| 07 Marzo 2009
Continuiamo l'analisi della cronaca nera che, come accennato in un precedente articolo, si ripete sempre con lo stesso canovaccio, anche quando il giornalista per orientare l'opinione dei lettori fa emergere o elimina alcuni particolari, secondo interessi particolari uniti a quelli politici della testata e dell'editore (tali aspetti però richiederebbero un'indagine più ampia e complessa). Per questo motivo evito di menzionare i giornali sui quali ho condotto l'analisi in oggetto: mi limito a presentare lo schema di base dell'indagine demodoxalogica (uguale per tutte le testate) e le costanti come il fatto, lo sviluppo, l'epilogo, le vittime, l'oppressore, le ingiustizie presentando inoltre esempi di esaltazione, rassicurazione, condanna ecc.
Per quanto riguarda gli incidenti stradali, in quasi tutti i giornali esaminati tali fatti sono presentati con grandi titoli e relativi occhielli e sommari; nel contenuto non sembrano rintracciarsi valori particolari da trasmettere ai lettori, soltanto una vaga morale quando l'atteggiamento dei giornalisti nei confronti degli incidenti descritti è di condanna parziale verso i trasgressori delle norme di comportamento stradale. Più che altro i giornalisti, forse nel tentativo di colpire l'attenzione del lettore, sembrano esaltare, nei titoli e nei contenuti, la gravità dell'incidente per poi chiudere l'articolo rassicurando i lettori che tutto quello che doveva e poteva essere fatto dalle autorità civili, dai servizi sanitari e dalle forze dell'ordine era stato fatto.
Esempi di esaltazione: "l'autoarticolato-cisterna, completamente scarico viaggiava a forte velocità"; "la lunga parte posteriore dell'autoarticolato, impazzita". Dal passo descritto viene esclusa ogni colpa umana, come se il mezzo potesse procedere senza guida e permettersi di superare i limiti massimi di velocità consentiti, per il fatto di essere completamente scarico, fino a "impazzire". Insomma il giornalista sembra non tener conto di elementi contingenti legati a responsabilità dell'uomo, attribuendo indirettamente la causa dell'incidente al fato o a chissà cosa... Anche nel passo seguente scompare la figura dell'autista, quasi che fattori di ordine meccanico, come il furgoncino o il pane caldo, fossero i responsabili dell'incidente mortale: "travolto e ucciso da un furgoncino che trasportava il pane appena uscito dai forni".
Per il resto, si descrivono gli incidenti seguendo i normali canoni della cronaca nera: "un urto tremendo"; "rimasto ucciso sul colpo"; "trasportato d'urgenza"; "le prime, disperate cure"; "le gravissime ferite riportate"; "gravissima imprudenza"; "sono accorsi rapidamente"; "l'urto è stato inevitabile"; "è andata a cozzare violentemente"; "rimasto intrappolato nell'abitacolo fra le lamiere accartocciate"; "soccorso d'urgenza da un'auto di fortuna", come a dire che per casi d'urgenza spesso bisogna affidarsi al destino, mancando un efficace servizio sanitario di pronto soccorso.
Esempi di rassicurazione: "arrestato il conducente del camion che si era dato alla fuga"; "il dott. P.R. eseguirà l'autopsia sul corpo della vittima"; "sulla base dei completi rilievi dei carabinieri"; "sul luogo dell'incidente per i rilievi di legge si è portata la polstrada, al comando del capitano S. ed il sostituto procuratore della Repubblica T."; "sono intervenuti i carabinieri del nucleo radiomobile e l'avvocato B."; "la salma è stata messa a disposizione dell'autorità giudiziaria".
In questa breve indagine si nota una maggiore frequenza di incidenti stradali rispetto ad altri avvenimenti di cronaca nera. Le strade italiane, quasi tutte asfaltate, che appena mezzo secolo fa erano ancora percorse da carrozze trainate da buoi o cavalli, vedono oggi sfrecciare un'infinità di automobili: spesso guidate malamente da chi forse intende colmare con una prepotente andatura qualche privazione esistenziale e da chi evidentemente misura con la velocità e i sorpassi il valore della propria esistenza.
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