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Cesare Battisti, nato a Trento nel 1875, deputato socialista alla camera di Vienna, sostenne l'autonomia del Trentino dall'Austria. Si stabilì poi a Milano, ove si arruolò volontario contro gli austriaci nella prima guerra mondiale; nel 1916 fu imprigionato insieme a Fabio Filzi e quindi impiccato come traditore in quanto cittadino austriaco. E' considerato un eroe dell'unità d'Italia e ricordato nei libri di storia; quello che si dice un patriota.

Cesare Battisti, quello attualmente rifugiato in Brasile, è accusato di aver assassinato più persone sia nel corso di rapine sia per motivi pseudopolitici. Un terrorista di cui l'Italia chiede l'estradizione dal Paese che lo ospita per poter applicare la sentenza di carcerazione stabilita da un nostro tribunale. Se prima della concessione dell'estradizione da parte della magistratura brasiliana non sarà riuscito a rifugiarsi in Sudafrica (uno Stato che ha ospitato svariati terroristi nostrani con amicizie nei servizi segreti) troverà in Italia la condanna che si merita.

Uno dei principi fondamentali della demodoxalogia, per capire meglio la sostanza delle cose, è quello di rovesciare l'apparenza, cioè capovolgere i fatti e le parole: applichiamo dunque tale principio al caso in questione, come esercizio demodoxalogico. L'eroe Cesare Battisti (quello impiccato) aveva un ideale: l'unità d'Italia e per questo si è battuto, ha perso e dato la sua vita. Ma il suo ideale si è realizzato. Anche l'altro Battisti sostiene di aver agito in nome di un ideale rivoluzionario: anche lui ha perso e ne dovrà subire le conseguenze.

Se avessero vinto i suoi ideali oggi sarebbe considerato un eroe. Le ragioni sono nella Storia che è scritta sempre dal vincitore. Noi abbiamo avuto i repubblichini e i partigiani: ciascuna fazione credeva in qualcosa per cui battersi. Hanno vinto i partigiani e i cattivi sono i repubblichini, che hanno commesso anche azioni criminose. Ma pure tra i partigiani vi è stato più di qualcuno che ha ucciso per vendetta, compiuto furti e altri atti non elogiabili. Però hanno vinto e sono considerati eroi.

Come mai il caso Battisti è montato solo recentemente all'attenzione dell'opinione pubblica? E' forse cambiato qualche alto dirigente nei servizi segreti e terminata così la copertura? Sono parecchi anni che il brigatista Battisti si è rifugiato all'estero passando da uno Stato all'altro in tutta tranquillità e in modo eclatante: possibile che le varie agenzie di intelligence, sempre collegate fra loro, non si siano scambiate informazioni al riguardo?

Ogni caso ha il suo azimut (si veda il recente articolo di Antonella Liberati) ma spesso mancano anche gli elementi per giungere a una comprensione totale.

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