni biologiche (animali, piante) e quelle costituite da prodotti costruiti dall'uomo (strade, energia, acciaio etc) si sviluppano secondo processi del tutto simili a quelli della crescita delle epidemie.
Riprendendo le teorizzazioni di Michael Lipton - a conclusione delle argomentazioni sostenute nei seminari e nelle lezioni svolte durante i corsi universitari di di Federico Augusto Perini-Bembo - nel 1986 nell'Inchiesta demodossalogica sul post industriale (dal cap 1.13 al cap 1.15) evidenziai come il momento esatto dei cambiamenti sociali sia di difficile previsione e che gli errori prodotti da una previsione sbagliata sono assai maggiori. Da tali presupposti affinammo quel tipo di indagine qualitativa conosciuta come inde (indagine demodoxalogica), avvalendoci anche delle teorizzazioni di David Hume sull'associazione abituale e di quelle di Benoil B. Mandelbrot sui frattali (cfr. lezioni 18 e 19 del corso online), per formalizzarla in elaborazioni statistiche, prendendo a campione solo soggetti estratti da particolari pubblici (e non dall'universo) e solo i leader di detti pubblici.
Sin dal 1982 avevamo ripetutamente messo in evidenza le strette correlazioni tra il comportamento della popolazione, l'ambiente (urbanistico e naturale) e i bisogni (Lineamenti di sociologia dell'emigrazione, Istituto bibliografico Napoleone, Roma, 1987), specificando al convegno di Nemi del 19 febbraio 1996 i rapporti tra popolazione, territorio e risorse umane e naturali. In Demodossalogia ed opinione pubblica (Sidd, 1998), citando la relazione presentata a Nepi, evidenziammo come:
In definitiva se la società è una pluralità di esseri umani (una moltitudine di viventi che pensano ed agiscono secondo schemi acquisiti mediante la cultura ed una ontogenesi correlata all'ecologia) appartenenti tutti ad un ramo del regno animale, il nesso di comuni costanti potrebbe correlarsi anche al regno vegetale (in quanto vivente) e minerale (in quanto oggetto di trasformazioni chimico-fisiche). Comuni costanti di comportamento date anche dalle comuni origini: l'unione dei quark e lo scontro con gli antiquark che formò i neutroni e protoni che, a loro volta, costituirono la parte fondamentale dei nuclei atomici [...] Se l'umanità è una parte di quel mondo animale che popola la terra, e se questa è inserita in un meccanismo universale, gli sbocchi degli avvenimenti rispondono a quelle costanti ove l'uomo incide solo per la parte che lo riguarda personalmente ma non sui fatti collettivi, dati da situazioni createsi da effetti che sono anche cause [...]
Al convegno di Napoli (22-23 ottobre 1998) su "Bisogni emergenti e nuove priorità: una prospettiva mediterranea" (Vecchie e nuove povertà nell'area del Mediterraneo, atti a cura di Massimo Della Campa, Morris L. Ghezzi e Umberto Melotti, Società Umanitaria, 1999) citammo Paul Davies con il suo esempio sulla variazione della popolazione incontrollata, osservata su colonie di animali: un fenomeno che oscilla ciclicamente ed esponenzialmente in rapporto all'inadeguatezza delle risorse (Il Cosmo Intelligente, Mondadori, 1999).
I demodoxaloghi della Sidd raffigurano il cammino dell'umanità come una spirale in continua espansione:
un cerchio che girando sempre intorno ad un centro si sposta sempre più verso l'esterno, in spazi precedentemente vuoti [...] Un mondo in continuo movimento ove, secondo Bertrand Russel, cambiano le forme e le motivazioni ma restano immutate le pulsazioni e le finalità (Demodossalogia ed opinione pubblica, cit.)
L'umanità è, in sostanza, libera di agire come vuole ma pur sempre entro quel vasto contenitore temporale-spaziale (illustrato nel 1947 da Toddi in Geometria della realtà ed inesistenza della morte, De Carlo, Roma) che ne delimita i movimenti e ne condiziona gli sbocchi [...] un cono che racchiude gli eventi succedutesi nel tempo, attraverso la dilatazione nello spazio: una specie di imbuto della memoria (atti LXV Riunione Sips, Cassino 7-9 ottobre 1999)
Un cono che si allarga nello spazio, aumentando la velocità degli eventi per tendere a un rapporto spazio/tempo asintoto, in cui il tempo occupato per andare da a a b è uguale al tempo da c a d, pur con distanze differenti. Nelle indagini, per scendere al pratico, i demodoxaloghi hanno sempre presente il grafico illustrato da Antonella Liberati in "Archeodemodoxalogia e futurismo", la ciclicità delle correnti di pensiero e i rapporti tra scienza (cultura), società (istituzioni) ed economia (tecnica) illustrati dai grafici alle pagine 4 e 88 del citato Scienza, società ed opinione pubblica: l'obiettivo è quello di individuare in quale ciclo, e a quale punto del percorso, potrà collocarsi l'aspirazione della pluralità umana interpellata (il pubblico), per ipotizzare se è imminente una svolta e se questa è in consonanza con il percorso storico (culturale e sociale) del gruppo e dell'ambiente demodoxalogico in cui tale pubblico è inserito.
Non crediamo che tali considerazioni siano fantascienza (come qualche accademico pensava in passato), ma piuttosto argomentazioni allineate alle attuali conoscenze fisico-matematiche.
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