| 05 Agosto 2008
L'ambiente è sempre stato per i demodoxaloghi la fonte principale di informazione e, contemporaneamente, formazione dello spazio circoscritto e dei suoi abitanti. Ambiente inteso come sistema di interelazioni tra il territorio, la popolazione che vive in quel territorio preso in esame, e le risorse naturali ed umane che consentono l'interrelazione e la sopravvivenza. Risorse naturali: flora, fauna, acqua, sottosuolo ecc. Risorse umane: fisiche e dell'ingegno. Alla XLIX Riunione della Sips, svoltasi nel 1967 all'università di Siena, Federico Augusto Perini-Bembo (il fondatore della disciplina, insieme a Paolo Orano) svolse una poderosa relazione sulla "Rilevanza della natura demodossalogica del problema sociale che condiziona i risultati di ogni tecnica e di ogni politica in favore della conservazione e valorizzazione dei patrimoni naturale, etnico, culturale".
Nel suo intervento l'illustre docente specificò che il patrimonio etno-culturale è dato:
"necessariamente da testimonianze documentarie che possono essere degli scritti, delle figurazioni, ma pure monete, statue, monili, oggetti e cimeli varii, edifici ed opere pubbliche o loro resti, interi centri storici, architettonici ed artistici, indissolubili con il paesaggio (la Kulturschaft) e in ogni caso connessi con esso e con le sue parvenze (anche somatiche, anche linguistiche, anche di costumi ecc.)."
Soffermandosi sull'importanza dell'autenticità, Perini-Bembo metteva in guardia il ricercatore sull'obiettività del documento, che doveva essere privo di finalità apologetiche o tendenziosità anche nel settore del gusto e della tradizione, specificando che:
"per gusto non intendiamo la moda, bensì una particolare attitudine estimativa, più o meno sviluppata nelle diverse pluralità umane in vario modo intese (etniche, culturali, socio-economiche, demodossalogiche ecc.). Che la moda, a differenza del costume (il quale è imitazione temporale, cioè del passato) non è che imitazione spaziale fra contemporanei e corrisponde sul piano dei fatti a ciò che sul piano delle idee possono essere le impressioni che agitano una folla. Invece il gusto, come e più ancora del costume, è un'attitudine ereditaria, corrispondente sul piano dei fatti a ciò che sul piano delle idee è la tradizione, cioè un'opinione obbiettivo-soggettiva [...] obbiettivo in quanto agiscono sui suoi componenti cause ineliminabili ed esterne (ereditarietà, formazione ricevuta, ambiente naturale e sociale); soggettiva perché i suoi componenti sono necessariamente fra loro legati da circostanze modali, cioè da condizioni non estranee alla volontà dei singoli. E' pertanto un pubblico di notevole coesione che, nella sua componente obbiettiva è stato implicitamente studiato da diversi studiosi. Anzitutto meritano menzione i socio-psicologi Giddings e Baldwin, alcuni rappresentanti della scuola americana di antropologia culturale, come Kroeber e Lowie, psicosociologi come Talcott Parsons, che ha interpretato la società come un sistema di interazioni, motivate sia razionalmente, sia da valori prevalentemente tradizionali che già Pareto, Durkheim, Max Weber avevano dimostrato nella loro influente importanza [...] Anche Robert King Merton ha dato apprezzabile contenuto di pensiero in proposito, derivando dal rapporto struttura/funzione la distinzione tra funzioni manifeste e funzioni latenti: è evidente quanto su quest'ultime, che sono le più importanti, contribuisca decisamente un'appropriata e sistematica educazione di massa."
Assai lunga ed avvincente la relazione di Perini-Bembo, con ricche citazioni di tanti altri autori, a sostegno del pubblico obiettivo-soggettivo che, in ultima analisi, è quel pubblico che fruisce soprattutto dell'arte - in tutte le sue manifestazioni, dalla musica alla pittura, dalla danza alla poesia, e così via - come sarà agevole dimostrare da parte dei relatori che interverranno in autunno al seminario di Frascati (Roma) per esaminare i rapporti e le prospettive tra arte ed opinione pubblica.
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