| 09 Febbraio 2009
Nel libro La verità confezionata: come leggere il giornale (Paravia, Torino, 1974) P. Bianucci scrive:
La cronaca, di qualsiasi tipo sia, racconta, in fondo, sempre la stessa storia: ha cioè un carattere intimamente ripetitivo. Non solo ogni delitto assomiglia a tutti gli altri delitti, ogni incidente assomiglia agli altri incidenti, ogni polemica politica o amministrativa assomiglia a quelle che l'hanno preceduta e a quelle che la seguiranno, ma anche tutte queste vicende apparentemente tanto diverse hanno in comune una struttura analoga. [...] Il delitto, l'incidente, la rapina, appaiono sempre nuovi, cambiano i luoghi, i protagonisti, i particolari, le conseguenze, vengono accentuati gli elementi di "originalità" di ogni fatto, ma sempre all'interno di uno schema costante. Così il lettore ha l'impressione del nuovo attraverso il vecchio e la notizia viene "consumata", ma rimane aperta la disponibilità ad un nuovo consumo: basta che il prodotto offra qualche variante.
Da una recente indagine di carattere demodoxalogico ho potuto stabilire che una parte consistente dei lettori dei giornali quotidiani legge con molto interesse gli articoli di cronaca nera rispetto agli articoli di altro genere. Attraverso l'indagine ho conosciuto i motivi del loro interesse, ma le risposte date non hanno esaurito tutto il problema della comunicazione, non potendo conoscere cioè obiettivamente la qualità e l'intensità della forza che spinge i lettori verso la cronaca nera e le vere intenzioni, nei confronti del lettore, di coloro che producono il messaggio.
Ho cercato perciò di dare una risposta a tali quesiti affrontando l'analisi del contenuto della cronaca nera, pubblicata nei giornali quotidiani nell'arco di tempo di un mese. I risultati saranno pubblicati a puntate su questo sito: cominciamo oggi con le "violenze carnali". Riporterò comunque soltanto i risultati relativi ai messaggi che i giornalisti intendono far arrivare ai lettori della cronaca nera: messaggi di rassicurazione, di esaltazione, di riflessione, di cambiamento, di condanna ecc.
Accenno brevemente al metodo seguito. Secondo Bernard Berelson, l'analisi del contenuto (content analiysis) vuole essere una "tecnica di ricerca per la descrizione obiettiva, sistematica o quantitativa del contenuto manifesto della comunicazione", nulla lasciando alle interpretazioni individuali ed emozionali che erano state tentate dal primo Harold Lasswell attraverso l'approccio qualitativo, del quale più tardi notò l'inadeguatezza orientandosi per metodi quantitativi di analisi.
Sia Lasswell che Berelson si erano però limitati a rilevare la frequenza delle parole ripetute, trascurando invece di osservare la ricorrenza di certe strutture e di valori proposti a modello di comportamento. Il metodo da me seguito rappresenta forse la sintesi dei due tipi di rilevazione: da un lato ho cercato di evidenziare alcuni elementi particolari all'interno del messaggio e dall'altro di basarmi su categorie d'analisi più generali. Ma come punto di riferimento ho tenuto presente il metodo dell'indagine demodoxalogica (inde), che è poi l'approccio scientifico di base sostenuto dalla Sidd per lo studio dell'opinione pubblica.
Cominciamo dunque ad analizzare le notizie sulle violenze carnali. Una di tali news viene riportata con un articolo e titolo in tutta evidenza. Indubbiamente si è trattato di un avvenimento insolito e il titolo già lo spiega: "Pensionata di 65 anni violentata da da un rapinatore". Un'occasione certo unica per un giornalista che intende condannare sia gli autori di rapine sia le violenze sulle donne, oltre che fornire indicazioni moralizzanti. Si sono presentati cioè diversi elementi distintivi per un medesimo caso: rapina, violenza carnale, età della donna, pensionata, nubile, sola in casa. E l'autore dell'articolo non trascura l'occasione di far leva sull'emotività dei lettori, presentando l'uomo come un bruto, un essere animalesco, descrivendo lo stupratore come un felino intento a braccare la sua preda finché non l'abbia sbranata fino all'osso:
[...] una pensionata nubile del posto, aggredita ieri a mezzanotte da uno sconosciuto che aveva bussato alla porta della sua abitazione, presentandosi con il volto coperto [...] l'aggressore l'ha spinta all'interno chiudendosi la porta alle spalle. Poi, secondo il racconto della vittima, ha afferrato la donna trascinandola a forza in camera da letto dove ha abusato più volte di lei. Prima di andarsene ha passato in rassegna tutto il piccolo appartamento rovistando i vari cassetti dei mobili delle stanze. In ripostiglio ha scovato tutti i risparmi della poveretta, circa centocinquantamila euro, e se ne è impossessato. Si è quindi allontanato facendo perdere le proprie tracce.
Il giornalista conclude l'articolo sottolineando ancora di più la violenza subita dalla donna: "Dopo la visita della 65enne L.C., il dott. S.P. ha pronunciato in una forma inequivocabile il Referto: segni evidenti di violenza carnale". Ma la belva che braccava ora è a sua volte braccata; infatti, come riporta il giornalista: "L'uomo è attivamente ricercato dai carabinieri in tutta la zona". In questo modo si dà ai lettori anche un messaggio rassicurante.
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