| 23 Giugno 2009
Continuiamo l'analisi della cronaca, in particolare di quella nera, per mostrare come l'informazione può formare l'opinione del lettore. E come su quella stessa opinione in precedenza consolidatasi nel pubblico si basa il giornalista per scrivere l'articolo, specie se il giornale è tendenzialmente di parte e cavalca le paure e il bisogno di sicurezza dei cittadini (come ha fatto la coalizione guidata da Berlusconi).
Il caso di omicidio preso in esame nella nostra ricerca appartiene al passato ma viene ricordato in un articolo poiché, come il giornalista scrive nell'occhiello "il giudice istruttore ha disposto l'esecuzione della prova del guanto di paraffina anche su un altro sospettato"; quell'anche sta a significare che gli altri cinque sospettati erano già passati per quella prova, risultata per loro positiva. Anche se il giornalista scrive che "la richiesta di perizia sulla Beretta calibro 9 potrà dire poi la parola definitiva su tutta la vicenda" aggiunge che "le prove in mano agli inquirenti, per quell'omicidio sono schiaccianti"; il giornalista cioè, di fronte a tale evidenza, sembra appoggiare pienamente l'operato delle forze dell'ordine e della magistratura e, riferendosi sempre alle prove, afferma: "si basano non certo su testimonianze, ma piuttosto su una serie di confessioni, o delazioni, che hanno inchiodato per lo meno i primi cinque. Per questo la perizia sulla pistola appare come uno fra i tanti doverosi atti in questa fase dell'inchiesta".
Che il giornalista condanni in pieno gli autori della rapina culminata nell'omicidio, e che voglia dare ai lettori una lezione morale, si nota già dal quesito in apertura di articolo: "erano in cinque o in sei i giovanissimi rapinatori che la notte del 5 agosto andarono ad uccidere sulla strada provinciale il benzinaio E.B.?". Il giornalista forse vuole sottindendere che i giovanissimi, specialmente durante la notte, non dovrebbero uscire di casa, in particolare se la loro intenzione è quella di rapinare o addirittura di uccidere (la frase "andarono ad uccidere" sembra far capire che l'omicidio fosse stato premeditato ed eseguito con leggerezza). Di certo, la risoluzione del dubbio, se si trattasse di cinque o di sei rapinatori, è la chiave dell'articolo; mentre non si ricorda minimamente la figura e la vita della vittima, che sicuramente non avrebbe trovato alcuna differenza nel sapere di essere stato ucciso da uno o da sei rapinatori...
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