| 26 Luglio 2009
Proseguiamo la nostra analisi della copertura giornalistica dei vari generi di cronaca: oggi vediamo come viene riportata da un quotidiano la denuncia di alcuni studenti in merito ad alcuni disservizi scolastici. Dunque, la notizia è presentata con titolo a grandi caratteri: è una minaccia di denuncia degli studenti di un istituto professionale verso la presidenza. Già nell'occhiello il giornalista parteggia apertamente con gli studenti quando sintetizza i motivi della ipotizzata denuncia "per alcuni fatti gravissimi di malgoverno da parte della preside S.M.".
In tutto l'articolo il giornalista sostiene le azioni degli studenti: "i circa seicento allievi sono da tempo in agitazione per protestare contro talune estemporanee decisioni della preside"; "gran parte degli studenti sono rimasti fuori dall'istituto per una serrata ordinata proprio dalla preside, professoressa S."; "la preside, professoressa S., è necessario dirlo, ha costituito l'obiettivo numero uno della contestazione studentesca". Quando la preside giustifica la serrata con il mancato rispetto dell'orario da parte degli studenti, il giornalista riesce ancora a trovare il modo per difenderli, scaricando le colpe sul disservizio dei trasporti: "c'è da premettere che i ragazzi che frequentano l'istituto provengono in maggioranza da vari centri della provincia, che si servono, per raggiungere il capoluogo, dei mezzi del servizio pubblico regionale, i quali funzionano come tutti sanno".
Gli allievi, in tutti i casi sollevati, sostengono che la preside aveva ordinato la serrata "per ritorsione" e il giornalista riporta tutti i motivi della ritorsione: "non funzionamento a scopo didattico dei laboratori e anzi sfruttamento degli stessi da parte della preside per i suoi fini particolari ecc.", per finire al documento degli studenti in cui si accusa la preside di andare a scuola "quando le fa comodo" e di "non interessarsi dei problemi dell'istituto", problemi che il giornalista elenca: distribuzione libri di testo, sovvenzioni agli alunni bisognosi e per i trasporti ecc.; per i quali problemi gli alunni "hanno chiesto un'ispezione da parte del provveditore agli studi" che, conclude il documento degli studenti, se "non adotterà i provvedimenti del caso", saranno costretti a rivolgersi alla magistratura.
Contestazione quindi del sistema con proposte alternative da parte degli studenti, condanna globale dell'operato della preside e difesa degli interessi degli allievi da parte del giornalista; in questo quadro il giornale quotidiano che ha riportato l'articolo in oggetto rispecchia assai fedelmente la sua impostazione progressista e antiautoritaria.
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