| 23 Marzo 2009
Proseguendo nell'analisi della cronaca nera, dopo gli incidenti stradali esaminiamo la copertura giornalistica dei furti. I giornali presi in esame riferiscono che tali reati nella maggior parte sono avvenuti in paesi della provincia, poi nel capoluogo e uno addirittura in Germania ad opera di un italiano. In gran parte le notizie relative ai furti sono riportate nelle brevi di nera o comunque con piccoli titoli. Qui non emerge, da parte dei giornalisti, l'intenzione di trasmettere valori di un certo rilievo ai lettori, se non in qualche caso di condanna globale dei rei. Sembra un vago tentativo di moralizzare: a una colpa (rubare) segue l'espiazione (galera) e - come già evidenziato per gli incidenti stradali - l'intenzione di rendere emozionante la situazione presentandola in modo esaltante, ma rassicurando i lettori sulla cattura dei malviventi da parte delle forze dell'ordine, sia pure con qualche eccezione come si può notare dai seguenti passi.
Esaltazione: "ancora un furto in paese, diventato ormai il teatro d'azione di qualche audacissima banda di ladri; "con tutta la calma, hanno operato una certa selezione degli articoli"; "hanno caricato tutto su una grossa auto allontanandosi indisturbati"; "ignoti malviventi hanno svaligiato; "gli stessi ladri hanno poi tentato di penetrare"; "la derubata, nell'accorgersi del furto, è stata colta da malore".
Negli articoli relativi ai furti così descritti non vengono menzionati interventi e indagini delle autorità e delle forze dell'ordine a rassicurare i lettori, come è avvenuto invece per questi altri casi: "forzando uno degli ingressi; "dopo aver forzato anche la porta"; "entrati nell'appartamento alla ricerca di denaro e preziosi"; "son riusciti a portar via gioielli, argenterie e denaro contanti"; "intenti ad impadronirsi di due auto".
Rassicurazione: "le indagini, per arrivare all'identificazione ed alla cattura dei responsabili, sono condotte dal dott. R della Squadra Mobile del capoluogo"; "sono bastate poco più di 24 ore agli uomini della Squadra Mobile del dott. M per stendere il rapporto all'Autorità Giudiziaria e denunciare a piede libero, per tentativo di furto aggravato, due giovani con altri precedenti penali"; "arrestati dai carabinieri del paese in flagranza di reato".
Vale la pena riportare per intero l'articolo relativo all'arresto di un ladro italiano in Germania, poiché qui si tocca l'esaltazione massima dell'opera del ladro e di quella della polizia (anche se tedesca), non mancando una buona dose d'ironia e di cinismo nel commento del giornalista:
era in possesso di documenti risultati rubati, di gioielli, frutto di alcuni furti, di apparecchiature elettroniche e di valuta straniera. Sembra che in una settimana avesse compiuto con l'aiuto di un altro italiano, una decina di furti. E' caduto però nella rete tesagli dalla polizia tedesca che lo ha tratto in arresto a Bonn, teatro delle sue ultime imprese. Si tratta di P.B. di 28 anni, un pregiudicato di cui più volte si sono dovuti occupare Carabinieri e Polizia. Un pregiudicato "ritenuto pericoloso" già resosi responsabile in Italia di furti, falso ed estorsioni. P.B., negli ultimi tempi era sparito dalla circolazione. Nel suo paese non lo aveva più visto nessuno. Evidentemente aveva pensato che si potesse far... fortuna all'estero. Di qui la sua "trasferta" in Germania dove, però, le cose gli sono andate bene soltanto per una settimana. Poi, come si è detto, la Polizia Tedesca ha stroncato i suoi sogni di ... gloria.
Quando però il furto è consumato da minori, specialmente di sesso femminile e appartenenti a comunità emarginate, il commento dell'articolista diventa quasi patetico come nel caso di una "zingarella arrestata in paese": i Carabinieri l'hanno sorpresa insieme ad altre due ragazzine, più giovani di lei, mentre stava uscendo con i pochi gioielli ed ori arraffati in una abitazione.
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