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In ambito accademico la demodoxalogia è poco conosciuta, e possiamo capirne il perché: i testi dei maestri della disciplina si fermano agli anni cinquanta dello scorso secolo: di essi ne sono rimasti in circolazione poche copie che neppure si trovano nelle nostre biblioteche; tuttalpiù da qualche antiquario di libri o addirittura (e in numero copioso) nella biblioteca dell'università del Michigan. Perché in Usa sì e in Italia no? Perché la demodoxalogia è stata l'antesignana di quei metodi di ricerca empirica che si attribuiscono allo statunitense Paul Lazarsfeld, meglio conosciuti - specie in ambiente militare - come open source intelligence (Osint). Secondo Wikipedia, Lazarsfeld "successivamente al 1939 affiancò l'incarico universitario a quello di consulente per il governo statunitense". In tale veste, insieme a Harold Lasswell, durante la seconda guerra mondiale ricavò degli importanti dati sulle perdite del nemico attraverso la lettura dei giornali tedeschi: il morale della popolazione, il numero dei decessi, le condizioni di vita e altre informazioni; un tipo di indagine basata sulla lettura dei giornali applicata poi commercialmente da John Naisbitt.

Nelle memorie di Mario Del Monte, addetto al servizio segreto navale italiano (Uomini Ombra, Nuova editoriale marinara italiana, 1955), l'autore cita l'incarico cui era preposto fin dal 1939 al ministero della Marina militare (allora gestore dei servizi di controspionaggio): controllare sui giornali esteri la popolarità dell'allora premier Benito Mussolini e i movimenti dell'opinione pubblica estera e dei governi nei confronti dell'Italia e del regime fascista. Del Monte inoltre specifica:

"Noi ricavavamo dalla stampa un'infinità di notizie preziose: movimenti di navi da guerra, attività di eserciti, nuovi ritrovati tecnici, biografie, e poi fotografie di obiettivi militari di ogni genere o di nuove armi o nuovi aerei, fotografie che ingrandite ed elaborate permettevano di colmare molte lacune del nostro archivio e fornivano elementi preziosi per il nostro stato maggiore e per il nostro servizio tecnico." 

Nell'appendice ad un recente libro (Bombe su Palermo, già recensito da Bruno Zarzaca) si conferma il primato della demodoxalogia e dei suoi fondatori (Paolo Orano e Federico Augusto Perini-Bembo) ove si legge:

"Nel 1939 il controspionaggio della Regia Marina, attraverso la lettura quotidiana dei giornali esteri, otteneva informazioni sugli atteggiamenti non ufficiali della politica degli stati esteri nei confronti dell'Italia e di Benito Mussolini, attraverso una lettura incrociata denominata effemerocritica, un caposaldo della demodossalogia che è stato il padre (anche se non riconosciuto) delle odierne fonti aperte utilizzate dai servizi segreti di mezzo mondo."

Un'ulteriore attestazione, se ce ne fosse bisogno, del  metodo d'indagine effemerocritica (inde) si può riscontrare in seno alle Forze Armate nelle lezioni di un altro maestro della disciplina: il generale Adriano Magi-Braschi. Per rivendicare il primato della demodoxalogia e dei suoi maestri nel 1993 su Sociologia, la rivista dell'Istituto Luigi Sturzo, (anno XXVII, n. 1-3) l'ultimo dei docenti Giulio D'Orazio ha scritto:

"L'auspicio è che l'abbondante materiale raccolto in cinquant'anni dal libero docente Perini-Bembo non vada distrutto e che il metodo della inde, raccolto da altri docenti, possa essere rivalutato e divulgato per non disperdere un patrimonio tutto italiano che non ha uguali nel mondo, perché lo stesso metodo dell'americano Naisbitt non tiene conto della ripartizione dei pubblici secondo nessi temporali e spaziali e dell'esemplificazione quantitativa dei dati raccolti." 

Da allora sono passati sedici anni ma la demodoxalogia è ancora misconosciuta...

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