| 17 Gennaio 2009
Il colore è segnalazione e comunicazione, volontaria o involontaria. Lo è tanto in ambito naturale che tecnologico.
I colori fondamentali o primari sono tre, giallo, rosso, blu, con tre reciproci: viola (rosso+blu), verde (blu+giallo), arancio (giallo+rosso). Ne derivano numerosissime sfumature, dovute alla diversa proporzione presente nella tonalità dei tre colori di base. Il bianco e il nero non sono colori, l'uno perché riflette tutti i colori contemporaneamente, senza prevalenza di uno, come invece accade per i colori e loro tonalità; l'altro assorbe tutte le frequenze e quindi si ha la sensazione di mancanza di colore. I non colori accentuano o riducono la visibilità dei colori, se posti loro accanto. Rendono i colori “pastello”se a loro mescolati.
I colori e i loro pastelli si distinguono in “caldi” e “freddi”, con riferimento tanto ad una illusione ottica che alla sensazione che ne deriva, di vicinanza e calore, anche affettivo, oppure di distanza e frescura. La presenza contemporanea dei tre colori di base determina armonia e senso di equilibrio. La prevalenza di uno solo fa sì che la mente umana compensi la percezione con la consapevolezza del suo reciproco. Se si fissa una congrua superficie di un colore di base, nell'attimo in cui si chiudono gli occhi si percepisce il colore reciproco a quello osservato.
Spesso fiori e piante hanno il fiore di colori reciproci al verde del loro stelo e delle loro foglie. La violetta al centro della corolla è gialla in piccola quantità, perché la visibilità del viola e del giallo è inversa. Nel papavero e in certi tulipani, all'attaccamento dei petali ci sono piccole quantità di nero o bianco, per esaltare il colore prevalente. Immaginiamo una sciarpa composta da strisce dei colori primari e secondari, dal giallo al viola: perché a una certa distanza le strisce sembrino uguali, la striscia gialla dovrà essere ampia un terzo di quella viola, mentre rosso e verde saranno della stessa dimensione. Un cartellone pubblicitario a fondo rosso con scritte verdi di uguale capacità riflettente, sarà illeggibile, non potendosi distinguere lo sfondo dallo scritto. In un pronto soccorso si troveranno colori identificativi della priorità e pericolosità della patologia del paziente che vi ricorre. Sulle spiagge una bandierina rossa indica il rischio di balneazione in rapporto alla pericolosità del mare in quel momento. La bandiera gialla issata sulle navi implicava la presenza a bordo di casi di grave malattia contagiosa e la comunicazione che i quaranta giorni di sosta fuori dal porto erano di isolamento preventivo per la salvaguardia della salute della popolazione a terra.
I colori segnalano il grado di commestibilità di un alimento, per cui tendiamo ad evitare l'assunzione di cibi dal colore non abituale, che può indicare tanto la sua età quanto la sua invecchiatura dalla raccolta o preparazione, ma anche tossicità o velenosità. Molti anni fa fu compiuto l'esperimento di servire ad un banchetto pietanze succulente allestite con prodotti freschissimi da cuochi esperti, cambiando durante il banchetto le luci in sala in modo che i colori codificati dalla natura e dalle abitudini culinarie risultassero stravolti: nessuno riuscì a mangiare.
La standardizzazione colorimetrica esiste in natura (i fenomeni di mimetismo animale e vegetale ne sono un esempio); nel bagaglio cognitivo degli esseri viventi, compresi i daltonici, costituisce codice comunicativo oggettivo e soggettivo.
Esiste anche in ogni ambito tecnologico (l'acciaio varia la sua colorazione dal color bianco al grigio quasi nero, passando per varie tonalità di colori, a seconda del suo stato fisico e chimico); è spesso legata all'effetto psicologico che i colori hanno su chi li osserva e per i significati per loro mezzo codificati. Oltre che come tonalità calde, fredde e neutre, le stesse sono classificate e utilizzate secondo il loro potere di condizionamento comportamentale sulle persone: rilassamento, tranquillità, aggressività, distacco, allarme, cupezza, allegria, accoglienza, allontanamento e via elencando.
La scelta di tendenza di un colore, adottato dai paesi che dettano gli standard, implica un più che apprezzabile condizionamento delle scelte di mercato a monte dello stesso, che renderà moderno tutto ciò che sarà colorato in armonia con il colore dell'anno e postmoderno o obsoleto tutto quello che non è di quel colore. Rimangono fuori da questo effetto di standardizzazione quegli ambienti con particolarissime caratteristiche autoctone o settoriali.
I colori Pantone costituiscono uno standard internazionale per ogni esigenza colorimetrica (Pantone matching system, PMS). I colori delle bandiere nazionali moderne generalmente appartengono alla sua scala di riferimento. La Pantone indica, poco prima dell'inizio di ogni anno, il colore di tendenza prossimo venturo: il 2007 aveva il chili pepper, un rosso denso e acceso; il 2008 è caratterizzato dall'iris blue e il 2009 dal suo reciproco hello mimosa, un deciso blu violetto e un caldo denso giallo. Si raffrontino tali colori con le vicende economiche mondiali coeve...
Il colore è dunque uno strumento di percezione e comunicazione primordiale e tecnologico; uno strumento oggettivo anche di codificazione e decodificazione demodoxalogica.
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